Si è tenuta lo scorso mese la Partita del Cuore Napoletano, match di beneficenza tra la squadra dei magistrati e quella dei commercialisti.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili del Circondario del Tribunale di Napoli in collaborazione con l’Associazione Arti e Mestieri, fondata dal magistrato Catello Maresca ed il dott. Rosario Bianco. La partita, giocatasi presso il campo “Le Due Palme” di Agnano, si è conclusa con il risultato di 1-1, un pareggio senza vincitori. Ha vinto però la solidarietà e la beneficenza, il grande “Cuore Napoletano”, sempre pronto in nome della generosità. «A me non piace parlare solo di solidarietà, ma voglio proprio parlare di cuore – afferma il dott. Maresca – l’iniziativa è dalla voglia del presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Vincenzo Moretta, di mettere insieme le forze per realizzare progetti concreti per i giovani, cogliendo in tal modo l’invito della nostra associazione. Così a partire dalla nostra passione per il calcio, ci è venuta l’idea di una partita di beneficenza».

 

 

La mission dell’Associazione Arti e Mestieri è quella di tramandare le professioni dell’antica tradizione partenopea ma soprattutto di insegnare un mestiere a giovani che vivono in condizioni di disagio. Nella fattispecie i fondi raccolti saranno interamente investiti per impegnare 10 ragazzi affinché siano loro stessi “portatori di cultura”. L’obiettivo è quello di organizzare una piattaforma “smart”, la quale attraverso il linguaggio giovanile dei ragazzi possa essere portata velocemente in diversi ambiti culturali. «L’Associazione Arti e Mestieri e Informare stanno già portando avanti un percorso che coinvolge alcuni giovani nella formazione giornalista. Ora però vogliamo fare di più. È fondamentale sensibilizzare e fare rete, e se a ciò si unisce anche una raccolta fondi a sostegno dell’impegno sociale la cosa ha ancora più valore – conclude il dott. Maresca – la speranza è fare della Partita del Cuore Napoletano un appuntamento annuale, legato a progetti specifici che possano essere completamente realizzati grazie alla raccolta di beneficenza, arrivando magari a realizzare l’iniziativa allo stadio San Paolo».

Le parole di Cafiero de Raho

Nella rosa titolare dei magistrati scesa in campo durante la “Partita del Cuore Napoletano”, spicca il nome di Cafiero de Raho che per 45 minuti ha palesato una forma fisica invidiabile nonostante i suoi 66 anni. Il magistrato, però, non si è tirato indietro a due nostre domande relative specificamente al suo campo di competenze.

Il Ministro Buonafede ha affermato che la riforma delle intercettazioni di Orlando va cambiata, lei che ne pensa?
«Ci sono diversi aspetti che vanno modificati e che avevamo già evidenziati in passato, in particolare ciò che riguarda la valutazione della rilevanza delle conversazioni che coinvolge un intervento della polizia giudiziaria in prima battuta e passa quasi la individuazione delle conversazioni rilevanti dalla magistratura alla polizia giudiziaria e costringe alla trascrizione di ogni conversazione il che determina un aggravio enorme oltre che per quanto riguarda le intercettazioni con il famoso Troian. Bisognerebbe accendere e spegnere il dispositivo in base al luogo, al momento, in relazione a quelli che sono i limiti che il provvedimento di volta in volta contiene. Sono punti importanti che determinano uno stravolgimento dell’intervento della polizia giudiziaria e del pubblico ministero che andavano ad approfonditi e valutati in modo coerente con quelle che sono le forze in campo e con gli obiettivi che ci proponiamo».

Tra i tanti punti, quali sono i più importanti per contrastare la corruzione?
«L’allungamento della prescrizione, la possibilità di utilizzare gli stessi strumenti che vengono impiegati nell’ambito del contrasto alle mafie o al terrorismo, porre cioè la corruzione sullo stesso piano dei reati più gravi e fare in modo che tutta quella legislazione possa essere utilizzata anche in questa materia, tanto più che le mafie intervengono nelle amministrazioni e nei rapporti con la politica con la corruzione e non più con l’intimidazione e la minaccia».

di Fulvio Mele e Giovanna Cirillo
Foto di Carmine Colurcio

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018