Opera, Concerti e Danza: La nuova Stagione

L’inaugurazione ufficiale avverrà il 25 novembre 2018 con il grande maestro Riccardo Muti che dirigerà “Così fan Tutte” di Wolfgang Amadeus Mozart.
La tradizione dell’innovazione è il manifesto programmatico sotteso alle Stagioni d’Opera, di Concerti e di Danza del Teatro di San Carlo, che anche quest’anno conferma la volontà di costruire percorsi polifonici creando e intersecando armonie e dissonanze tra repertori, generi, stili, interpreti e chiavi di lettura tra i più variegati.
In uno spettro assai ampio di proposte, testimonianza del fermento creativo e produttivo del San Carlo (dodici titoli d’opera per un totale di settantotto recite, cinque produzioni di danza per ventotto alzate di sipario, quindici concerti per diciassette spettacoli tra musica sinfonica e da camera) è facile trovare accanto alla mozartiana e inaugurale Così fan tutte, diretta da Riccardo Muti, i temi a tinte forti di Káťa Kabanová – per la direzione di Juraj Valčuha – titolo di Leóš Janáček poco frequentato dai palcoscenici italiani, o sostare in una più rassicurante Bohème che cede subito il passo al musical d’autore di Lady, Be Good!, capolavoro scritto a quattro mani da Ira e George Gershwin, cui fanno seguito le visioni notturne de Les Contes d’Hoffmann di Jaques Offenbach per arrivare – dopo la grandiosità wagneriana di Die Walküre, la pucciniana Madama Butterfly, la verista Cavalleria rusticana – alle complesse architetture drammatiche e musicali di primo Ottocento della “napoletana” Ermione di Gioachino Rossini nel proseguimento delle celebrazioni per i 150 anni dalla morte.
La promessa di un progetto creativo si mantiene anche nella scelta dei registi. Il Teatro San Carlo chiama in scena non solo i nomi più illustri della regia internazionale, ma le personalità più diverse per i percorsi stilistici operati.
Alle linee eleganti ed essenziali di Chiara Muti per il Così fan tutte o alla sobrietà di Leo Muscato per il verdiano Un ballo in maschera, si opporranno i segni ossessivi e claustrofobici del tedesco Willy Decker per la Kabanová ambientata in un passato senza tempo, in una unica stanza grigia, luogo anch’esso indefinito, abitato unicamente dalle lacerazioni dei personaggi o si potranno trovare le incursioni ipertestuali di Pippo Delbono per Cavalleria rusticana, il surrealismo di Lauren Pelly per Les Contes d’Hoffmann, le contaminazioni tra differenti linguaggi espressivi di Federico Tiezzi per Die Walküre, l’occhio del cinema che va oltre se stesso di Ferzan Ozpetek per Butterfly, la “libera fedeltà filologica” al testo musicale di Jacopo Spirei per l’Ermione, le evocazioni felliniane per i Pagliacci di Daniele Finzi Pasca.
I direttori e gli interpreti di altissimo livello suggellano il valore di tutte le scelte.
Per i cantanti si citano solo alcuni, come Maria Bengtsson, Barbara Haveman, Gabriela Beňačková, Misha Didyk, Karen Gardeazabal, Giorgio Berrugi, Roberto Aronica, Celso Albelo, Luca Salsi, Saioa Hernández, Maria Grazia Schiavo, Nino Machaidze, John Osborn, Alex Esposito, Evgenia Muraveva, Rebeka Lokar, Saimir Pirgu, Robert Dean Smit, Egils Silins, Irene Theorin, Ekaterina Gubanova, Aleksandra Kurzak, Piero Pretti, Claudio Sgura, Violeta Urmana, Veronica Simeoni, Marcelo Alvarez, Carmen Giannattasio, Enea Scala, Antonino Siragusa e molti altri artisti di alto rango.
Per i direttori – accanto a Muti e Valčuha – tornano
Donato Renzetti, Gabriele Ferro, Pinchas Steinberg, Alessandro De Marchi, Jordi Bernàcer, che saranno alla testa dell’Orchestra del Teatro San Carlo – e del Coro, preparato dal nuovo Maestro del Coro in carica Gea Garatti Ansini – che, grazie al lavoro condotto con il “suo Direttore” Juraj Valčuha, sta raggiungendo livelli sempre più alti per qualità di suono e di esecuzione.

di Emmanuela Spedaliere