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La nuova challenge autolesionista: come i giovani vogliono apparire sui social

Donato Di Stasio 23/02/2024
Updated 2024/02/22 at 4:53 PM
4 Minuti per la lettura

Dalla creazione di Facebook, prima, e dalla diffusione di Instagram e Tiktok, poi, è cresciuta inevitabilmente la tendenza di mostrare il proprio sé, visto che i social network rappresentano una vera e propria vetrinizzazione della persona, e a volte della sua spettacolarizzazione. Nella provincia di Napoli, esattamente nella zona tra Pozzuoli e Monterusciello, da qualche settimana sta prendendo piede una nuova challenge social, che nel gergo delle nuove generazioni digitali significa sfida, la quale consiste nella pubblicazione del viso o di altre parti del corpo segnati e tumefatti da ferite. Essa sta interessando soprattutto giovani tra i 13 e i 18-19 anni: dalle immagini e dai video circolati sul web e sui profili dei ragazzi “in gioco”, non è difficile far caso a contenuti costruiti ad hoc soltanto per mettere in evidenza tagli e lividi. Il fatto che più di tutti desta preoccupazione, però, è che i danni e le ferite sono autoprovocati, cioè a sfondo autolesionista.

Il fenomeno delle challenge social

Sul primo grande social network per eccellenza, Facebook, non hanno sfondato, ma su Instagram e sul neonato Tiktok stanno trovando terreno fertile: le challenge costituiscono un fenomeno piuttosto nuovo, la maggior parte delle quali significa sfidarsi in prove o argomenti. Se ne ricordano diverse in tempi recenti, diventate virali, come guidare uno scooter a una mano o su una ruota su extraurbane secondarie o principali, o un’automobile a più di 200 chilometri orari. Inutile ribadire la pericolosità di queste sfide, in considerazione del fatto che non raramente hanno provocato incidenti che hanno causato la morte delle persone. Non solo alta velocità e dunque pericolo annesso. Partecipare ad una challenge social può significare di tutto, purché essa rispetti il carattere del confronto con altri “concorrenti”, come per esempio stare al supermercato per un minimo di ore o riuscire a percorrere 500 metri in due minuti. Affinché possa essere definita tale, una challenge deve dunque soddisfare due aspetti basilari: deve trattarsi di una gara e le performance devono essere riprese e pubblicate, altrimenti non sarebbe così social.

Qual è il significato di una challenge autolesionista

Il significato della challenge che sta interessando alcuni ragazzi di Pozzuoli e Monterusciello è abbastanza diverso dagli altri. In questo caso, al centro del confronto c’è il bisogno e la necessità di mostrare la propria forza e resistenza: l’obiettivo è quello di essere ritenuto “invincibile” agli occhi degli altri, di “farsi catalogare come persona di grande carattere”. Anche a costo di tagliarsi e procurarsi ferite in maniera autonoma. Come detto all’inizio dell’articolo, sappiamo che un gran numero di social network rispondono e funzionano secondo la logica dell’esternare e del mostrarsi, curando anche le più piccole sfaccettature di immagini e video sui propri profili. Arrivare o soltanto pensare di farlo facendosi del male è veramente preoccupante e brutto, ma davvero brutto. Cosa non si farebbe per fare anche qualcosina in più dell’altro?

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