Vincenzo Ammaliato presenta il suo libro nella piazza di spaccio più attiva del litorale.

Castel Volturno è sempre definita come terra di nessuno, territorio devastato dal degrado, senza futuro. Il corrispondente de Il Mattino Vincenzo Ammaliato, oggi, ci ha dimostrato che in risposta alla triste realtà di questo paese c’è una forte voglia di cambiare, rinascere, e lo ha fatto scegliendo di presentare il suo libro “La notte di San Gennaro” nel piazzale delle palazzine Grimaldi, la piazza di spaccio più attiva dell’intero litorale dove 24h/24 avviene lo scambio di sostanze stupefacenti, alla luce del sole, senza controllo.

Scegliere di presentare un libro in una location del genere è un gesto provocatorio, ma positivo: dimostra a tutti che è possibile riappropriarsi del territorio, e non solo con la cultura. Provocatoria è stata anche la falsa presenza del Ministro dell’Interno Matteo Salvini e del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, rappresentata da due cartonati. Reali, al contrario, sono state le presenze del sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo, Gianni Molinari (capocronaca de Il Mattino), Michele Zurillo (segretario provinciale del Silp) e coordinatrice dell’evento la giornalista Tina Cioffo.

L’ultimo lavoro di Ammaliato si presenta come un diario, un racconto dei suoi sedici anni di attività giornalistica svolta su questo territorio dove è entrato nei profondi solchi di un fenomeno sempre più evidente, ovvero quello della Mafia Nigeriana. L’intento di Vincenzo è anche quello di raccontarne i meccanismi, strettamente collegati al fenomeno dell’immigrazione a Castel Volturno che è probabilmente unico a livello europeo, considerandone la gravissima portata.

Proprio sul tema dell’immigrazione, in particolare sul “Decreto Sicurezza” del Ministro Salvini, il sindaco Dimitri Russo ha chiarificato la sua posizione: “Io sono molto preoccupato per questo decreto. Il suo intento è chiaro: vuole creare dei centri di espulsione in ogni regione, limitare i permessi di soggiorno, spostare nei centri gli immigrati clandestini. Tutte queste misure qui a Castel Volturno non sono applicabili assolutamente, ma anzi, rischiamo di ottenere l’effetto inverso e perverso. Se gli immigrati vengono qui è perché c’è una disponibilità di seconde case abnorme, è un territorio in cui i controlli non sono adeguati poiché le forze dell’ordine sono esigue e quindi è chiaro che gli immigrati (che diventeranno clandestini in seguito all’applicazione del decreto ndr) verranno qui a Castel Volturno, perché qui c’è una comunità folta e nella peggiore delle ipotesi sopravvivi in condizioni ovviamente precarie, ma sopravvivi, occupando anche case abusivamente. Sono quindi convinto che questo decreto farà aumentare i numeri dell’immigrazione in questo territorio, la soluzione non è sicuramente limitare i permessi di soggiorno, né urlare ai rimpatri ed alle espulsioni”

Le posizioni del sindaco sono quindi chiare ed inequivocabili: Castel Volturno necessita di leggi e provvedimenti speciali, studiate appositamente. A seguire c’è stato l’intervento di Gianni Molinari, che durante l’evento ha scelto di regalare ad Ammaliato una cornice con la prima pagina de Il mattino di Caserta, datata 19 Settembre 2008, giorno della strage. Molinari ha definito Ammaliato come un giornalista che si ama e si odia, specificando che il suo libro racconta anche di cosa vuol dire davvero essere giornalista in questi territori, e cosa significano le minacce all’informazione che si stanno ricevendo in questi tempi. Queste le sue parole: “La notte tra il 18 ed il 19 Settembre del 2008 è una notte che ha segnato moralmente e professionalmente tutti, per il giornale che ho l’onore di rappresentare è stata una prova professionale enorme. Io oggi voglio consegnare a lui la prima pagina di quel 19 Settembre, firmata da tutti i redattori, che io ho portato sempre con me e rappresenta la testimonianza di quanto questo giornale tenga a Vincenzo Ammaliato, uno dei pochi che è ancora dentro la notizia.”

Un dono quasi commovente da parte del capocronista, che riassume tutto l’impegno che c’è dietro ad ogni singolo corrispondente.

Veniamo però ora alle parole dell’autore, che appare visibilmente emozionato: “Sono onorato per il regalo di Gianni, perché non è una normale stampa, ma il suo cimelio. Questa non è una location istituzionale, questo è stato definito un luogo di pazzi e spesso è veramente la follia che ci sostiene. Chissà se questa follia è un po’ la reazione di chi vive in quest’area, adattandosi al delirio per poter sopravvivere e quindi ridere delle nostre disgrazie, di noi stessi ed andare avanti. Io ho cercato di raccontare il territorio in questo libro attraverso la mia esperienza, perché non è giusto adattarsi al delirio, bisogna reagire diversamente anche alle scelte politiche degli ultimi giorni. Io so per certo, quasi per un calcolo matematico, che il Decreto Sicurezza sarà la tomba per Castel Volturno perché 15.000 immigrati irregolari che vivono qui ormai da vent’anni resteranno tali, e da qui a un anno ci saranno almeno 100.000 immigrati. Castel Volturno è lunga 27 km, se il decreto va avanti e non ci saranno leggi e risorse speciali, si rischia di alimentare questo fenomeno, non di debellarlo. Io ho scelto di presentare il libro in questo luogo per dimostrare che nella quotidianità questo è uno spazio vietato ai cittadini di Castel Volturno a causa dello spaccio, eppure possiamo riappropriarcene, lo abbiamo fatto con la cultura oggi anche se, non appena andremo via, tornerà il delirio che avviene ogni giorno. Perché avviene questo a Castel Volturno?”

Ammaliato conclude il suo intervento con una domanda a cui le risposte sono molteplici, lanciando un allarme fortissimo su questa città. Il suo libro non deve essere soltanto la piacevole lettura di un diario, di un racconto: “La notte di San Gennaro” è molto di più.
E’ la fotografia di una terra ricca e povera allo stesso tempo.

Il sacro ed il profano fotografato da un finto turista, che ha scelto di non applicare filtri o modifiche ai propri scatti, mostrando la realtà per quella che è.