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Le normative italiane sull’immigrazione: una storia lunga più di vent’anni

Palmina Falco 23/01/2022
Updated 2022/01/23 at 3:31 PM
3 Minuti per la lettura

Le prime normative emanate per disciplinare l’afflusso dei migranti in Italia sono state la Legge 39 del 28 febbraio 1990 – comunemente detta “legge Martell” dal nome del ministro che se ne fece promotore – e la successiva Legge 40 del 6 marzo 1998 – nota anche come “legge Turco-Napolitano”.

In esse si poteva cogliere l’intento di regolamentare l’immigrazione regolare e scoraggiando dall’altro l’immigrazione clandestina. La materia è poi stata ulteriormente regolamentata dalla Legge 189 del 30 luglio 2002 (legge Bossi-Fini), la quale ha introdotto una procedura per regolarizzare la condizione dei lavoratori stranieri impiegati in lavori di collaborazione domestica o di assistenza, o che potessero dimostrare di avere un’occupazione da almeno un anno. La normativa Bossi-fini ha autorizzato, inoltre, l’uso della marina militare per combattere il traffico di clandestini nel Mediterraneo e bloccare l’arrivo dei migranti via mare. Per gli immigrati penetrati clandestinamente in Italia, la legge prevede l’espulsione e, in attesa dell’esecuzione del provvedimento, la detenzione in appositi centri di permanenza temporanea, dal 2008 definiti “centri di identificazione ed espulsione” (CIE).

La permanenza temporanea in tali centri serve anche per verificare l’identità dei migranti e quindi valutare caso per caso la loro eventuale condizione di profughi e quindi il loro diritto a ottenere asilo e lo stato di rifugiati. Il Decreto legislativo 94 del 2009 – cosiddetto “pacchetto sicurezza”- ha introdotto il reato di immigrazione clandestina, punito con un’ammenda da 5000 a 10 000 euro. Inoltre, il Decreto legge 113 del 4 ottobre 2018,   cosiddetto “decreto sicurezza”, ha abolito la protezione umanitaria, che precedentemente consentiva di concedere un permesso di soggiorno a coloro che presentavano «seri motivi, in particolare di carattere umanitario» per fuggire dal loro paese. Lo stesso decreto ha limitato l’operatività dello SPRAR (Sistema per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati), un meccanismo di accoglienza gestito dai singoli comuni. La maggioranza dei richiedenti asilo in attesa di valutazione viene trattenuta nei centri di permanenza per il rimpatrio.

Il Decreto legge 53 del 14 giugno 2019 – cosiddetto “decreto sicurezza bis” – ha poi introdotto una multa fino a 50 000 euro per i comandanti di navi ritenuti responsabili di violazione delle norme contro l’immigrazione clandestina, nonché il sequestro dell’imbarcazione in caso di reiterazione del reato.

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