Divenuto compositore e direttore d’Orchestra della Philharmonia Orchestra di Londra a soli 25 anni, Alessandro Valtulini, classe 1987, oggi è il più giovane compositore e direttore d’Orchestra al mondo, segnando ben 10 Primati Mondiali Assoluti. Vincitore a soli 29 anni del prestigiosissimo premio Internazionale ARCA D’ORO di Torino nel 2016 come più giovane e miglior Compositore – Direttore d’Orchestra al mondo oggi. Un amore per la musica, quello di Valtulini che, tra le grandi sinfonie di Ludwig van Beethoven e di Wolfgang Amadeus Mozart, lo accompagna dai primi anni di vita.

«Intorno ai 4 anni ho cominciato da solo, con la mia immensa passione (pur non sapendo leggere lo spartito), a tentare di suonare qualcosa su una tastiera della Bontempi, che i miei genitori mi avevano regalato essendosi accorti del grande innamoramento per la musica classica», ha dichiarato il maestro Valtulini.

Gli studi musicali fin dalla giovanissima età seri con il Maestro Giancarlo Corna, poi il Conservatorio di Brescia, affiancato da professionisti dal calibro di Roberto Tolomelli e Umberto Michelangeli per la Direzione d’Orchestra, Paolo Ugoletti per la composizione e Giampaolo Stuani per lo studio del pianoforte, hanno scandito e accompagnato i suoi primi passi da Compositore – Direttore d’Orchestra. «Allora avevo già scritto diverse opere sinfoniche. Tolomelli e Michelangeli se ne erano già accorti analizzando in dettagli le mie partiture sinfoniche. Ai tempi del Conservatorio avevo già scritto la Sinfonia No. 1 in Re Maggiore “Immortal” “Die Neue Zeit der Großen Musik” A.V. 1, il Concerto per Violino No. 1 in Si bemolle Maggiore “For the Dudy” A.V. 20 la Grimaldi Royal March in Si Bemolle Maggiore A.V. 21».

La scelta di volare a Londra, dove a venticinque anni ha debuttato al comando della Philharmonia con ben Nove Premieres Mondiali con una vastissima produzione di circa 3 ore di musica,  è legata all’impossibilità di dedicarsi alla musica sinfonica nel suo paese d’origine, spesso e volentieri, rivelatosi incapace di e difendere e valorizzare il proprio patrimonio culturale e i propri artisti. «Debuttare così giovane al comando della Philharmonia Orchestra è stato il massimo traguardo a cui potevo ambire nella mia vita. Il tutto lo devo a David Whelton, il Managing Director della Philharmonia Orchestra, l’uomo che su di me ha scommesso tutto».

Deciso a scommettere su “l’Italia patria dell’arte”, il 23 maggio 2019, Alessandro Valtulini ha fatto rientro nel Bel Paese. Con un Concerto Sinfonico con la Filarmonica Italiana, l’Orchestra Sinfonica Internazionale, il maestro anglo-bergamasco ha diretto 4 Premieres Mondiali e una Premiere Nazionale al Teatro Creberga Bergamo.Occasione nella quale è stata suonata in prima mondiale assoluta anche l’opera sinfonica ufficialmente dedicata al Presidente Mattarella, la Kaiserlich Triumphierend Overture in Do Maggiore, “Das Oberste und das Recht Praesident A.V. 42. Un brano che descrive l’arrivo dei corazzieri in parata militare a cavallo al Quirinale e la personalità del Presidente Mattarella.

«Primo concerto in assoluto in Italia totalmente dedicato a un Compositore – Direttore d’Orchestra vivente. Prima volta anche che nel nostro Paese, un’orchestra sinfonica ha affrontato in integrale un programma vasto di nuova musica sinfonica. Una musica che riesce a colpire e a folgorare il pubblico fin da subito e a regalare forti emozioni, come ha confermato immediatamente la critica. Ero sicuro di aver preso lo stile giusto per riaprire il mercato e l’audience della grande musica», ha commentato il Maestro Valtulini.

La collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, con il Ministro Dario Franceschini prima e con il Ministro Alberto Bonisoli poi, ha tracciato la strada di ritorno in patria del maestro Valtulini. La “Valtulini Opera Omnia”, infatti, integrale di ben 22 opere sinfoniche per un totale di ben 9 ore e 10 minuti di musica, è considerata forse una delle più grandi operazioni mai viste nella storia della musica. Un progetto, quello del “Valtulini Opera Omnia”, pensato ad hoc per il Teatro alla Scala di Milano dove, in 3 doppie serate consecutive, dirigerà la grande Philharmonia Orchestra con tutta la sua musica sinfonica.

Un’iniziativa che, oltre a sancire il trionfo della musica sinfonica in Italia, è dedicata anche alla promozione in Europa e nel Mondo di artisti e lavori che, ingiustamente, sono stati dimenticati nel passato e che oggi, raramente eseguiti, non hanno più alcuno spazio nel panorama musicale.

«L‘Italia ha bisogno del sinfonismo, della nuova musica sinfonica, per migliorare totalmente la qualità delle orchestre nel nostro paese», ha dichiarato il maestro. «Abbiamo senza dubbio i più bei teatri al mondo, ma ci manca la materia prima, la qualità delle orchestre. La Lirica purtroppo non sviluppa e non migliora il suono delle orchestre. Serve lavorare molto di più seriamente sulla musica sinfonica. Io da sinfonista, ho contribuito molto per questo totale cambiamento».

Riportare la musica sinfonica in alto nei grandi teatri italiani, al Teatro la Scala come al San Carlo di Napoli, lì dove è nata la musica e da dove ripartirà quella sinfonica, è l’ambizioso progetto che sta conducendo il giovane Maestro Alessandro Valtulini, a cui la cultura italiana sarà sempre debitrice.

di Carmelina D’aniello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°196
AGOSTO 2019

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