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La mostra di Gian Paolo Barbieri a Napoli fino alla fine di gennaio

Giovanna Di Pietro 30/12/2022
Updated 2022/12/30 at 12:04 PM
2 Minuti per la lettura

Napoli ospita la prima mostra personale del fotografo internazionale Gian Paolo Barbieri. La galleria Al Blu di Prussia ha scelto di raccogliere diverse fotografie dell’artista a partire da due collezioni: “Madagascar, Tahiti Tattoos, Equator” e “Dark Memories“. L’esposizione comprende il documentario di Francesco Raganato su Barbieri, che raccoglie il racconto del fotografo stesso sui suoi scatti più famosi. Nel documentario, ispirato dal cinema degli anni ’40, che ha osservato da vicino lavorando a Cinecittà, Barbieri ricrea alcune di quelle scene iconiche.

Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Mannajuolo e la Fondazione Gian Paolo Barbieri è possibile visitare la mostra fino alla fine di Gennaio.

La mostra di Gian Paolo Barbieri

Gian Paolo Barbieri è una celebre personalità della fotografia di moda, a partire dagli anni ’70 ha collaborato con Harper’s Bazaar e Vogue Italia. Con i suoi lavori fuori dalla sala posa, che univano modelli e modelle, Barbieri ha messo in discussione il paradigma della moda femminile. A partire dalla fine degli anni ’80 ha scelto di viaggiare dall’altra parte del mondo, puntando il focus sul naturalismo.

Il suo stile è riconoscibile negli scatti dedicati alle isole tropicali: Barbieri unisce le pose plastiche e le composizioni geometriche ad uno sguardo etnografico. Questi ultimi compongono la serie della fine degli anni ’90 “Madagascar, Tahiti Tattoos, Equator”, che occupa gran parte della mostra. Il percorso del fotografo passa anche attraverso la documentazione dei tatuaggi tradizionali di questi luoghi. Nel 2013 questa ricerca sul corpo arriva fino al ritratto di nudi maschili, con la serie “Dark Memories“.

Oltre agli scatti in bianco e nero, la mostra espone anche una collezione di 24 polaroid scattate alle Seychelles dal 1986 e il 2006. La serie va a costruire una sorta di diario di viaggio, che attesta la profonda curiosità di Gian Paolo Barbieri rispetto al tema dell’erotismo. In queste, la sessualità decadente è rappresentata attraverso fiori e frutta tropicali, che ricordano lo stile di Guy Bourdin.

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