La mostra dedicata a Luca Giordano inaugura al Museo di Capodimonte

Informareonline- Museo di Capodimonte

Nell’ambiente il suo soprannome era Lucafapresto. “La rapidità con cui produceva le sue grandi improvvisazioni fu proverbiale” raccontava, infatti, Rudolf Wittkower nel 1958. Una didascalia nel percorso di mostra recita il commento di Roberto Longhi:La deprecata rapidità del Giordano è tutto fuor che disinvoltura sbrigativa. È anzi la soluzione d’abbrivo concessa alla genialità vera dell’occhio producente, al padroneggiamento di una visione dove la trama inventiva e l’ordito dell’immaginazione si accordano in un continuum di mondo in abbozzo, in “effetti” quasi senza fine (…) [1954].

In una trilogia che abbraccia due anni di esposizioni, il Museo di Capodimonte inaugura con rinnovato entusiasmo la mostra “Luca Giordano. Dalla Natura alla Pittura”, su idea di Sylvain Bellenger Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte e di Christophe Leribault, Direttore del Petit Palais di Parigi, che vede la curatela di Stefano Causa e Patrizia Piscitello e il progetto di allestimento dello Studio COR arquitectos (Cremascoli, Okumura, Rodriguez) con Flavia Chiavaroli.

Informareonline-Luca GiordanoUna mostra sontuosa quella napoletana che ripropone e integra superando in bellezza e completezza l’esposizione pariginaLuca Giordano. Le triomphe de la peinture napolitaine”.

Nel progetto di allestimento per il Museo di Capodimonte si legge di “wundercammer di quadrerie, con carta da parati e boiserie che simulano tappezzerie antiche e sono consumate dal tempo, e spazio allestitivo come stratigrafia del racconto espositivo“.

Nella sala dedicata a Raffaello Causa, già sede con gli stessi progettisti nel 2019 della mostra “Caravaggio Napoli”, la mostra “Luca Giordano. Dalla Natura alla Pittura” si snoda in dieci sezioni, che riprendono l’atmosfera di antichi salotti seicenteschi, decorati con carta da parati dal motivo identico ma con sfumature di colore differenti sala per sala, con i toni del rosso, del bordeaux, del vinaccia, come a creare tante stanze delle meraviglie: oltre novanta opere, molte delle quali provenienti da importanti musei e istituzioni estere (Louvre, Prado, Patrimonio Nacional, Fondazione Santamarca e molte altre) e italiane (Palazzo Abatellis, Pinacoteca nazionale di Bologna, Musei civili di Vicenza) e, in particolare, napoletane (Complesso dei Girolamini, Curia di Napoli, Museo e Certosa di San Martino, Museo Duca di Martina, Museo del Tesoro di San Gennaro, Pio Monte della Misericordia, Società italiana di Storia Patria e molti altri).

Informareonline-Museo di Capodimonte-2Intensa e visionaria l’atmosfera della cappelletta Girolamini al termine del percorso, con un’installazione multimediale interattiva dell’artista Stefano Gargiulo e Kaos Produzioni che riporta il visitatore verso la città, nei luoghi dove ammirare opere affrescate dall’artista: la chiesa di San Gregorio Armeno, di Santa Brigida, alla Certosa di San Martino e nei Girolamini. Giordano infatti, trascorre gli ultimi anni di vita a Napoli, lavorando per la Certosa di San Martino e per le chiese dei Girolamini e di Donnaregina. Mentre nella chiesa di Santa Brigida trova sepoltura il suo corpo nel 1705.

L’artista – che studia Tiziano, Raffaello e Polidoro da Caravaggio- è presentato in questa mostra attraverso un dialogo con alcuni suoi maestri, compagni di strada e contemporanei primo fra tutti Jusepe de Ribera, ma anche Lanfranco, Pietro da Cortona, Mattia Preti, Micco Spadaro, Andrea e Lorenzo Vaccaro, Pacecco de Rosa, Giuseppe Recco, Giuseppe De Maria e altri.

Napoletano di nascita, Giordano lavora anche a Firenze alla cappella Corsini nella Chiesa del Carmine, e a Palazzo Riccardi. Nel corso degli anni la sua fama cresce nei domini spagnoli e nel 1694 si trasferisce alla corte di Madrid diventando capo dei pittori di corte.

Informareonline-Luca giordano-2Doveroso il confronto con il Caravaggio per epoca storica e nell’ambito di questa trilogia di mostre napoletane: Caravaggio procede dalla pittura alla natura; Giordano fa il percorso inverso. La pittura gli interessa mille volte di più – raccontano i curatori Stefano Causa e Patrizia Piscitello. D’altronde, mentre Caravaggio ha fama di cattivo ragazzo, Giordano è un integerrimo padre di famiglia, che viaggia solo spinto dall’odore dei soldi. Gli spostamenti di Giordano non furono quelli di un fuggiasco, bensì un modello di strategia autopromozionale. A differenza del Caravaggio, Luca Giordano è autore di alcuni dei fogli più strepitosi del ‘600 dipingendo chilometri di affresco. Ecco perché siamo abituati ad ammirarlo nelle chiese.

Tra le opere in mostra, nella bellissima sala del San Michele Arcangelo una preziosa pittura ad olio proveniente dalla Chiesa dell’Ascensione a Chiaia colloquia con la scultura in argento, rame e oro di Lorenzo Vaccaro, pezzo della collezione del Museo del Tesoro di San Gennaro.

Molte le opere in prestito dalla generosa Spagna racconta il Direttore Bellenger, come L’Assunzione della Vergine, la Sacra Famiglia con l’infante, il San Giovanni Battista Sansone e il leone, tutte provenienti dal Museo del Prado, mentre dalle stesse sale del Museo di Capodimonte vengono spostati alle sale di mostra i dipinti Apollo e Marsia, San Gennaro intercede per la peste del 1656 presso la Vergine, Cristo e il Padre Eterno, Cristo morto. Il sogno di Salomone; dal Museo di San Martino viene preso in prestito il San Sebastiano di Jusepe de Ribera e una incantevole gouache della Collezione di Maurizio e Isabella Alisio; un autoritratto del 1962 arriva dal Pio Monte della Misericordia, ancora una volta attivo nella collaborazione con Capodimonte.

Informareonline-Museo di capodiIn mostra viene altresì documentato attraverso gli studi di Lucia Arbace il rapporto tra Giordano e le ceramiche napoletane del suo tempo, e vengono aggiunti all’ingresso alcuni suoi bellissimi disegni. Una mostra piena, concettuale, che riprende architetture barocche e completa l’assetto del Museo di questi mesi: “mai nella storia del Museo di Capodimonte ci sono state 5 mostre assieme – racconta ancora Bellenger- questa è una grande opportunità per i visitatori”.

La mostra è dedicata a Ferdinando Bologna, e realizzata in collaborazione con l’associazione Amici di Capodimonte onlus.

di Mina Grasso

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