La moda rallenta il passo: rivoluzione in vista

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La pandemia ha messo in ginocchio parecchie realtà e tra queste c’è anche il settore moda che deve riuscire a far bilanciare i conti. Gli shop fisici hanno avuto le serrande abbassate per un bel po’ e l’unica fonte di guadagno è pervenuta dall’online. Tutti d’accordo sul ripartire con entusiasmo ma tra perdite e riflessioni varie c’è chi dà voce alla possibilità di cambiamenti.

Si sa, i brand presentano nell’arco di un anno quelle che saranno le collezioni delle stagioni successive ma dovremmo forse rivalutare l’emotion experience che regalano le singole settimane della moda? Già a pandemia inoltrata Armani aveva annunciato di voler rallentare la propria produzione a seguito di una giusta riflessione: procedere con moderazione e dare ampio spazio alla creatività. Lo stilista Dris Van Noten, invece, si è dichiarato favorevole a una maggior attenzione verso la qualità volendosi concentrare sulle collezioni essenziali con la conseguente eliminazione delle special edition. Il creativo belga propone, inoltre, l’idea di veder sfilare capi reperibili in negozi qualche giorno dopo l’evento stesso e non più a distanza di mesi. Un’iniziativa allettante per i consumers ma non per stampa e buyers che ci rimetterebbero tanto, troppo.

Ultimo portavoce di una rivoluzione attuabile, e forse necessaria, è Alessandro Michele che ha ragionato molto sull’eccessiva freneticità della moda e di tutte le scadenze e produzioni che scatura. Il direttore creativo ha infatti annunciato al pubblico che di sfilate Gucci ce ne saranno solamente due e non più cinque all’anno. Un cambiamento radicale che fa riflettere ma d’altronde il sistema ciclico delle sfilate è sempre stato fitto con le quattro settimane della moda (due per l’uomo e due per la donna) più le cruise.

Veniamo al dunque, cosa dobbiamo aspettarci? Una coscienza crescente sull’eccessivo proliferare del campo moda è già in corso e per ora è confermato che la presentazione delle collezioni maschili di giugno è stata rimandata a luglio con la Milan Digital Fashion Week dal 14 al 17. L’opzione digitale è una soluzione che affascina parecchi, altri auspicano per un defilé con pubblico ristretto mentre c’è chi ipotizza di diffondere semplici video che trasmettano l’introduzione e il percorso con cui si è giunti a quella determinata collezione. Niente è più come prima e anche il mondo delle passerelle sa bene che ci vorrà tempo e qualche cambiamento poi chissà, staremo a vedere.

                                                    di Chiara Del Prete

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