Mentre è iniziato per i navigator il periodo di formazione sul territorio, previsto di due settimane sotto la supervisione di un tutor di Anpal Servizi, per poi vederli al lavoro nei Centri per l’impiego a partire dalla metà del mese, ovvero dopo aver conseguito la relativa certificazione ANPAL (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal) che istituita dal Dlgs 150/15 ha come principale obiettivo il coordinamento delle politiche del lavoro a favore di persone in cerca di occupazione) è possibile sul sito dell’INPS consultare l’elenco, comune per comune, di ogni regione delle domande di Reddito di Cittadinanza accolte.

E mentre la Regione Campania non ha ancora firmato la convenzione Anpal Servizi, che permetterà loro di lavorare, è tempo di poter contare quanti siano i cittadini che nella stessa regione si sono visti accogliere la domanda per accedere al beneficio economico.

Nella Regione Campania sono già 168.507 le domande per Reddito e Pensione di Cittadinanza accolte: vuol dire che in pochi mesi migliaia di cittadini della nostra Regione hanno avuto accesso a una misura grazie alla quale potranno usufruire di un sostegno al reddito e contemporaneamente, nel caso dei percettori di Reddito di Cittadinanza, attivarsi in un percorso di formazione e riqualificazione con l’obiettivo di trovare un nuovo lavoro. Nello specifico è stato possibile accedere alla misura per 8.654 cittadini della provincia di Avellino, 5.640 per Benevento, 30.270 per Caserta, 100.485 per Napoli e 23.458 per Salerno.

Contestualmente sono in atto i relativi controlli sulla stessa misura del reddito che già hanno permesso di scoprire, sin dai primissimi giorni del contributo, diversi “furbetti” con altre fonti di reddito o impiegati in lavori in nero.

E una ulteriore novità sulle verifiche è stata sancita nella circolare del 25 luglio 2019 n.8 secondo la quale i controlli saranno ancora più serrati grazie alla collaborazione tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (l’INL, tanto per intendersi) e l’INPS.

Tanto che l’INL, infatti, ricorda che gli assegnatari del sussidio devono trovarsi nelle condizioni stabilite dal Decreto Dignità (D.Lgs. 4 del 2019) sia al momento della richiesta dell’assegno sia una volta che è stato erogato. In caso di variazioni dello stato occupazionale che comportano il decadimento dei requisiti, i beneficiari sono tenuti a comunicarlo all’INPS nel minor tempo possibile. Per questo motivo, la possibilità dell’Ispettorato del Lavoro di accedere alle banche dati INPS consentirà misure di controllo più efficaci e stringenti.

Per facilitare il compito degli ispettori del lavoro, l’Istituto di Previdenza ha predisposto una piattaforma telematica sulla quale confluiranno i dati di tutti i cittadini che hanno richiesto e ottenuto il sussidio e che sarà la controprova nel corso dei controlli e verifiche “sul campo”. Infatti se emergono delle incongruenze con quanto presente nei database INPS gli ispettori invieranno comunicazione sia all’Istituto di previdenza, che fa decadere il beneficio del RdC, sia all’autorità giudiziaria che potrà approfondire lo studio della documentazione per capire il riscontro di eventuali ipotesi di reato e l’eventuale avvio del procedimento giudiziale che come previsto dalla legge prevede che immediatamente si perde  il sussidio economico e si dovrà affrontare un processo penale, con pene prevista da 1 a 3 anni di reclusione.

Se, invece, si presentino documenti o dichiarazioni false, o si omettano informazioni rilevanti ai fini dell’erogazione del RdC, la pena viene raddoppiata e si rischiano dai 2 ai 6 anni di reclusione. Se, al termine del processo, si verrà riconosciuti colpevoli, si dovranno restituire anche le somme indebitamente percepite.

Una misura per chi è in difficoltà evidente che comporta anche molti accertamenti per chi, pur non avendo i requisiti, tenta di presentare domanda per accaparrarsi un sussidio pubblico.

Sono convinto che i controlli faranno la loro parte e che non ci sarà possibilità per chi vorrà sentirsi furbo a danno della collettività.

di Antonio Di Lauro

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