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Ormai è ampiamente risaputo che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, poiché questi frutti hanno importanti proprietà benefiche e terapeutiche per il nostro organismo.

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Prof. Gian Carlo Tenore

Tali proprietà sono da attribuire al contenuto di polifenoli, composti dall’elevato potere antiossidante, che la natura ha voluto in alte quantità, in particolare, proprio in questi frutti.
La melannurca, in tal senso, risulta una delle cultivar più benefiche, non a caso ha ottenuto il riconoscimento europeo di prodotto IGP. Ma com’è possibile che tale preziosa mela campana sia così ricca di polifenoli, ben al di sopra della media delle mele più commerciali?
Ebbene, la risposta è da ricercare nel particolare disciplinare di produzione di tale mela, ossia, la pratica agronomica che è prevista dal regolamento europeo per la raccolta e la produzione.

In breve, le mele annurche devono essere raccolte acerbe e fatte maturare su delle distese di paglia (definite melai) per circa un mese.

Ciò è necessario perché, se la mela maturasse sull’albero, sarebbe destinata a cadere e a marcire sul terreno, a causa del suo picciolo molto più corto e debole delle altre mele.
Tuttavia, la maturazione sui melai espone la mela all’attacco di parassiti ed insetti, ma il produttore non può utilizzare pesticidi per difendere i frutti, dato che il disciplinare IGP lo vieta.

Ma ecco che, come al solito, la natura viene in soccorso dei suoi figli: nei secoli, la mela annurca ha imparato a difendersi da sola durante il periodo di maturazione sulla paglia, aumentando fortemente il proprio contenuto di polifenoli, che da sempre fungono da pesticidi naturali per le piante.
Tra l’altro, ecco spiegato il perché, seppure la raccolta viene fatta in autunno, il consumo di mele annurche si protrae fino all’inizio dell’estate.

La ricerca scientifica ha recentemente dimostrato che i polifenoli naturali possono avere dei benefici effetti sul sistema cardiovascolare, attraverso un consumo quotidiano di alimenti vegetali che li contengono.

Alla luce di quanto detto precedentemente, quale miglior candidato, la mela annurca, da introdurre nella dieta di tutti noi per godere dei suoi effetti positivi su cuore e vasi sanguigni! A tal proposito, i laboratori NutraPharmaLabs del Dipartimento di Farmacia, Università di Napoli “Federico II”, hanno realizzato uno studio clinico per verificare gli effetti dei polifenoli delle mele annurche su una particolare condizione patologica, definita “claudicatio intermittens”.

Questo strano termine indica l’incapacità di certi soggetti di percorrere anche brevi distanze (inferiori ai 100 metri), a causa di forti dolori, provocati da gravi ostruzioni delle grosse arterie delle gambe.

Ovviamente, tali soggetti non hanno soltanto una difficoltà motoria, ma, purtroppo, anche un elevato rischio di mortalità per infarto, circa 6 volte superiore rispetto ai soggetti normali. Ebbene, tale studio ha previsto l’arruolamento di 180 pazienti affetti da tale patologia e la somministrazione agli stessi di un prodotto nutraceutico a base di estratto polifenolico da mele annurche.

Lo studio ha avuto la durata di circa sei mesi. Con grande sorpresa, alla fine dello studio, quasi tutti i soggetti avevano incrementato l’autonomia di movimento di circa il 69%, il che significa raddoppiare la capacità di percorrenza delle distanze, senza accusare alcun dolore.
Ad un’attenta analisi doppler, risultava che ciò era dovuto alla forte diminuzione dell’ostruzione delle arterie delle gambe.

Il grande orgoglio per i laboratori della “Federico II” è stato di riuscire a pubblicare tale studio sulla prestigiosa rivista internazionale The American Journal of Cardiology. È veramente il caso di dire: la mela annurca è sbarcata in America per la cura del cardiovascolare!

di Gian Carlo Tenore
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°196
AGOSTO 2019

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