L’ora è quasi giunta, dopo svariate riunioni, accordi, disaccordi e contraccordi, avremo questa tanto attesa Manovra di Bilancio, “battesimo” del Governo  gialloverde. Se n’è parlato tanto, numerose misure che però, grida l’opposizione, verranno attuate in deficit. La Flat Tax, il superamento della legge Fornero, il reddito di cittadinanza e la sedicente “pace fiscale” sono i punti chiave di questa legge di Bilancio. Ma sarà tutt’oro quel che luccica? Per analizzarla al meglio ci siamo avvalsi di Carlo Cottarelli: direttore dell’ “Osservatorio sui Conti Pubblici italiani”, economista italiano di prestigio, la cui storia ha intrecciato anche la formazione di questo Governo.

Dott. Cottarelli, finalmente il Governo torna ad immettere soldi nelle tasche degli italiani. Quanto c’è di vero in questa frase e dove verranno prese effettivamente le risorse?

«Prima di tutto finché abbiamo un deficit, cioè le entrate dello Stato non coprono le spese, quest’ultimo immette soldi nelle tasche degli italiani, in termini netti. Quindi siccome abbiamo sempre avuto un deficit, abbiamo sempre dato soldi agli italiani. Il punto è che adesso con l’espansione di bilancio verranno date maggiori risorse ai cittadini. Quindi sì, sotto questo punto la Manovra è espansiva. Ma bisogna anche affermare che questi soldi che si immettono nelle tasche degli italiani lo Stato li prende comunque a prestito, quindi da altri italiani».

Passiamo alla Flat Tax. L’aliquota unica è una semplificazione del sistema fiscale e non penalizzerà alcun tipo di investimento. Ha davvero questi vantaggi e quanto è compatibile con l’economia del nostro paese?

«L’aliquota unica non la si sta facendo al momento, nella legge di Bilancio 2019 ci dovrebbe essere solo un abbassamento delle tasse per alcune classi di lavoratori autonomi e partite IVA, quindi è una cosa ben diversa da quel provvedimento più ampio che resta comunque nell’agenda di Governo. Una Flat Tax ha dei vantaggi perché semplifica, ma la semplificazione non deriva tanto dall’avere una singola aliquota, la complicazione dei sistemi di tassazione moderna deriva da quanto è complicato il calcolo della base imponibile, questo calcolo è davvero arduo in Italia, poiché vi sono diverse deduzioni e detrazioni. Quindi se la Flat Tax viene introdotta con poche aliquote e con l’eliminazione delle deduzioni e detrazioni allora effettivamente porta una semplificazione del sistema. Questa mini Flat Tax è compatibile con il nostro sistema economico, non costa molto, circa mezzo miliardo».

La Legge Fornero verrà davvero superata?

«La riforma non è che si elimina completamente, i dettagli non si sanno ancora. Con quota 100 (dalla somma di età e contributi versati si arrivi alla quota 100 .ndr) molte persone andranno effettivamente in pensione prima anche se con una somma più bassa dato che hanno versato meno contributi, ciò comporta un costo maggiore per lo Stato. La questione è capire chi paga».

Sistemi come il reddito di cittadinanza e quota100 aumenteranno l’occupazione giovanile. Vero?

«In sostanza parliamo del reddito minimo garantito. Esiste in tutti i principali Paesi europei, la questione è il livello: con una soglia di 780 euro al mese noi avremo un reddito minimo garantito che, rispetto a quello procapite, è il più alto in Europa. Quindi il sistema sarebbe più generoso, ma anche l’accesso al reddito è molto più generoso. Non c’è nessun automatismo sul fatto che se vanno in pensione dieci persone le aziende ne assumeranno altre dieci; magari vedranno questa come opportunità per ridurre le persone che prima non riuscivano a licenziare. Il reddito di cittadinanza toglie alle persone l’incentivo a cercare lavoro».

L’Osservatorio che dirige ha trovato un articolo della Manovra che annullerebbe gli effetti della Legge Madia sulle partecipate. L’avete addirittura definito un ritorno al “poltronificio” delle partecipate.

«Io ho anche criticato la riforma Madia, ma qualcosa faceva: si chiudevano determinate partecipate, che ho definito “scatole vuote”. Invece adesso possono tenersi aperte a meno che non facciano perdite nella media dei 3 anni, però siccome le condizioni economiche di un ente partecipato dipendono anche da quanti trasferimenti ricevono dall’ente controllante (dal Comune) allora poi possono rimanere in vita delle partecipate che formalmente non fanno perdite perché ricevano sostegni in natura o di capitale dall’ente controllante. Quindi restano in piedi delle cose che servono soltanto a fare in modo che ci sia un consiglio di amministrazione che opera e riceve soldi. Ma non serve davvero ai cittadini».

Mini Flat Tax, ma anche mini condono?

«Usciremo a breve con una nota sui condoni, per il momento posso soltanto dirle che sono contro questo sistema. Il Governo si è mantenuto particolarmente prudente, ma sono ugualmente condoni: viene premiato chi non paga le tasse».

di Antonio Casaccio

Tratto da Informare n° 188 Dicembre 2018

 

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