Fanno clamore, sull’attuale scenario politico, le novità che stanno investendo diverse amministrazioni comunali. Novità che, spesso, intervengono a gamba tesa nelle discussioni politiche nazionali, influenzandole e ponendo in riflessione i cittadini.

Nel corso di questa settimana, ad esempio, abbiamo avuto modo di osservare la lucidità con cui il M5s ha gestito il caso di Marcello De Vito, Presidente dell’Assemblea Capitolina e uomo di punta del Movimento. Il recente arresto per corruzione del suddetto ha comportato l’espulsione di De Vito, con termini quasi automatici, da parte del M5S.

Dal nazionale al locale

La vicenda offre diversi spunti di riflessione, circa la quasi totale assenza della stessa forma di giustizialismo all’interno delle amministrazioni comunali. Sicuramente, il caso registratosi a Roma, oltre ad essere più eclatante, è decisamente più grave di quelli verificatisi in queste ultime. Tuttavia il caso De Vito diviene ancor più interessante, se analizzato in “un’ottica locale”.

Nella nostra Castel Volturno, ad esempio, i numerosi arresti all’interno degli uffici comunali hanno evidenziato un modus operandi oscuro, fatto di illeciti e, quindi, deleterio per l’economia comunale.

Vi è una chiarissima difficoltà nell’essere trasparenti e nel diffondere valori come la legalità, all’interno delle macchine comunali. Difficoltà spesso proveniente da un atteggiamento sbagliato degli amministratori locali, incapaci nel fare rete con la cittadinanza attiva e con la schiera associazionistica. Incapaci di prendere le distanze da chi utilizza la macchina comunale non come impegno, ma come investimento per i propri loschi affari. Sorge spontaneo chiedersi cosa spinga questi “politici” ad agire in questo modo, tradendo ogni valore. La risposta a questa domanda però, è praticamente immediata: il timore di perdere i propri privilegi.

Inutile illustrare la Via Crucis politica attraversata dal nostro comune in questi anni, ma è bene sottolineare il silenzio tombale che giace su Castel Volturno, in vista dell’ennesime elezioni. La preoccupazione maggiore è quella di imbattersi nuovamente in amministratori che tendono a voler stroncare coloro che fanno informazione libera e che, il più delle volte, denunciano. Modalità di fare politica meschina che, oltre a gettare i cittadini nella sfiducia, non fanno altro che tutelare tutti coloro che hanno fatto fortuna stuprando e usurpando i valori propositivi su cui si fonda una società civile sana.

Lunga vita a coloro che non perdono la speranza

Ingiustiziesopraffazioni e scandali politici: questa la quotidianità in cui si svolge la vita dei cittadini. Tutti eventi che fanno sì che questi ultimi sperimentino l’impotenza della propria esistenza, in quanto incapaci di porre rimedio a tanta cattiveria. Ed ecco che la rassegnazione diventa un cancro dilagante, che uccide la credibilità della politica la speranza di tanti giovani. Questa, insinuatasi nel corpo della società civile, ha come unico antidoto la Speranza.

Oggi però, chi si batte contro il degrado dilagante, mettendosi in gioco con tutto se stesso e con tutte le sue forze, viene indicato come un pazzo. È giusto che sia così, perché solo dei pazzi possono curare questo mondo impazzito. Ben vengano quindi, questi ultimi, che ancora lottano per un mondo diverso.

Ogni uomo che vuole ritornare personao che aspira a diventarlo, scelga la strada che più gli è consona, ma faccia una scelta di azione. Non si lasci tenere imbalsamato dalla rassegnazione.

Buon ritorno alla vita a tutti gli uomini di buona volontà e buon lavoro a voi pazzi dell’associazionismo e dei movimenti che, insieme ai cittadini pensanti, continuate a lottare affinché anche Castel Volturno possa finalmente vincere. Trovate il coraggio e la forza di continuare a fare politica per passione, convinzione e in nome della giustizia e della legalità.

 

 

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