mercoledì - 14 Aprile 2021
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La mafia uccise il generale dei C.C. Gennaro Niglio?

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Mafia, il pentito: “Il generale morto in un incidente d’auto? In realtà fu ucciso. Indagava su rapporti opachi tra carabinieri e politici”

Il pentito Riggio racconta di aver saputo dall’ex poliziotto Peluso che “il generale dei carabinieri Gennaro Niglio, morto in un incidente stradale, era stato in realtà ucciso”. Indaga la procura di Caltanissetta
L’allora comandante dei carabinieri della Regione Sicilia non morì per le conseguenze di un incidente stradale, come si è sempre creduto fino a ora. Fu, invece, assassinato. A sostenerlo è Pietro Riggio, l’ultimo pentito di Cosa nostra che sta raccontando alla procura di Caltanissetta delle confidenze ricevuto da Giovanni Peluso, ex poliziotto accusato di essere legato ad ambienti dei servizi. “Mi disse che il generale dei carabinieri Gennaro Niglio, morto in un incidente stradale, era stato in realtà ucciso. Era un uomo rigoroso, Niglio. Stava accertando i rapporti opachi tra alcuni appartenenti all’Arma e personaggi politici” , ha sostenuto il collaboratore, come racconta il giornalista Salvo Palazzolo sull’edizione palermitana di Repubblica. Niglio, all’epoca comandante della Regione Sicilia, morì il 9 maggio 2004, due settimane dopo che la sua auto era uscita fuori strada lungo l’autostrada che collega Palermo con Catania.
Il racconto di Riggio ha portato il procuratore aggiunto Gabriele Paci e il sostituto Pasquale Pacifico a ordinare alla squadra mobile di Caltanissetta, guidata da Marzia Giustolisi, di indagare su quell’incidente d’auto. Gli investigatori hanno cominciato ad acquisire i documenti di quella vicenda. Ed è merso che alcun anni fa un medico attivo nelle battaglie sulla cosiddetta Terra dei fuochi disse ai magistrati: “Sono stato avvisato dal boss Carmine Schiavone di stare particolarmente attento ad incidenti stradali come già capitato ad un altro mio referente ed amico: Gennaro Niglio”. “Poco prima che morisse avevo dato al generale un mio appunto in cui si

parlava di indagini su Provenzano e Messina Denaro, indagini che non avevo potuto portare a termine. Attraverso un mio confidente avevo pure individuato l’infermiere che curava Bernardo Provenzano”, ha raccontato di recente Nicolò Gebbia, generale dei carabinieri in pensione, ascoltato come teste dai magistrati dell’inchiesta sul processo Trattativa Stato-mafia. Allo stesso processo è stato ascoltato Riggio, che ora racconta di aver saputo da Peluso che quell’incidente stradale in realtà era in pratica una messinscena. Peluso, ex poliziotto, viene accusato dal pentito di aver avuto un ruolo nella strage di Capaci: è attualmente sotto inchiesta da parte della procura di Caltanissetta.

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