Un’inchiesta-diario del giornalista Vincenzo Ammaliato

Difficile essere un corrispondente giornalistico, difficile esserlo da 16 anni, soprattutto se il territorio in cui si opera è Castel Volturno. Durante tutti questi anni Vincenzo Ammaliato, corrispondente de “Il Mattino”, ha indagato sulla struttura criminale che compone la mafia nigeriana. Abbiamo ospitato Vincenzo nella nostra redazione e con lui abbiamo fatto il punto su una realtà criminale estremamente silente e radicata. «Ho fatto un puzzle dalle ricostruzioni delle forze dell’ordine, della magistratura, gente di strada e volontari. La mafia nigeriana è formata da tre strati: alla sommità ci sono i capi, all’ultimo posto “la carne da macello” ed in mezzo quest’interessante area grigia, la quale interagisce sia con i primi che con gli ultimi. I capi sono imprenditori che vivono in Nord Italia o in Nord Europa, spesso sono titolari di imprese o money transfer. Quest’ultimi non possono sporcarsi e di conseguenza non posso interagire con gli spacciatori, le madame ecc.».
In cosa consiste quest’area grigia?
«La zona grigia è formata da gente con permesso di soggiorno regolare inserita nel contesto sociale italiano, perché deve capire fin dove si può spingere, fin dove può arrivare e quando deve fermarsi. Per questo ha bisogno del consenso sociale, ha bisogno di stare in rapporti con la Pubblica Amministrazione e persino con la stampa».
Data la loro visibile condizione di povertà, qual è l’obbiettivo del “mafioso nigeriano”?
«Cerca solo ed unicamente soldi. Hanno un progetto criminale ben definito: ognuno ha una propria cifra da raggiungere per ritornare al proprio Paese, non vogliono restare in Italia. In base ai soldi che hanno accumulato vanno ad aprire, sempre nel loro Paese d’origine, società di taxi o alberghi, oppure entrano in politica e con quei soldi pagano la loro campagna elettorale. Sono molto differenti dai mafiosi italiani, nel caso nostrano il mafioso mostra la ricchezza accumulata acquistando beni lussuosi, mentre i componenti della mafia nigeriana puntano solo al raggiungimento di quella somma X, anzi tengono il profilo basso in quanto credono fortemente di essere ospiti».
Di questa mafia si sa ancora ben poco, da cosa è ostacolata l’azione giudiziaria?
«Fare un’inchiesta sui nigeriani per la magistratura è estremamente costosa rispetto a quanto si riesce ad ottenere, anche perché non vi sono collaboratori di giustizia. I nigeriani hanno metodi di tortura feroci, ci sono casi di vere e proprie decimazioni familiari per chi non rispetta queste rigide regole».

di Antonio Casaccio

Tratto da Informare n° 187 Novembre 2018

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