La Lanterna del Porto: un piccolo diamante sul porto di Pinetamare

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Nel panorama della ristorazione del nostro territorio, in particolare parliamo di Castel Volturno, alcuni locali si distinguono per qualità e carattere. Questi due attributi non possono che comprendere e riferirsi alla Lanterna Del Porto, e al suo proprietario Vincenzo Del Sole.

Durante l’intervista, “Enzo”, chiamato e conosciuto così da tutti i suoi clienti, ci racconta la storia del suo ristorante e le difficoltà incontrate nel corso della pandemia:

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«Ho aperto questo ristorante vent’anni fa, inizialmente erano quattro box appartenenti ai pescatori, poi decisi di seguire il mio istinto, la mia passione e lentamente con i dovuti lavori, prese forma “La lanterna del porto”».

Qual è l’elemento che credi ti contraddistingua?

«Credo sia la qualità del prodotto che mi differenzia, una ricerca approfondita della materia prima che offro. Io mi occupo un po’ di tutto, dalla gestione alla ristorazione, fino ad arrivare alla cura del cliente, che per me diviene fondamentale. Molti dei miei “consumatori” provengono da zone che non fanno riferimento al nostro territorio, e questa è una circostanza che mi rende orgoglioso e mi invoglia a provare ad offrire un servizio, una cucina di alta qualità».

Il ristorante è situato sulla Darsena di Pinetamare, in particolare affaccia su quello che un tempo era un porto attivo e operante. Ed è per questo che gli chiediamo:

Quali sono stati i cambiamenti causati dalla chiusura del porto?

«Tantissimi. Prima c’era un’importante affluenza di persone, di portuali che facevano girare una bella economia. Ovviamente sotto il punto di vista lavorativo non mi posso lamentare perché, come ho detto, godo ancora oggi di una buona clientela, ma ovviamente dell’apertura del porto ne beneficerebbe un po’ tutto il territorio. Parliamo di un interesse collettivo, soprattutto dal punto di vista delle opportunità lavorative che potrebbero venir fuori».

Quali sono state le conseguenze della pandemia per il tuo ristorante?  

«Siamo stati chiusi per due anni e avendo un’offerta interamente a base di pesce non mi cimentavo nell’asporto. Ero vincolato sotto più punti di vista e questo non mi ha aiutato. Durante questo periodo, però, ci siamo dedicati alla ristrutturazione, ma soprattutto a modernizzare la parte interna del ristorante. A seguito del Covid c’è stata un po’ di euforia, la voglia di riiniziare… tornare a vedere i tavoli pieni è stata una gioia».

Sei il figlio di uno degli chef più importanti della Campania, Antonio del Sole: è stato lui che ti ha trasmesso l’amore per questo lavoro?

«Ho aperto questo locale quando ero un ragazzino, avevo ventidue anni. Questo è stato possibile grazie a lui che fin da bambino mi ha dato e mi ha insegnato moltissimo. Mio padre ha sempre amato questo mestiere e in passato mi portava con lui; è stata l’esperienza che mi ha spinto a pensare “questo è quello che voglio fare anch’io”».

Pensi di spostarti un giorno dal territorio casertano?

«Tantissime persone e clienti mi chiedono o suggeriscono di proiettare questa realtà anche altrove, ma io sono nato qui, sono legato al mio territorio e voglio dargli tanto proprio perché ci tengo. Metterlo in risalto per me è un onore».

L’arrivo dell’estate sembra non spaventare il nostro ristoratore che è pronto con il suo staff di fiducia a dare il via alla stagione estiva nel migliore dei modi, certo della sua clientela che ormai lo segue da anni.

Il menù della Lanterna del Porto si basa prevalentemente sul pescato, di conseguenza si modifica in base alle diverse stagioni; si predilige però una cucina tradizionale accompagnata da una moderna presentazione delle portate. Conclusa l’intervista salutiamo e ringraziamo affettuosamente Enzo, con la promessa di ritornare, magari per assaggiare un po’ dei suoi piatti!

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