La guerra tra Russia e Ucraina: il punto della seconda giornata di assedio

Giovanni Cosenza 25/02/2022
Updated 2022/02/25 at 9:06 PM
9 Minuti per la lettura

Siamo al secondo giorno del conflitto tra Ucraina e Russia.

I nostri aggiornamenti sulle vittime degli attacchi, la reazione dell’Europa alla guerra e la risposta della Russia alle ingenti sanzioni economiche proposte.

 

Il secondo giorno di guerra tra la Russia e l’Ucraina non fa segnare nessun passo avanti in una eventuale trattativa per la cessazione delle ostilità. La giornata è stata aperta dalle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron giunte al termine del Consiglio Europeo straordinario: “Abbiamo fatto di tutto perché prevalesse la via diplomatica. Qualche ora prima dell’attacco, discutevamo con Vladimir Putin degli accordi di Minsk. Sì, c’è stata doppiezza e la scelta deliberata e cosciente di scatenare la guerra, quando potevamo ancora avere la pace”.

Solo qualche ora dopo, intorno alle 7, giungono notizie di attacchi russi sulla capitale ucraina Kiev con missili balistici. Dura la reazione del ministro degli esteri Dmitro Kuleba: “L’ultima volta che la nostra capitale ha sperimentato qualcosa del genere è stato nel 1941. Fu attaccata dalla Germania nazista. L’Ucraina sconfisse il male e lo sconfiggeremo anche questa volta. Fermare Putin. Isolare la Russia, tagliare tutti i rapporti”.

La perdite di vite umane in Ucraina

Si contano intanto 800 morti tra i militari russi, secondo fonti di Kiev. Intanto il presidente Zelensky, in un video diffuso dai media internazionali, fa la conta delle vittime ucraine: 137 soldati, caduti per difendere la patria. E dichiara alla nazione di essere lui, insieme alla sua famiglia, l’obiettivo primario di Putin lanciando un messaggio alla Russia: di parlare, di dialogare. Putin sembra essere disponibile, ma alle sue condizioni: un incontro a Minsk, capitale della Bielorussia, per discutere lo “stato di neutralità dell’Ucraina”. Intanto due docenti avrebbero perso la vita a seguito di un bombardamento contro una scuola dell’autoproclamata repubblica di Donetsk.

Le truppe russe continuano a marciare sul suolo ucraino. Nel pomeriggio sono arrivate immagini che mostrano militari russi a pochi chilometri dalla capitale del paese. Nella seguente mappa i principali spostamenti, aggiornati alle ore 18 del 25 Febbraio. Il grafico è stato elaborato da Samuel Ramani, ricercatore internazionale per l’università di Oxford.

Ucraina

Le reazioni contro la Russia

Intanto gran parte degli stati europei annunciano sanzioni economiche dure per isolare la Russia. A guidare le file è Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia. “Dobbiamo valutare che impatti avremo – ha detto – da un lato saranno limitati, perché le nostre relazioni commerciali con la Russia non sono così importanti per la Ue; ma dall’altro sappiamo che i problemi relativi all’energia possono portare a rischi per l’economia. Per questo penso servano misure soprattutto per quanto riguarda l’indipendenza energetica, le proporremo dalla Commissione a marzo”. A Gentiloni fa eco il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire: “Abbiamo deciso sanzioni immediate e massive contro la Russia. Queste sanzioni colpiranno il Paese, vogliamo colpire l’economia russa. Faremo tutto il necessario, siamo totalmente determinati nel piegare l’economia russa e i responsabili politici ed economici”. Anche la Svizzera, nel pomeriggio, ha annunciato sanzioni.

Diversa la reazione di Donald Tusk, già presidente del Consiglio Europeo che accusa Italia, Germania e Ungheria di aver bloccato le sanzioni più dure contro la Russia, affermando che questi tre paesi si sono “disonorati”.

Di diverso avviso è la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: “Il pacchetto di sanzioni approvato politicamente dai leader Ue la notte scorsa avrà un impatto massimo sull’economia russa e sull’élite politica. È fondato su cinque pilastri: il primo è il settore finanziario, il secondo il settore energetico, il terzo quello dei trasporti, il quarto i controlli alle esportazioni e il divieto del finanziamento all’export, il quinto la politica dei visti”.

Intanto il premier polacco, Mateusz Morawiecki, ha annunciato che il suo governo sta preparando un decreto per vietare lo spazio aereo del Paese alle compagnie russe all’indomani dell’attacco contro l’Ucraina. “Ho ordinato di preparare un decreto del consiglio dei ministri che porterà alla chiusura dello spazio aereo sulla Polonia per le compagnie aeree russe“.

Il Consiglio d’Europa sospende, con effetto immediato, la Russia dai suoi diritti di rappresentanza nel Comitato dei ministri e nell’Assemblea Parlamentare a seguito dell’attacco armato contro l’Ucraina. Il Comitato dei ministri ha preso la decisione “conformemente allo Statuto del Consiglio d’Europa”.

La risposta di Mosca alle sanzioni

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha annunciato che “la Russia risponderà alle nuove sanzioni economiche introdotte da Stati Uniti e Unione europea in risposta all’intervento militare contro l’Ucraina e l’intensità delle contromisure dipenderà dall’analisi che verrà fatta delle sanzioni Occidentali, difendendo, come unico principio, i nostri interessi”.

Il presidente russo Vladimir Putin si rivolge alle forze armate ucraine invitandole ad un colpo di stato, definendo le autorità nazionali “una banda di drogati e neonazisti”. “Prendete il potere nelle vostre mani. Sarà più facile per noi negoziare con voi che con questa banda di tossicodipendenti e neonazisti che si è stabilita a Kiev e ha preso l’intero popolo ucraino in ostaggio”.

La reazione di Mattarella e Draghi

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita a Norcia, ha espresso grande preoccupazione per la situazione tra Russia e Ucraina: “L’Europa rischia di precipitare in una spirale di guerra, in un vortice di conflitti dei quali appare impossibile prevedere sviluppo, coinvolgimenti, estensioni. Nessuno potrebbe essere certo di restarne del tutto immune. La pace è in pericolo. Per essa, per la pace, per l’affermazione dei valori di libertà gli italiani devono essere e saranno certamente intransigenti, determinati, uniti nel nostro Paese.

Anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, riferendo prima alla Camera e poi al Senato, ha condannato con fermezza l’attacco alla Russia: “L’Italia condanna fermamente l’attacco russo all’Ucraina. Voglio esprimere ancora una volta la solidarietà del popolo italiano ai cittadini ucraini e al presidente Zelensky. Il ritorno della guerra in Europa non può essere tollerato. Ma l’invasione della Russia e del suo presidente è vasta e pianificata. Ho l’impressione di essere a un punto di svolta nelle relazioni internazionali che ci hanno accompagnato dalla fine della Seconda guerra mondiale”.

E poi si commuove parlando della impossibilità di parlare col presidente ucraino: “Con Zelensky avevamo fissato una telefonata per questa mattina alle 9.30 ma non ci siamo potuti sentire, perché il presidente Zelensky è stato impossibilitato”.

In tarda mattinata anche la Sala Stampa Vaticana è intervenuta nella discussione internazionale, annunciando che Papa Francesco si è recato a far visita ad Alexander Avdeev, ambasciatore russo presso la Santa Sede, per tentare una mediazione. La visita, durata circa 30 minuti, è avvenuta intorno alle 11.30.

Gli aiuti economici all’Ucraina

Il fondo di emergenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella persona del direttore generale Tedros Ghebreyesusha, ha stanziato 3,5 milioni di dollari destinati “all’acquisto e la consegna di forniture mediche urgenti. Questo sostegno sanitario umanitario aumenterà a seguito di ulteriori valutazioni dei bisogni” della popolazione ucraina. Questo nuovo stanziamento integra le forniture mediche e di emergenza già presenti nelle strutture sanitarie”.

Nei prossimi giorni continueranno gli aggiornamenti sul conflitto.

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