XX Congresso del Partito Comunista Cinese

La grande potenza di Xi al XX Congresso del Partito Comunista Cinese

Roberto Giuliano 30/10/2022
Updated 2022/10/29 at 5:26 PM
5 Minuti per la lettura

Tra il 16 e il 22 ottobre si è tenuto, a Pechino, nella Grande Sala del Popolo, il XX Congresso del Partito Comunista Cinese. Questo evento, a cadenza quinquennale, è il più importante nella vita politica del paese: attraverso di esso vengono rinnovate le massime cariche e la Costituzione del secondo Partito più grande al mondo; inoltre si discutono, si criticano e si elaborano le strategie passate e future. 

Nel corso della settimana, 2296 delegati dei 96 milioni di membri del Partito hanno eletto 205 membri del Comitato Centrale. Questi hanno, a loro volta, scelto il Segretario Generale e i 24 membri del Politburo, che hanno poi definito i 7 componenti del Comitato Permanente del Politburo. Il Congresso ha visto un notevole rafforzamento della posizione del Presidente Xi Jinping che, con un emendamento della Costituzione, è stato addirittura definito “nucleo” del Partito Comunista Cinese. 

XX Congresso del Partito Comunista Cinese: il vento dell’est batte il vento dell’ovest?

Se gli ultimi anni per la Cina sono stati caratterizzati da un impetuoso sviluppo, i 10 della leadership di Xi Jinping non fanno eccezione. Dal 2012 l’economia cinese ha raddoppiato le sue dimensioni, milioni di persone sono state tirate fuori dalla povertà, è stato combattuto il colossale apparato corruttivo del Paese ed è aumentata l’attenzione verso l’ambiente. Ma molte ombre si affacciano all’orizzonte: le sempre più dure tensioni con gli Stati Uniti, gli effetti di una crescita economica ineguale e sregolata e l’incombente conflitto per il controllo dell’isola di Taiwan

Pronti a resistere a forti venti, acque agitate e persino terribili tempeste

Con tutte queste crisi pronte ad esplodere, è facile capire perché il Partito, dominato per 40 anni da una forma di governo collegiale, abbia svoltato in favore di una più forte centralizzazione del potere. Come previsto da tutti gli analisti, Xi Jinping ha eccezionalmente ottenuto un terzo mandato come Segretario Generale del Partito Comunista Cinese e ha notevolmente rafforzato il suo controllo sui massimi organi di dirigenza. 

Per capire l’entità del cambiamento, bisogna osservare ciò che è avvenuto nel Comitato Permanente del Politburo, l’organo più potente nel Partito. Se in precedenza esso era diviso tra figure appartenenti a diverse correnti interne al Partito, con membri che avevano sviluppato profondi legami con grossi interessi economici nazionali e stranieri, l’assetto attuale rappresenta una cesura con il passato.  

Dei sette membri eletti 5 anni fa, solo Xi Jinping, Zhao Leji (fino ad oggi, dirigente delle campagne anticorruzione) e Wang Huning (un ideologo del partito) hanno mantenuto il loro posto. La sostituzione più rilevante è quella di Li Kequiang (secondo del Comitato dopo Xi e attuale Premier): al suo posto il quasi omonimo Li Quiang, che si prevede assumerà in primavera anche la seconda carica dello Stato. 

Il più giovane eletto nel Comitato è Ding Xuexiang, segretario personale di Xi e uno dei più indicati per la una sua eventuale futura successione. Anche l’ex sindaco di Pechino, Cai Qi ha ottenuto una poltrona: Presidente del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi Invernali di quest’anno, Cai è anche noto per un approccio meno tradizionalista nei rapporti mediatici. Infine, l’ultimo nuovo membro è Li Xi, che è stato contemporaneamente scelto anche per guidare il massimo organo anticorruzione del Paese. 

Nonostante l’affiliazione ad una fazione interna al Partito non sia mai ufficiale, pare che molti dei nuovi membri appartengano alla corrente di Xi Jinping (detta dai media la “Nuova Armata dello Zhejiang” in riferimento alla regione in cui hanno amministrato buona parte dei suoi membri). 

Mistero Hu Jintao 

Un evento interessante ed estremamente coperto dai media occidentali è stata la “coreografica” uscita dell’ex presidente Hu Jintao dalla Grande Sala del Popolo. In un video (facilmente reperibile online) si può vedere il vecchio leader alzato a forza dalla propria sedia alla sinistra di Xi Jinping, poche parole al suo successore, una pacca sulla spalla del Premier Li Keqiang e la definitiva uscita dalla sala. 

Nonostante i media cinesi parlino di un malore, il pathos della vicenda non fa che rimarcare come, in quella grande sala, alla presenza dei delegati di tutta la Cina, si sia svolto l’ennesimo e forse ultimo capitolo di una grande transizione di potere. 

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