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Un’organizzazione della Giustizia sempre più caotica: questo è lo scenario che ne esce dalla fase emergenziale.

Si assiste al consolidamento di una geografia giudiziaria eterogenea, caratterizzata da una vastità di decreti che, a seconda dei presidi giudiziari, cristallizzano in modo diverso limitazioni delle udienze in presenza, ricorso alle udienze da remoto, appuntamenti con i magistrati e adempimenti presso le cancellerie (spesso solo su prenotazione), impossibilità del deposito cartaceo.

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Il pianeta Giustizia, già logorato da problemi atavici e strutturali – carenza di personale nelle cancellerie, magistratura sottorganico, edifici inadeguati – che hanno reso i tempi dei processi infiniti, in questa fase Covid ha mostrato come non mai il suo malessere.  Anche se proprio l’emergenza, sotto certi aspetti, è stata l’occasione per introdurre cambiamenti interessanti. Che Giustizia stiamo vivendo a livello locale?

Ne abbiamo parlato con i due rappresentanti dell’avvocatura penale nella nostra provincia:
Di seguito le dichiarazioni dell’avv. Francesco Saverio Petrillo, Presidente della Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere.

«A distanza di quasi un anno dalla prima e drammatica fase dell’emergenza epidemiologica, l’attività del settore penale del Tribunale di S. Maria C.V. è tornata sostanzialmente ai ritmi ed ai numeri ante covid; ma con profondi cambiamenti relativi sia all’attività di udienza che a quella di cancelleria.

«I medesimi cambiamenti avvenuti negli altri fori poi – ma ognuno con le sue peculiarità – hanno aggiunto all’attività professionale la necessità di scambiarsi quotidianamente le ultime novità su quel Tribunale o su quell’altro, sui gruppi Whatsapp cresciuti nel frattempo a dismisura.

«A S. Maria C.V. è certamente positivo il giudizio sull’organizzazione dell’udienza con tutti i processi fissati ad orario.

«Tale disposizione, nata con il precipuo intento di evitare l’affollamento nelle aule a cui eravamo abituati in passato ma incompatibili con le disposizioni sanitarie, si è rivelata assai utile in molti casi per evitare inutili attese in primis agli avvocati.

Parzialmente positivo è invece il giudizio sul sistema di accesso alle cancellerie, cuore pulsante di ogni ufficio giudiziario, che è stato rivoluzionato con l’informatizzazione.

Dal sito del nostro Tribunale, una app permette di prenotare giorno e ora in cui accedere nelle varie cancellerie penali. Rispetto ai tempi lungi degli inizi, attualmente l’attesa massima per avere un appuntamento è mediamente breve, ma sarebbe necessario prevedere sempre la possibilità di accesso senza prenotazione nei casi di urgenza, che comunque caratterizzano l’attività forense.

«È proprio questo che si è chiesto: ben venga il sistema delle prenotazioni via app o tramite mail, ma non può essere questo l’esclusivo metodo di interlocuzione con gli uffici giudiziari; non si può del resto ignorare che sono molti i Tribunali nei quali l’accesso alle cancellerie, naturalmente con le dovute precauzioni sanitarie, è permesso liberamente.

«Tutti gli accessi agli altri uffici del Tribunale e della Procura della Repubblica vanno prenotati tramite mail e sempre via mail vanno concordati gli appuntamenti con i magistrati. Assolutamente residuale l’utilizzo delle udienze da remoto.

«Con gli ultimi decreti “Ristori”, quindi per l’intero territorio nazionale, tutte le richieste difensive indirizzate al Tribunale possono essere inviate tramite PEC con pieno valore legale; è innegabile l’enorme utilità di questa facoltà.

Le stesse norme hanno invece imposto che l’interlocuzione tra difensori e Procura della Repubblica debba avvenire oggi esclusivamente attraverso il portale ministeriale PST Giustizia.

«Anche in questo caso l’esclusione – incomprensibile – di modalità alternative, seppure per un periodo transitorio, sta provocando enormi difficoltà ai penalisti, tra sistemi informatici non sempre affidabili e di facile comprensione e personale amministrativo che a volte fatica ad adattarsi alle nuove procedure.

«Oramai i pomeriggi sono quasi integralmente dedicati alle incombenze telematiche.

«Drammatica è la situazione dei detenuti presso le carceri che rientrano nel circondario sammaritano; in particolare presso la casa circondariale di S. Maria C.V., teatro recentemente di una bruttissima vicenda al vaglio della locale Procura della Repubblica, dove convivono problematiche di sovraffollamento ed incredibili carenze strutturali, l’assenza di collegamento con la rete idrica comunale e la costante mancanza di acqua nei mesi estivi.

«Ed in questo ambito, l’emergenza epidemiologica ha reso particolarmente complicati i rapporti con la magistratura di sorveglianza, competente sui diritti dei detenuti e sull’applicazione di misure alternative alla detenzione.

«Difficile è parlare direttamente con un magistrato di sorveglianza, certamente complicato accedere agli uffici, aperti solo 2 giorni a settimana dalle 9 alle 12, troppo lunghi i tempi di evasione delle richieste difensive.

«La nostra professione sta radicalmente cambiando, in meglio o in peggio non so dirlo, ma deve essere chiaro che qualsiasi indebolimento del ruolo dell’avvocato penalista si riflette direttamente e drammaticamente sul cittadino che ad esso si rivolge per tutelare i suoi diritti».
Avv. Francesco Petrillo

Di seguito la dichiarazione rilasciataci dall’avv. Felice Belluomo, Presidente della Camera Penale di Napoli Nord, quest’ultimo al suo secondo mandato consecutivo.

«La situazione del Tribunale di Napoli Nord è lo specchio della politica dei Nostri tempi: ai proclami spesso non segue l’operatività e si vive di emergenze.

«È davvero un peccato, lo dico da Penalista e da Aversano, che il Tribunale di Napoli Nord nato a carico 0 nel 2013 sia già al collasso.

«Era una scommessa, istituire un Tribunale a cavallo tra 2 province, più di 1 milione di abitanti ricadenti in un circondario estesissimo da Villa Literno a Casoria, in un territorio caratterizzato da fenomeni di criminalità diffusa ed organizzata e tristemente noti con etichette quali quella di Terra dei Fuochi. Siamo per carico tra i primi 5 Tribunali d’Italia, ogni sostituto della Repubblica ha circa 1000 fascicoli contro noti da istruire ogni anno. A fronte di questi dati siamo in piena emergenza di personale e risorse; in Procura dovrebbero esserci 60 unità di P.G ed invece ve ne sono solo 26, alcune delle quali non in pianta organica, ma in distacco.

«Il Front Office del Tribunale ha – udite udite – 2 persone a servire una utenza così complessa con forti disagi non solo per gli Avvocati, ma per i cittadini ed i loro diritti. Non abbiamo aule.

«Il Castello Aragonese è un palazzo di forte impatto scenico ed architettonico, ma di certo non era ipotizzabile svolgere attività di udienza in alcune stanzette di pochi metri quadrati: il risultato? Processi già con pochi imputati (ad esempio 10 imputati ed i rispettivi Avvocati) non si svolgono ad Aversa, ma nelle aule bunker di Santa Maria Capua Vetere o di Napoli. L’aulario che dovrebbe nascere nell’ex O.P.G si dice essere stato finanziato per ben 5 milioni di euro non ha mai visto la posa nemmeno della prima pietra.

«E poi, il paradosso dei paradossi: attaccato al Tribunale vi è l’ex O.P.G oggi trasformato in Casa di Reclusione cioè accoglie solo i detenuti con pene definitive ma non gli arrestati o i fermati. Cosa significa questo? Che una convalida di arresto o un interrogatorio di garanzia in carcere anziché svolgersi a 50 metri dal Tribunale si devono svolgere alla Casa Circondariale di Napoli o Santa Maria Capua Vetere con forte aggravio di tempo, di spese, di personale, Avvocati e Giudici che si devono spostare da un posto all’altro. Basterebbe trasformare anche una sola sezione del carcere di Aversa da casa di reclusione a casa circondariale e tutto questo non accadrebbe.

«Da penalista, da Presidente della Camera Penale di Napoli Nord, ho lanciato diversi appelli al Ministero ed al precedente Ministro Bonafede completamente sordo a tali istanze. La speranza è che il nuovo Ministro sia davvero sensibile a tali esigenze nell’interesse effettivo e superiore di Giustizia. E non voglio parlare poi di altri servizi che la politica locale dovrebbe attivare quali trasporti, parcheggi e tanto altro che potrebbero fare del Tribunale di Aversa uno spazio davvero fruibile ed un volano per l’economia della Città».
Avv. Felice Belluomo 

di Fabio Russo

TRATTO DAL MAGAZINE INFORMARE N° 215
MARZO 2021

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