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La Francia è paralizzata: lo sciopero per la benzina si protrae da giorni

Redazione Informare 11/10/2022
Updated 2022/10/11 at 5:14 PM
4 Minuti per la lettura

È in atto uno sciopero massiccio in tutta la Francia. A protestare sono i dipendenti di TotalEnergies ed Esso Exxon-Mobil, società che gestiscono il mercato del carburante del paese.

Gli scioperanti, guidati da uno dei più importanti sindacati della Francia ovvero la Cgt, hanno ostruito l’accesso per i depositi di carburante, causando così una grave carenza di benzina. La Francia è completamente paralizzata.

Le ragioni della protesta

L’alta inflazione ha comportato il bisogno per i dipendenti di richiedere un aumento del salario. La direzione di TotalEnergies, dopo settimane in cui le richieste dei lavoratori sono finite nel dimenticatoio, ora vuole sedersi al tavolo delle trattative, ma vuole che i negoziati si concentrino esclusivamente sugli stipendi per il 2023.

Qui il fulcro della controversia: l’inflazione è del 2022.

Dalla Cgt arriva la richiesta chiara di un incremento sugli stipendi del 10%. La parte cospicua di questa percentuale, ovvero il 7% rappresenta l’aumento richiesto per l’inflazione; il restante 3% rappresenterebbe un incremento denominato “condivisione della ricchezza”, richiesto dal momento che l’azienda petrolifera ha realizzato 10,6 miliardi di dollari di profitto nella prima metà dell’anno.

Le mancate trattative e l’esplosione dello sciopero

Una dialettica durata per settimane e settimane che non ha mai raggiunto una sintesi. Persino il governo ha invitato più volte le parti in conflitto a negoziare sugli aumenti dei salari e porre fine allo sciopero. Di fatto, le richieste sono state inascoltate. Né TotalEnergiesEsso-ExxonMobile sono riusciti a raggiungere un accordo con il sindacato Cgt, che ha definito «inconcludente» l’incontro di lunedì con la dirigenza delle due raffinerie della Esso-ExxonMobil.

La Francia senza carburante

In tutta la nazione, da nord a sud, la situazione appare la medesima. La Francia è paralizzata, le stazioni sono chiuse, le code in strada sono interminabili e il prezzo è in preda a un aumento vertiginoso.

Alle 18 di lunedì, il 29,4 per cento delle stazioni di servizio era in difficoltà a livello nazionale, ha dichiarato Agnes Pannier-Runache, la ministra della Transizione Energetica, che ha ammonito i francesi dal non fare scorte precauzionali, che peggiorerebbero solo la situazione. Di fronte alla carenza di carburante, i sindacati degli operatori sanitari hanno chiesto un «accesso prioritario» a tutte le stazioni, in modo da poter continuare a garantire l’assistenza medica a domicilio. Particolarmente colpite l’Hauts-de-France (a Nord) e la regione di Parigi

Il governo minaccia un intervento diretto

«Consideriamo i blocchi eccessivi e anormali. Il governo chiede che vengano rimossi senza indugio. Altrimenti, ci assumeremo le nostre responsabilità, cioè potremmo essere costretti a sbloccarli riaprendo l’accesso ai centri di deposito e alle raffinerie e quindi requisire il personale appropriato per consentire la normalizzazione della situazione», ha dichiarato il portavoce del governo, Olivier Véran. Che ha stimato che ci vorranno «alcuni giorni» per tornare alla «normale operatività» nelle regioni più colpite e ha assicurato che «ciò avverrà entro 15 giorni», cioè prima delle festività di Ognissanti e quindi dell’inizio delle vacanze scolastiche. Véran ha inoltre affermato che non è normale che alcuni abbiano approfittato dello sciopero facendo «lievitare i prezzi della benzina alla pompa» in alcune stazioni.

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