La figlia del vento Brough Superior SS100: la critica d’arte del Prof. Nicolucci

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Vite spericolate: quando la vita si fa arte

Può un oggetto incarnare la vita di un uomo? Può un oggetto meccanico rappresentare nella sua estetica il senso di una vita unica, una sorta di capolavoro esistenziale? Immaginate il vento, che sia il vento del deserto o quello della brughiera inglese non importa; immaginate un uomo e un animale, vivo o meccanico, non ha nessun rilievo; immaginate l’odore dell’avventura, puzza di cammello o di olio lubrificante, non cambia nulla. Quello che state pensando rimane un’opera d’arte, una vita d’arte, un binomio nel sole o nella nebbia che esalta il movimento. Un gruppo statuario in movimento, un gruppo che ha il volto di un mito, nella storia e nell’arte cinematografica. E sì! Perché sul dorso gibboso o sulla sella meccanica ecco che ci appare il sorriso enigmatico di Peter O’Toole, ovvero Lawrence d’Arabia. E se il cammello o il dromedario sono capolavori della natura per resistenza e velocità, T. E. Lawrence amò un uguale capolavoro, ma dell’uomo, la sua Brough Superior GW2275 del 1932.

Arte, signori, arte in movimento: due ruote e un motore pensate e costruite come un abito sartoriale, un capolavoro di haute couture. Infatti la Brough Superior, soprattutto quel modello, SS100, veniva prodotto artigianalmente adeguando le misure al corpo dell’acquirente, sella, pedana, manubrio. Nel caso del Colonnello Lawrence, fu costruita in modo che lui, piccolo di statura e di corporatura esile, potesse controllarla con facilità. Forse troppa facilità, se è vero che un maledetto dosso, affrontato a velocità il 13 maggio del 1935 ne determinerà la morte.

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Allora eccolo il capolavoro, la Brough Superior SS100, nata dalla mente di George Brough nel 1924 a Nottingham e presentata l’anno successivo al salone di Londra. Fu considerata immediatamente la Rolls-Royce delle motociclette, l’oggetto del desiderio per il suo alto costo ma soprattutto per la cura artigianale quasi artistica con cui veniva costruita. Le sovrastrutture sono minime: tutto lo splendore, la linea, la bellezza sono nella perfetta architettura del suo motore bicilindrico, un V-Twin a 88° da 982 cc con blocco motore della Ktor Jap, doppio albero a camme, blocco cambio a tre marce, più pesante proprio per sostenere la cilindrata considerata. Una moto fuori dal comune per l’epoca, velocità massima 160 km/h (ma nel 1932 stabilì un record di 212 km/h). Un oggetto meraviglioso, talmente ricercato dai collezionisti di tutto il mondo tanto da aver raggiunto la stratosferica quotazione di 166.500 sterline, oltre 190000 euro, battuta alla casa d’aste Bonhams nell’aprile del 2008.

Recentemente la Brough Superior è tornata in produzione con una SS100 che pur nei contenuti tecnici attuali, ricalca, omaggia (monta lo stesso V stretto da 88°) e rievoca la moto, anzi le moto (ne possedeva 7!) del Colonnello Lawrence. Una moto da 66.000 euro per chi può permettersela. Certo… se si pensa che un’opera d’arte come questa si può rovinare con una banale caduta! Ma forse in salotto starebbe bene con una tazza di tè e una pipa inglese sognando di essere Lawrence d’Arabia.

di Roberto Nicolucci

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°231 – LUGLIO 2022

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