La Figc si arma di un protocollo per la ripresa, ma il Governo frena ancora

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Ieri il vertice tra il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora e i rappresentanti dei massimi organismi del calcio italiano. Tema cardine: la ripresa di allenamenti ma soprattutto dei campionati

E’ durato due ore il vertice che ha coinvolto proprio tutte le parti in causa. Governo, Figc, Leghe calcistiche, Assocalciatori, Assoallenatori e Assoarbitri; Federazione medico Sportiva e Commissione Medico Scientifica. La decisione da prendere non è semplice, infatti resta incertezza sulle date. Nonostante gli sforzi fatti nel dotarsi di un Protocollo medico da attuare in caso di ripresa.

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, è stato chiaro “Ho ascoltato con grande attenzione le diverse posizioni emerse e nei prossimi giorni. Dopo un confronto con il Ministro della Salute e il Comitato tecnico scientifico, emaneremo le disposizioni aggiornate in merito alla possibilità e alle modalità per una ripartenza degli allenamenti“.

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La possibile data indicata nei giorni scorsi, il 4 maggio, prevedeva la graduale ripresa degli allenamenti. Secondo le indicazioni contenute nel protocollo stilato dalla Commissione medico-scientifica della Federcalcio.

Il documento, al vaglio del Governo, esplica in che modo si affronterà la graduale ripresa dell’attività sportiva. Le sue indicazioni hanno lo scopo di ridurre al minimo il rischio di contagio, permettendo però agli sportivi di tornare all’attività. Non stabilisce date precise ma solo le modalità della ripresa.

Il primo step prevede gli esami che i giocatori dovranno sostenere prima di entrare in ritiro, cioè 3-4 giorni prima. Saranno divisi in 3 gruppi (detti A, B e C):  quello dei guariti da coronavirus, quello dei guariti dopo “malattia lieve” e quello dei giocatori con anamnesi negativa (mai risultati positivi). Concluso lo screening medico, in caso di soggetti positivi o dubbi, si procederà con l’allontanamento e l’isolamento, con conseguente terapia.

Lo screening prevederà specifici test necessari ad individuare eventuali compromissioni cardiache o polmonari

Per i giocatori ammessi alla fase del ritiro, verranno effettuati controlli costanti giornalieri (quello della temperatura, innanzitutto), norme di comportamento da seguire alla lettera, sanificazione periodica degli ambienti comuni.

Il ritiro dura 3 settimane, anch’esse strutturate con una graduale ripresa dell’attività fisica. La prima non prevederà allenamenti veri e propri, ma preparazione atletica e tecnica individu ale. Niente partitelle, ovviamente; in campo e in palestra ci si allena a piccoli gruppi, con la distanza di almeno 2 m sempre mantenuta.

La distanza diventerà un punto cardine del ritiro: i giocatori alloggeranno in stanze singole, le docce verranno fatte in stanza e i pasti consumati in modalità self-service.

Per i giocatori di rientro dall’estero o che hanno avuto contatti con positivi, è previsto un isolamento fiduciario prima dello screening. L’isolamento è previsto anche in caso di sospetto contagio, caso che porterebbe ad una sospensione degli allenamenti fino alla ripetizione dei test da parte di tutti gli altri componenti in caso di positività conclamata.

Com’era facile da immaginare, la ripresa di un sport di contatto come il calcio prevede un percorso articolato ed irto di difficoltà, da cui le perplessità del Ministro Spadafora. Qualunque decisione verrà presa nei prossimi giorni non potrà prescindere i dubbi e i rischi della salute degli sportivi.

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