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La fidanzata/Pandemico Vaudeville: gli allievi della Factory aprono magistralmente la stagione al Piccolo Bellini

Luisa Del Prete 25/10/2021
Updated 2021/10/25 at 6:16 PM
3 Minuti per la lettura

Riparte la stagione teatrale 2021/2022 anche al Piccolo Bellini con lo spettacolo, diviso in due atti unici, “La Fidanzata/Pandemico Vaudeville“. Liberamente ispirati ai racconti di Anton Čechov “La fidanzata” e “Il sottufficiale Prišibeev” e riadattati da Elvira Buonocore, Maria Chiara Montella, Marta Polidoro e Francesco Saponaro, per la regia di Francesco Saponaro, ha visto protagonisti gli allievi della Bellini Teatro Factory.

Rispettivamente in “La fidanzata”: Mario Ascione, Francesco Cafiero, Carlo Di Maro, Maria Fiore, Rita Lamberti, Marta Polidoro, Stefania Remino, Alessia Santalucia. In “Pandemico Vaudeville”: Mario Ascione, Elvira Buonocore, Alessandra Cocorullo Francesco Gentile, Maria Chiara Montella, Raffaele Piscitelli, Marta Polidoro Riccardo Radice, Giuseppe Romano, Gianluca Vesce.

Il sipario si apre ed in scena c’è “La Fidanzata”, come primo dei due atti unici. Una scenografia semplice, ma dei contenuti che fin da subito fanno intendere la bufera di sentimenti contrastanti che verrà fuori. In una casa di campagna di una famiglia partenopea che ostinatamente cerca di “omologarsi” a quelli che sono gli stereotipi della borghesia del tempo, ma che è costretta a fare i conti con la ribellione della figlia minore.

Con la sua voglia di evadere da una realtà che le sta stretta, da un matrimonio che la costringerà a vivere una vita non sua, da una madre che vede in lei il riflesso di una vita non vissuta; la giovane donna, però, è incoraggiata da una figura, il giovane Sasà, che la porterà a prendere la decisione che le salverà e le sconvolgerà l’intera esistenza per sempre.

Numerosi spunti di riflessione per uno spettacolo che apre magistralmente la stagione al Piccolo Bellini. Impeccabile l’interpretazione di Carlo Di Maro e Alessia Santalucia che riescono a trasmettere la passione e la vitalità di due personaggi che hanno una profondità scenica senza eguali.

Lo spettacolo continua con “Pandemico Vaudeville” che descrive, in maniera leggera ma mai banale, quelle che sono le inquietudini e le ossessioni di una pandemia globale che sembra non avere fine. Una pandemia che ha influenzato la vita di ognuno, modificandone qualsiasi cosa, anche i più piccoli gesti quotidiani.

Ironico, spontaneo e, allo stesso tempo, riflessivo, Pandemico Vaudeville scava in ognuno di noi, nelle esperienze che tutti abbiamo vissuto e che ci hanno segnati, ma che stiamo cercando di superare. E se alcuni di noi non riuscissero a dimenticare?

La Fidanzata/Pandemico Vaudeville, due spettacoli che gli attori e le drammaturghe della Bellini Teatro Factory hanno messo in scena con grande energia e determinazione, dando inizio ad una stagione in maniera eccellente.

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