La Ferragni come la Madonna: il Codacons attacca l’influencer

Informareonline-Ferragni

Inutile ripeterlo ma tuttavia necessario: la libertà di parola ha nei limiti, quali sono?
La conoscenza dell’argomento trattato, le fonti e la pacatezza. Scandalo sulla Ferragni, messa al posto della Madonna di Giovanni Battista Salvi, in automatico cinquantenni indignati, classica storia: ma per cosa questa volta?

La risposta possiamo prenderla dall’esposto del Codacons (reso pubblico sul loro sito ufficiale) che in capslock dice: “LA INFLUENCER CHIARA FERRAGNI SI METTE NEI PANNI DALLA MADONNA PER VENDERE PRODOTTI E FARE SOLDI. VERGOGNA!!”. Ma facciamo un passo alla volta.

Cos’è il Codacons? Cos’è un esposto? il Codacons è il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, un’associazione senza fini di lucro fondata nel 1986 con presidente nazionale Carlo Rienzi, il volto più noto. Invece un esposto è una segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza di un dissidio con il quale si richiede, a tale autorità, di intervenire per comporre il contrasto. C’è da specificare che tutti possiamo presentare un esposto.

Ritorniamo alla denuncia che prosegue: “ESPOSTO A PAPA FRANCESCO, ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA E AL MINISTRO FRANCESCHINI PER USO ILLECITO DI IMMAGINI RELIGIOSE E ARTISTICHE”. Se abbiamo le giuste conoscenze sull’argomento trattato sappiamo che Papa Francesco, durante una delle giornate mondiali dei giovani a Panama nel 2019, di fronte a 600mila ragazzi provenienti da 156 paesi, definì “Maria, la influencer di Dio”.

Questo non significa, necessariamente, che il Papa sia d’accordo alla raffigurazione di Chiara Ferragni come la Madonna. Tuttavia, bisogna ricordare che il cristianesimo è in movimento insieme ai suoi giovani seguaci. Viene interpellato anche Dario Franceschini, ministro per i beni e attività culturali e il turismo, anche se nel caso sbagliato. A dirla giusta, il ministro Franceschini dovrebbe essere chiamato all’attenzione quando una sola storia dell’influencer, che definisce gli uffizi come incredibili e consiglia di visitarli, fa aumentare le visite dei giovani sotto i 25 anni, di quel 27% molto difficile da raggiungere con le scarse campagne di comunicazione e marketing delle istituzioni culturali.

Possiamo avviarci alla conclusione dicendo che il Codacons, oltre a mandare un’esposto a chi di dovere, si è esposta con la notizia che più infiamma la cosiddetta pancia dell’utente medio. A tal proposito ricordiamo che un altro esposto riguarda anche Elthon John, il quale passeggiava a Capri senza mascherina, urlando che “siamo tutti uguali” e, naturalmente, cavalcando la notizia, vale a dire, la mascherina obbligatoria con rischio di sanzione in caso di assenza per tutti i cittadini.

Oppure, alla liberazione di Silvia Romano, durante i giorni di lockdown, l’associazione ha rilasciato immediatamente un esposto dove pretendevano di fare luce su alcune zone d’ombra riguardanti il pagamento. Nessuno dei loro esposti è stato mai sviluppato e, talvolta, solo annunciati ma non approfonditi. Ritornando ai limiti della libertà di pensiero, tutti ne siamo in possesso ma bisogna usarla con discrezione e cura perché è sempre facile urlare alla blasfemia e allo scandalo senza conoscerne il retroscena.

di Rosa Cardone

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