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La Dirigente Adele Vairo e gli studenti del Liceo Manzoni di Caserta sull’evento “La corruzione uccide il futuro”

Redazione Informare 08/12/2023
Updated 2023/12/08 at 1:24 AM
11 Minuti per la lettura

In occasione del secondo incontro de “La corruzione uccide il futuro”, tenutosi il 10 novembre presso l’Auditorium Provinciale di via A. Ceccano di Caserta, format organizzato da Officina Volturno e dalla redazione di Informare, per questa edizione in collaborazione con il Liceo Manzoni di Caserta, ai microfoni del nostro giornale sono intervenuti la dirigente scolastica dell’istituto Adele Vairo e gli stessi studenti.

“Scuola: fucina di legalità”: le riflessioni di Adele Vairo sull’evento

«Per la comunità educante del liceo Manzoni l’incontro con il giudice Cantone ha rappresentato un’altra pagina di “buona scuola“. La scuola, secondo noi, è ” buona” quando accresce nei ragazzi e nelle ragazze che ci sono stati affidati, non solo la rete concettuale delle conoscenze e l’ expertise concreto delle competenze acquisite nel percorso formativo compiuto, ma anche la capacità consapevole di essere protagonisti del proprio presente ed artefici liberi del proprio futuro.

A questa meta ambiziosa non si arriva senza arricchire in maniera intenzionale e strategica il percorso formativo che abbiamo disegnato con occasioni di incontro e di confronto con i testimoni del nostro tempo, gli opinion leaders che possono fare la differenza nella ordinaria quotidianità dei giorni di scuola.
I ragazzi e le ragazze devono innamorarsi ogni giorno di più dell’ aria che respirano nei corridoi delle loro scuole, devono saper drizzare le antenne della mente verso una Conoscenza scandita in ossequio al loro mondo interiore.

E noi adulti, uomini e donne di riferimento nella progettazione formativa, nella scansione intelligente di itinerari di istruzione sempre al passo con i tempi, dobbiamo riuscire ad intercettare sempre e comunque i bisogni formativi dei nostri giovani. Li dobbiamo ascoltare, interpretare, stimolare e sostenere in quel percorso di crescita progressiva verso l’ età adulta che è per noi obbligo personale e professionale.
L’ incontro con Raffaele Cantone si è mostrato uno squarcio temporale magico: una luce di consapevolezza ha brillato negli occhi dei nostri studenti, che hanno saputo interloquire in maniera adeguata con un gigante delle Istituzioni, che – con orgoglio – possiamo definire un “amico” del nostro Istituto, visto che già in passato ha incontrato i nostri ragazzi.

Lo speech progettato in progress tra il team Comunicazione del Campus Manzoni ed i giovani professionisti di Informare ha palesato inequivocabilmente il tono delle domande: incisive, pregnanti, adeguate al contesto e, comunque, sempre personalissime ed originali. La full immersion di questa giornata li ha immersi con passione nel mare magnum del tema legalità e cittadinanza attiva. La comunità manzoniana ancora una volta ha dato prova di grande maturità, mettendo a frutto il grande lavoro di tutto il corpo docente. Accanto alla didattica ordinaria, infatti, il Manzoni fa del confronto costante con le eccellenze locali e nazionali il suo mood formativo.

Questa impostazione quotidiana ha permesso in maniera evidente e lineare che i nostri studenti siano potuti essere parte attiva di un dibattito impegnativo su tematiche serie con il prefetto Castaldo, il questore Grassi e il giudice Cantone. Potersi confrontare con un uomo come Cantone che ha scelto di votare la propria esistenza professionale alla giustizia ed al perseguimento della concretizzazione di un concetto di legalità diffusa e che permei di sé la fitta trama degli apparati amministrativi statali, portati con chiarezza ed immediatezza, senza ambiguità comunicative, alla attenzione dei ragazzi. La sua affermazione “Chi non vuole fare sacrifici non può essere un giudice” riflette l’essenza di chi porta avanti il peso di una missione senza tentennamenti e senza ripensamenti.

Una lectio magistralis di etica e responsabilità che è apparsa funzionale a fornire ai giovani quella energia concettuale che è sicuramente, oggi più che mai, traino e sostegno a quella “resistenza culturale” al “sistema Wikipedia” di cui non dobbiamo scandalizzarci, (è il quotidiano dei nostri ragazzi: l’ aria che inevitabilmente ed inesorabilmente respirano), ma che ci obbliga a costruire percorsi di senso e valore che formino una rete concettuale salda e forte tanto da resistere all’ impatto dirompente della Rete che, se vissuto in maniera esclusiva si rivela la vera sconfitta della Sfida Educativa che la Scuola oggi combatte e che deve vincere ad ogni costo.

Radici ben piantate nella nostra tradizione Culturale da approfondire e conservare come nutrimento vitale, mente aperta e vigile sempre tesa a captare e decriptare i messaggi culturali della contemporaneità, a trazione trasversale, inclusiva, internazionale. Anima e cuore riscaldati da incontri con gli uomini e le donne del nostro tempo: segnali etici di speranza e di civile e solidale resistenza. Adulti orientanti, guide, mental coach.

Il Manzoni, l’Associazione Centro Studi Officina Volturno e Magazine Informare, hanno voluto e dimostrato con successo che la legalità può diventare un pilastro fondamentale della formazione giovanile, un mantra insostituibile volto a promuovere una cultura anticorruzione fin dalla più giovane età. Se vogliamo essere i veri protagonisti del cambiamento dobbiamo guidare comunità educanti in maniera intraprendente e consapevole. Abbiamo un sogno da realizzare: contribuire alla idea che la Scuola e la Cultura che la nutre possano essere fari di legalità, ove Giustizia e Uguaglianza siano sempre la Norma: Indiscussa ed ordinaria quotidianità. Lavoriamo per questo».

L’intervento dal palco di Adele Vairo

«Non è stato difficile accettare l’invito di Informare ed essere presenti oggi ad un evento così interessante. Troppo ghiotta era l’occasione di incontrare, ancora una volta, il dottor Raffaele Cantone che come noi lavora su temi che ci sono molto a cuore. Si è parlato poco fa di “trasversalità della corruzione” perché sostanzialmente oggi il problema della scuola e soprattutto dei giovani è proprio quello di navigare con perizia attraverso una arida quotidianità minata troppo spesso da una silente illegalità. È compito allora della scuola quello di creare dei momenti alternativi che possano dare ai giovani la cultura e l’esperienza necessaria a decriptare i codici di questa illegalità. È nostro compito parlare ai giovani come sentinelle della legalità ed è necessario confrontarsi costantemente con i ragazzi.

È ovvio che l’idea che la parola “legalità” possa essere un’abitudine ci deve abbandonare: dobbiamo continuare a sensibilizzare e dobbiamo continuare ad essere sentinelle di una legalità che è un percorso ed un progetto di vita. È come un piccolo gesto quotidiano che non ci deve stancare mai. Oggi siamo qui insieme ai tanti ragazzi del liceo “Manzoni” per ribadire ancora una volta che non dobbiamo conoscere altro mezzo di potere che non sia il merito. Proprio qui nasce allora il concetto di cultura che non appartiene come si può pensare a colui che sa fare i compiti ma appartiene invece a chi sa studiare. Credo che oggi il reale compito della scuola sia quello di creare una capacità concreta di confronto al fine di partecipare attivamente ad eventi come quello di oggi in cui c’è la possibilità di rapportarsi con le più importanti personalità dello stato. Noi oggi siamo qui per tendere una mano ai giovani e traghettarli attraverso questa possibilità. È facile oggi puntare il dito contro i giovani dimenticando però che questi giovani sono figli nostri, sono figli delle nostre abitudini distratte e sono figli di adulti che troppo spesso dimenticano di essere stati anche loro giovani». 

Le parole degli studenti

«L’incontro con il giudice Cantone ha rappresentato per noi studenti un momento di profonda riflessione. Aver avuto la possibilità di rivolgere domande dirette e ascoltare gli interventi non solo di Cantone, ma anche delle altre figure autorevoli, ha significato un arricchimento enorme per noi. Ci sentiamo chiamati all’azione, consapevoli del nostro ruolo nel non voltare lo sguardo di fronte a comportamenti scorretti e nell’essere protagonisti nel promuovere un effettivo cambiamento. Le parole di una delle autorità presenti risuonano ancora nelle nostre menti: “Mi auguro che il nostro impegno comune faccia sì che un giorno la frase “Il futuro uccide la corruzione” possa soppiantare definitivamente “La corruzione uccide il futuro””. Ebbene, noi siamo il futuro! 

Siamo determinati a promuovere valori di integrità e trasparenza, e a lavorare incessantemente per costruire un futuro migliore per tutti. Sentiamo il peso della responsabilità, ma anche la forza e la volontà di essere agenti di cambiamento positivo nella società in cui viviamo». 

«È stato un evento straordinario che ci ha lasciato pieni di emozioni e riflessioni profonde. La scelta del format innovativo, con mini speech e interventi diretti, ha reso l’esperienza non solo istruttiva, ma anche incredibilmente coinvolgente per tutti noi partecipanti. Ci siamo sentiti coinvolti attivamente e questo ha reso tutto più significativo e reale. Speriamo sinceramente che incontri come questo possano continuare a ispirare e coinvolgere altri giovani, contribuendo a creare una generazione consapevole e determinata nel perseguire un futuro libero dalla corruzione». 

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