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La diffusione dell’antisemitismo in italia

Updated 2020/03/03 at 5:15 PM
5 Minuti per la lettura

Il punto in tutta l’Unione Europea…

In un clima intriso d’odio non poteva che riaffacciarsi l’antisemitismo, oggi alla ribalta anche in Italia, con la proliferazione di atti vandalici, minacce e insulti verso ebrei o figli di sopravvissuti all’Olocausto. Le scritte antisemite comparse sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio di una donna sopravvissuta ai campi di sterminio e quelle fuori una scuola a Pomezia. I cori contro Anna Frank a Venezia. La scorta assegnata alla senatrice a vita Liliana Segre dopo le ripetute minacce. Sono solo alcuni degli episodi che hanno fatto rumore tra le pagine di cronaca. Quanti sono in realtà? È davvero variato il loro numero nel tempo? E nello spazio?
La mancanza di una definizione comune di “antisemitismo” e la differente categorizzazione delle sue forme, rende impossibile comparare i dati tra i paesi. Tuttavia, è possibile coglierne il trend generale. Il fenomeno dell’antisemitismo sembra essere in crescita in tutto l’Occidente: secondo i dati raccolti dall’ONG Community Security Trust, nel 2018 ci sono stati 1652 episodi di antisemitismo, il dato più alto mai registrato dal 1984; secondo il rapporto Eurispes 2020, è aumentato il numero di persone che pensano che l’Olocausto non sia mai avvenuto (dal 2,7% nel 2004 al 15,6%).

In Italia, secondo l’Osservatorio antisemitismo della Fondazione CDEC (Centro Di Documentazione Ebraica Contemporanea), tra il 2012 e il 2019 gli episodi di antisemitismo sono passati dai 16 ai 251 casi annui. Un trend crescente, che viene fuori anche dai dati riportati dalla DIGOS.
Il numero potrebbe essere perfino maggiore, considerando che la stragrande maggioranza delle persone tende a non segnalare le molestie subite e che la visibilità degli episodi varia di categoria in categoria: mentre è più facile avere notizia degli atti più gravi, le offese verbali o scritte vengono raramente denunciate. E, se diffuse attraverso il web, sono anche più difficili da individuare. Eppure, anche se più silenziosa, la maggior parte della violenza antisemita viaggia online, soprattutto nell’ultimo biennio.
La Mappa dell’Intolleranza italiana, un lavoro di ricerca e analisi realizzato da VOX (Osservatorio Italiano sui diritti) attraverso la contestualizzazione e geolocalizzazione dei tweet, registra una variazione coerente con quella dell’Osservatorio antisemitismo. Infatti, secondo l’ultima rilevazione, l’antisemitismo su Twitter è passato dallo 0,5% registrato nel 2015, al 2,2% nel 2016, al 3,8% nel 2018, fino a raggiungere il 6,4% nel 2019. Altro elemento interessante è la diffusione geografica dell’antisemitismo: grazie alla geolocalizzazione, VOX ha individuato le zone in cui l’intolleranza e l’odio sono maggiormente diffusi.
Mentre infatti nelle rilevazioni precedenti si registrava una decisa localizzazione di tweet intolleranti nella zona di Roma e dell’alto Lazio (caratterizzati da una forte presenza dell’estrema destra), nell’ultimo anno, specialmente in seguito al caso Segre, offese e insulti sono arrivati un po’ da tutta Italia. Roma resta il fulcro dei tweet antisemiti, ma questi si diffondono sempre più nell’Italia nordoccidentale (Lombardia, Liguria, Piemonte).
E a differenza degli anni precedenti, diventano più “calde” anche Campania (Napoli), Sicilia (Palermo e zone interne) e Puglia (Bari).

La mappa ci pone di fronte ad un quesito: esiste un rapporto tra la realtà virtuale dei tweet e quella politica e sociale del territorio?

Molti attribuiscono il problema a un linguaggio diffuso basato sull’odio.
E in effetti, la mappatura di VOX è coincisa, volutamente, con la campagna elettorale per le Europee (marzo/maggio 2019) mostrando una drammatica correlazione tra i post dei politici – sempre più caratterizzati da toni intolleranti e discriminatori – e l’aumento dell’aggressività generale contro gli ebrei, oltre che musulmani e migranti. Inoltre, può aiutarci a rispondere alla domanda un’altra mappa, realizzata e costantemente aggiornata dal collettivo antifascista bolognese Infoantifa Ecn, che dal 2014 riporta aggressioni, vandalismi e minacce di stampo fascista che si verificano sul territorio italiano. Osservando la mappa, si trova una curiosa corrispondenza tra questi e le zone d’intolleranza antisemita individuate da VOX.
Non è azzardato quindi dire che questi episodi violenti non possono essere considerati come casi isolati, ma come sintomi di una falla all’interno della società, accompagnata dalla crescente influenza dei gruppi di estrema destra e un discorso pubblico sempre più violento e polarizzante. Non basta più l’indignazione generale e la solidarietà verso chi di volta in volta viene colpito, occorre agire in modo attivo e alla svelta.

di Giorgia Scognamiglio
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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