La diffusione dell’eroina: il piano CHAOS della CIA

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L’Italia anni sessanta, settanta e ottanta ha sempre avuto una voce in capitolo nello scenario mondiale diplomatico. Si è in piena guerra fredda e il mondo è letteralmente diviso in blocco sovietico e blocco occidentale. L’Italia ha alle sue porte la Jugoslavia mentre mantiene fedeltà agli alleati americani. Nel frattempo il PC si afferma sempre di più e inizia a presentarsi l’ipotesi di un compromesso storico. I movimenti politici giovanili conoscono il fiore dei propri anni e si ricomincia a pensare all’immaginazione al potere, all’idea di una nuova società, di nuovi ordinamenti. Insomma il livello del conflitto con le istituzioni è talmente alto che chiunque avrebbe pensato a un’ipotetica manovra politica istituzionale per arginare questo fermento, presente soprattutto nell’ala proletaria e studentesca di estrema sinistra.
In America di certo non sono escluse le tante realtà hippie, così come i movimenti giovanili che strizzano l’occhio al comunismo, tanto odiato e combattuto dalle figure istituzionali statunitensi, in ottica di Guerra Fredda.
Nasce dunque da queste radici l’idea di importare una nuova sostanza nel mondo occidentale, partendo dall’America fino ad arrivare all’Europa: l’eroina. Dapprima si parlava di “drogati” definendo coloro i quali consumavano marijuana o hashish, al massimo Lsd che tanto poteva alienare la mente umana da una realtà straniante come quella dello scenario dell’epoca.
Con l’eroina nasce e si evolve la cosiddetta guerra psicologica che si attua in occidente.
Bisognava azzerare le coscienze dei protestanti, ridurre ai minimi termini le idee politiche dell’opposizione rumorosa. E sono stati proprio i servizi segreti americani a dare il via a questa enorme distruzione del pensiero rivoluzionario.

La mano della CIA e il piano CHAOS

Stando a un lavoro del Wall Street International, si riporta che la prima fase si svolge proprio negli USA tra il 1967 ed il 1969. La CIA, diretta all’epoca da James Angleton nel 1967, elaborò un piano denominato CHAOS, rientrante tra le operazioni “false-flag”, il quale violava le leggi USA visto che la CIA non può operare sul territorio nazionale, che resta di competenza esclusiva dell’FBI anche per quanto concerne le attività di controspionaggio. Le false-flag sono le operazioni condotte in modo da essere attribuite ad altri stati o ad altre organizzazioni.
L’operazione CHAOS era finalizzata, almeno inizialmente, ad accertare, tramite una capillare infiltrazione negli ambienti giovanili della contestazione, l’influenza di comunisti stranieri e di maoisti, ma, nonostante i notevoli sforzi e l’allargamento della ricerca anche in alcuni paesi europei, i risultati furono sostanzialmente negativi. In una seconda fase l’operazione ebbe lo scopo contenuto nel suo nome, di generare una situazione di caos incontrollato all’interno della contestazione giovanile di qualunque genere (e in quel periodo la più temuta era il rifiuto di partire per combattere la guerra in Vietnam), mediante agenti infiltrati al fine di provocare atti di estrema violenza, incidenti e disordini. Da documentazione, proveniente direttamente dal governo degli Stati Uniti, emerge che alla convention hippy di Chicago svoltasi dal 25 al 30 agosto 1968, che degenerò in numerosi episodi di guerriglia, ben il 17 per cento dei partecipanti apparteneva ad agenzie federali e organismi di intelligence.
A tale progetto si affiancava quello di demoralizzare e rendere temporaneamente incapaci gli avversari con l’uso di droghe psicotrope e immobilizzanti. Furono diffuse a tale scopo sostanze come l’LSD e lo STP (un’amfetamina psichedelica, acronimo di “Serenità, Tranquillità e Pace”). La massiccia diffusione raggiunse un grado di controllo così avanzato da consentire di avviare una strategia di immissione massiccia di droghe pesanti. L’enorme diffusione di eroina nei ghetti neri fu tra le principali cause della sconfitta e della successiva dissoluzione dei movimenti rivoluzionari afroamericani come le Pantere Nere.

La diffusione in Italia

Nel 1974 si chiudeva l’Operazione CHAOS negli USA al fine di estendere l’operazione in Europa, la produzione di tali sostanze fu spostata nel Vecchio Continente.
Veniamo alla situazione specifica italiana.
1973: Il Corriere della Sera in prima pagina riporta una nota dell’ambasciata americana che intima i suoi cittadini in viaggio per l’Italia a non acquistare droghe in piazza perché distribuite da spie delle forze dell’ordine.
1974: la narcotici arresta più di duemila persone per utilizzo di marijuana. La morfina sparisce. In quest’anno compare ufficialmente nelle piazze l’eroina. Dall’anfetamina alla morfina, i dipendenti da sostanze stupefacenti non hanno avuto altra via da percorrere se non quella del consumo dell’eroina per placare l’astinenza.
1975: a Roma l’unico sequestro di eroina venne fatto dal commissario Ennio Di Francesco, che quel giorno stesso per una decisione presa dall’alto venne misteriosamente trasferito; le indagini, sempre misteriosamente, vennero bloccate.
1975-1980: il consumo di eroina non conosce limiti, e il fenomeno inizia a dilagare a macchia d’olio.
Dal ’75 in poi il numero delle morti per la sostanza crescerà vertiginosamente.
L’incubo durerà fino ai primi anni novanta.
Un’intera generazione svuotata dei propri ideali, la trasformazione politica giovanile distrutta da operazioni sovversive al fine di sconfiggere il nemico anticapitalista e comunista si rivelano vere e proprie stragi di Stato.
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