La Crypta Neapolitana: un patrimonio da riscoprire

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Incuria e abbandono per l’antica grotta romana.
Anche Marisa Laurito, testimonial FAI, lancia un appello per la sua valorizzazione

La Crypta Neapolitana, che congiunge Fuorigrotta e Piedigrotta, è un sito archeologico incantevole ma purtroppo dimenticato da tempo.
La galleria, scavata nel tufo nel I secolo a.C., lunga 711 metri e larga tra i 4 e i 6 metri, permetteva di congiungere Napoli e Pozzuoli; nel corso dei secoli ha subito rimaneggiamenti e ampliamenti che non l’hanno però resa meno affascinante.
Una sua visita era un must per coloro che, dal XVII sec., intraprendevano il Grand Tour in Europa, come il letterato tedesco Johann Wolfgang Goethe che, nel 1787, si entusiasmò per un fenomeno peculiare: sul finire di febbraio, ponendosi all’ingresso della Crypta Neapolitana dal lato di Fuorigrotta, è possibile osservare il sole che si allinea perfettamente all’asse della grotta, in modo che i suoi raggi fuoriescono dal lato di Mergellina, alle spalle della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta.
A Mergellina, l’ingresso della grotta, sbarrato da tempo, è situato in un parco realizzato nel 1930, in occasione del bimillenario della nascita di Virgilio. Infatti, il parco ospita quella che è nota come la tomba di Virgilio, ma che è in realtà un colombario romano di età augustea entro cui è ricavata una camera sepolcrale, e la tomba di Giacomo Leopardi, realizzata nel 1939 per accogliere le sue spoglie, fino ad allora custodite nella vecchia chiesa di S. Vitale a Fuorigrotta.
Peggiore è la situazione dal lato di Fuorigrotta, dove l’accesso della Crypta Neapolitana è interdetto dal 2009 a causa della caduta di alcune pietre, una volta consentito per alcune decine di metri dopo che, circa 15 anni fa, grazie al lavoro dell’allora Circoscrizione di Fuorigrotta, guidata da Clelia Modesti, e delle scuole del territorio, furono realizzati dei pannelli esplicativi oramai arrugginiti e polverosi.
Già nel 2005 si parlava di restaurare la grotta ed il piccolo parco che ne circonda l’ingresso sul lato di Fuorigrotta, creando un vero e proprio parco urbano.
Il 31 gennaio 2019, un protocollo d’intesa tra le Municipalità I e X del Comune di Napoli, l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura e il Comitato Civico I Municipalità, mirava a facilitare l’interazione tra attori istituzionali e non, per proporre possibili soluzioni insieme alla Commissione Cultura del Comune di Napoli, alla Città Metropolitana e alla Sovrintendenza.
Questi buoni propositi sono da allora rimasti sulla carta.
Marisa Laurito, testimonial del Fondo Ambiente Italiano (FAI) per la Crypta Neapolitana nell’abito de “I luoghi del cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare, ha spiegato ad Informare la sua scelta di sostenere la candidatura di questo bene, per cui è possibile votare sul sito del FAI, affinché venga recuperato e valorizzato.

«La Crypta Neapolitana e il parco sono luoghi legati alla mia giovinezza: vivendo io a via Piedigrotta, in quella zona ho trascorso la mia gioventù. Inoltre, vi si respira un’atmosfera particolare e il parco esprime un’energia magica.
Oltre che per la sua bellezza, il sito è sempre stato importante per la città anche perché conserva la mitica tomba di Virgilio e la tomba del poeta Leopardi, morto a Napoli nel 1837. Comprendo che il Comune di Napoli sia in grande difficoltà economica ma, come cittadina, mi dispiace vedere questo come altri luoghi bellissimi abbandonati all’incuria e al degrado. Vero è che in Italia abbiamo un patrimonio archeologico, artistico e paesaggistico enorme, per la cui custodia è necessario impiegare ingenti risorse.
Quindi, potrebbe essere utile coinvolgere gruppi di cittadini che, in modo più o meno spontaneo, si facessero carico della cura di quei beni meno complessi ma non meno importanti per una comunità.
Del resto, l’iter burocratico ed i conflitti fra gli enti, che io stessa ho sperimentato, scoraggiano quanti vorrebbero impegnarsi in questa opera di tutela.
Per questo dobbiamo moltissimo al FAI, perché i suoi membri si impegnano fortemente per recuperare dei monumenti e aiutare quelli che vogliono custodirli e valorizzarli».

di Fabio Di Nunno 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°210
OTTOBRE 2020

 

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