La Corsa al Quirinale: chiarimenti sull’elezione del Capo di Stato

Benedetta Guida 23/01/2022
Updated 2022/01/23 at 10:37 AM
3 Minuti per la lettura

In questi giorni siamo tempestati di news riguardanti i candidati alla carica di Capo di Stato, ma tra chiacchiere, proposte e chi cerca solo visibilità , è difficile fare chiarezza sulla situazione.

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Diversi nomi sono passati di bocca in bocca, da Berlusconi (che ieri ha sciolto la riserva ritirando la sua candidatura) alla Cartabia, da Draghi a Mattarella bis, eppure l’esperienza ci insegna che difficilmente i nomi più popolari in questo periodo siano quelli più probabili: come in una partita a poker spesso si bluffa e le carte migliori si scoprono solo alla fine, quindi, verosimilmente, il nome del nostro Presidente sarà ben diverso da quelli più quotati al momento…A norma dell’art 83 della Costituzione, l’elezione del Capo di Stato avviene da parte del Parlamento in seduta comune in aggiunta dei delegati regionali (1008 persone in tutto) con una maggioranza dei due terzi dell’assemblea così costituita( 672 voti) . Se tale maggioranza non si raggiunge nelle prime tre votazioni(cosa molto probabile),alla quarta è sufficiente la maggioranza assoluta (50%+1 ossia 505 voti) ma, al momento, nessun partito ha tali numeri e la norma Costituzionale è, anzi, costruita in modo che nessuno li abbia MAI.Ciò perché la figura del Presidente della Repubblica, lungi dall’essere meramente simbolica come molti credono, è una figura fondamentale nel nostro Ordinamento, costruito su un sistema di check and balances (pesi e contrappesi) tra i tre poteri dello stato (legislativo, esecutivo e giudiziario) per garantirne la separazione e la reciproca indipendenza. Egli, infatti è il garante della Repubblica e deve esserne assicurata la terzietà rispetto ai partiti e gruppi politici.Per questa ragione i Costituenti decisero tale modalità elettiva -ad onta di coloro che ne propugnavano l’elezione popolare- e ,per tale ragione, se ne stabilì il mandato a 7 anni e non 5 come il Parlamento, proprio per evitarne la interdipendenza.Insomma, comunque si concluderà la corsa al Quirinale, la figura che si troverà a rappresentare il nostro paese avrà un compito estremamente delicato, dovendo mantenere l’unità della Repubblica e di un tessuto politico tipicamente instabile in una situazione estremamente difficile come quella pandemica.
Diversi nomi sono passati di bocca in bocca, da Berlusconi (che ieri ha sciolto la riserva ritirando la sua candidatura) alla Cartabia, da Draghi a Mattarella bis, eppure l’esperienza ci insegna che difficilmente i nomi più popolari in questo periodo siano quelli più probabili: come in una partita a poker spesso si bluffa e le carte migliori si scoprono solo alla fine, quindi, verosimilmente, il nome del nostro Presidente sarà ben diverso da quelli più quotati al momento…
A norma dell’art 83 della Costituzione, l’elezione del Capo di Stato avviene da parte del Parlamento in seduta comune in aggiunta dei delegati regionali (1008 persone in tutto) con una maggioranza dei due terzi dell’assemblea così costituita( 672 voti) . Se tale maggioranza non si raggiunge nelle prime tre votazioni(cosa molto probabile),alla quarta è sufficiente la maggioranza assoluta (50%+1 ossia 505 voti) ma, al momento, nessun partito ha tali numeri e la norma Costituzionale è, anzi, costruita in modo che nessuno li abbia MAI.
Ciò perché la figura del Presidente della Repubblica, lungi dall’essere meramente simbolica come molti credono, è una figura fondamentale nel nostro Ordinamento, costruito su un sistema di check and balances (pesi e contrappesi) tra i tre poteri dello stato (legislativo, esecutivo e giudiziario) per garantirne la separazione e la reciproca indipendenza. Egli, infatti è il garante della Repubblica e deve esserne assicurata la terzietà rispetto ai partiti e gruppi politici.
Per questa ragione i Costituenti decisero tale modalità elettiva -ad onta di coloro che ne propugnavano l’elezione popolare- e ,per tale ragione, se ne stabilì il mandato a 7 anni e non 5 come il Parlamento, proprio per evitarne la interdipendenza.
Insomma, comunque si concluderà la corsa al Quirinale, la figura che si troverà a rappresentare il nostro paese avrà un compito estremamente delicato, dovendo mantenere l’unità della Repubblica e di un tessuto politico tipicamente instabile in una situazione estremamente difficile come quella pandemica.

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