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È noto come le infrastrutture di un Paese sono da considerarsi le radici del futuro se non fosse anche perché in base al loro modo di svilupparsi possono cambiare il nostro modo di muoversi, accorciare le distanze, migliorare la viabilità sia terrestre che marina.

Esse sono altresì un valore aggiunto quando assolvono a tale compito rispettando l’ambiente e riescono ad integrare i territori; insomma le infrastrutture in un sistema complesso come quello globale in cui viviamo stanno diventando sempre più strategiche e necessitano perciò di una efficiente connessione per rendere tutto l’impianto fluido e senza intoppi.

Sempre di più avremo opere e servizi che hanno necessariamente bisogno di essere connesse anche se devono riconoscersi il peso di essere in un rapporto di interdipendenza tra loro e quindi se una parte è in difficoltà, ne risente tutto l’ingranaggio.
Il questo contesto il futuro della connettività dei porti, in netto miglioramento negli ultimi anni, è data dal fatto che il settore marittimo ha registrato l’intensificarsi del consolidamento tra le società marittime.

Ma come si fa a valutare la connettività?

informareonline-connettività-dei-portiUn indicatore utilizzato per valutare tali interconnessioni è fornito dal Country LSCI (Country Liner Shipping Connectivity Index), un indice che misura il grado dei porti sviluppato da UNCTAD ovvero dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, sulla base dei dati forniti da MDS Transmodal: l’indice in pratica misura la connettività dei porti specializzati nella movimentazione del container attraverso il quale è possibile valutare, a livello comparativo, il grado di collegamento su scala mondiale avendo come valore di riferimento l’indice della Cina nel 2006 quando il Paese aveva raggiunto il livello 100 di connettività.
I numeri in Italia sono abbastanza incoraggianti e la nostra nazione, insieme alla Grecia, ha visto un aumento del numero dei servizi con navi più grandi tanto che la dimensione media massima per servizio marittimo delle navi in Italia è passata da 14.775 a 18.248 TEUS (misura standard di volume nel trasporto dei container) con il lancio del servizio 2M ALLIANCE/JADE/AE11 che fa scalo a Gioia Tauro principale porto transhipment italiano e che sta beneficiando del controllo da parte del gruppo MSC; questo ha permesso al Paese di passare dal 7° posto al 6° a al suo indice di salire dal 64 a 69.

Insomma un quadro positivo che permette di dire che il livello di connettività portuale in Italia è migliorato mostrando un crescente interesse per i porti italiani da parte della compagnie di navigazione e che i porti italiani stanno attirando sempre maggiore attenzione da parte di investitori stranieri in maggior parte cinesi con i quali il Governo italiano ha firmato di recente un Memorandum of Understnading aderendo così formalmente alla Belt and Road Initiative (BRI).

di Antonio Di Lauro

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