La Chiesa dice NO alla Terra dei Fuochi

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Questa settimana si riprende a parlare di tematiche ambientali che, in questo caso, vengono trattate e discusse nel grande Auditorium di Teano.

Una tematica talmente attuale che ha visto protagonisti oltre 400 sacerdoti e 7 vescovi rappresentanti delle cittadine di Caserta, Acerra, Aversa, Capua, Teano e Nola.
Tutti riuniti in una giornata in cui anche la Chiesa, ha mostrato la sua vicinanza alle diverse “Terre dei Fuochi”.

«La custodia del Creato non può essere esclusa dalla nostra missione sacerdotale. Non possiamo darci pace se la terra continua ad essere calpestata, violentata, abbandonata»

Queste le parole d’introduzione del biblista Don Bartolomeo che durante il convegno, ci tiene a specificare il messaggio, talvolta allarmante, di una terra che ha il diritto di essere salvata. Si è successivamente precisato che “l’impegno della Chiesa deve essere di annuncio, denuncia e formazione delle coscienze ed il silenzio non è la soluzione”.

Questa volta, come afferma il Vescovo di Caserta Don Elia, si fa sul serio e si punta ai fatti.
Non servono altri eventi che espongano il problema ormai divenuto evidente a tutti, sarebbe utile invece da parte della comunità un impegno quotidiano.

Arrivano cosi vere e proprie proposte concrete che prevedono orti sociali su terreni bonificati da assegnare ai poveri, borse di studio per i laureandi in materie ambientali, un osservatorio interdiocesano sull’ambiente e infine usare i beni della Chiesa per creare lavoro per i giovani.

Un bel progetto, un grande esempio che non risolverà definitivamente il problema, ma potrebbe essere un buon inizio verso un realtà diversa, una realtà migliore in cui i cittadini vivranno a lungo nei luoghi in cui sono cresciuti, finalmente senza timore.

 

di Clara Gesmundo

 

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