informareonline-chianca

La Chianca: una cattedrale della carne a Pinetamare

Giuseppe Spada 09/05/2022
Updated 2022/05/09 at 6:10 PM
4 Minuti per la lettura

Lo stupore è, di sicuro, la prima sensazione che proverete entrando alla Chianca. La Chianca, prima di tutto, è un locale bello da guardare e da vivere, in seguito è un ristorante specializzato nell’offerta della carne: una materia prima che, in questi anni, ha visto una crescita esponenziale e una ricercatezza sempre maggiore e di qualità. Ne abbiamo parlato col proprietario, Maurizio Cardinale.

Originariamente La Chianca si trovava a Pozzuoli, da dove viene la scelta imprenditoriale di spostarsi a Castel Volturno?

«Avere il locale a Pozzuoli rappresentava più problemi, anzitutto logistici. L’utenza di Pozzuoli è molto particolare, si tratta per la maggior parte di famiglie che escono a fare una passeggiata.
L’offerta ristorativa era, dunque, rilegata a pizzerie o ristoranti di pesce a menù fisso. Noi abbiamo una clientela totalmente diversa, fatta di persone che escono di casa col chiaro intento di venire da noi e mangiare carne. A Pozzuoli avevamo, ormai, una clientela che ha cominciato a disgregarsi a causa del Covid: la pandemia, però, ci ha dato uno spunto. Io abito al Villaggio Coppola da 35 anni, ho deciso di investire qui, nel territorio dove vivo e al quale sono molto legato. Io credo molto in questa scelta imprenditoriale».

Lei ha aperto in due luoghi molto marittimi, quindi prevalentemente pesce, l’esclusività dei prodotti che offre avvantaggia gli affari?

«Assolutamente sì. Premetto che quello della carne è il mio settore di riferimento: sono il capoarea di uno dei macelli bovini più grandi d’Europa, faccio questo lavoro da circa 25 anni. Investire in un classico ristorante di carne, tipo trattoria, non è mai stata la mia intenzione. Oggi una fetta di carne e un bicchiere di vino si trovano ovunque, la differenza sta nel pubblico al quale ci si rivolge. Io mi rivolgo a coloro che comprendono il prodotto che stanno mangiando e che scelgono un locale in base a questo. Nella zona di Castel Volturno e nei suoi paraggi non ci sono strutture in grado di offrire una scelta così vasta di carni con una cura così maniacale per i dettagli dalla partenza del prodotto fino a quando non finisce nel piatto. Io ho uno dei migliori stagionatori per carne che ci sono in circolazione, pertanto la qualità è tutto».

Oggi nell’ambiente della carne c’è molto l’ossessione per carni super blasonate come il kobe o il wagyu. Alla Chianca date prestigio anche a tagli meno “nobili”?

«Certo che sì. Non offriamo solo le carni più particolari, stiamo anche studiando delle ricette con il lombardello, taglio ricco di sangue. Non solo, nel comparto delle carni da cuocere arrosto abbiamo dei tagli e delle genetiche ottime qualitativamente ma che riescono anche a soddisfare chi non può permettersi i prodotti più costosi. Abbiamo vacche simmenthal, scottone polacche eccezionali, entrecôte nazionali e molto altro».

ph. Tommaso Silvestro

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°229 – MAGGIO 2022

 

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *