La casa di accoglienza per il quartiere di Mondragone

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La riqualificazione di un territorio parte dai suoi cittadini. È questo il messaggio di Pasquale Sorvillo, ex consigliere e assessore al comune di Mondragone che, partendo dal programma “Un sogno che si può realizzare”, ha deciso di continuare l’attività civica anche fuori dalla sede comunale.

Come lui stesso ricorda, la città di Mondragone ha un passato illustre fatto di storia, produzione agricola e turismo, ma come troppo spesso accade, non è sempre facile mantenere il benessere di un luogo. Nel giro di un trentennio Mondragone ha dovuto affrontare numerosi problemi, dalla speculazione edilizia all’inquinamento, dall’immigrazione alla camorra.
Situazioni che hanno portato a una trasformazione radicale del territorio tanto da costringere coloro che avevano scelto questi luoghi per lo svago estivo, ad abbandonare le proprie seconde case, senza neanche poterle vendere a causa del crollo del valore di mercato.
È in questo scenario di delusione e sopraffazione che Pasquale decide di mettere in opera, con l’aiuto di un gruppo di amici, un programma di riqualificazione del quartiere per restituirlo ai cittadini, vecchi e nuovi.
Nasce così l’associazione “Quartiere Torre di Pescopagano” con sede in villa Francesca, via degli Innamorati, lotto 113, donata dal dott. Tullio Scialò. L’idea è quella di realizzare un luogo in grado di raccogliere la comunità del quartiere, indipendentemente dalla nazionalità, ma con l’obiettivo comune di vivere insieme nel miglior modo possibile ovvero in armonia e nel rispetto reciproco e delle leggi. Un luogo di aggregazione e sostegno per la comunità. Pasquale propone la sua idea porta a porta nel quartiere riuscendo a stilare un incredibile censimento abitativo con dati sconosciuti anche alla prefettura. Si scopre, infatti, che a Pescopagano abitano 1700 persone divise a metà tra italiani e stranieri, per un totale di 32 nazionalità. Non è certo facile comunicare con così tante culture differenti, ma l’iniziativa viene ben accolta sia dai proprietari che dai residenti.

Viene così stilato un programma amministrativo in collaborazione collettiva e si dà inizio ai primi lavori. Prima iniziativa è la ristrutturazione di Villa Francesca affinché possa diventare casa del quartiere. I soci si autofinanziano, ma riescono anche a sostenere i residenti disoccupati che prestano il loro lavoro. Subito dopo parte la bonifica delle strade e dei terreni incolti ormai ricoperti d’immondizia e in stato di abbandono. Il passo immediatamente successivo è dedicato ai bambini: per loro è stato stanziato un sostegno allo studio, doposcuola e l’apertura di una scuola calcio. Partiranno anche corsi di lingua italiana per adulti non appena saranno completati i lavori di ristrutturazione della sede. E ancora, istituzione di un centro per l’avviamento al lavoro, corsi di formazione e attività estive ludiche e culturali. Ultima iniziativa, ma non meno importante, la trasformazione dei terreni agricoli incolti in orti cittadini: «Il sogno è di riuscire a portare turismo agricolo balneare nel quartiere» ci ha spiegato Pasquale Sorvillo.
Sognare è il trampolino di lancio per realizzare e in tanti si sono resi conto del potenziale dell’iniziativa. In poco tempo i proprietari delle villette hanno ricominciato ad avere speranza nel risanamento delle proprietà, si sono moltiplicati i sostenitori dell’associazione e incredibilmente anche il mercato immobiliare della zona ha visto una ripresa. Pasquale Sorvillo è un sognatore concreto che forte della sua esperienza professionale ha saputo proporre un piano alternativo di riqualificazione della sua terra, senza attendere che lo facesse qualcun altro dall’alto ma bensì in comunione con l’altro.

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di Maria Rosaria Race

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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