La boxe raccontata da Francesca Martusciello

Francesca Martusciello

La boxe prima di tutto è disciplina: forma prima l’uomo, poi l’atleta ed infine il pugile

 

Sport amato, perché storicamente importante, perché è un mix di passione e sudore, di fatica e di impegno, ma poco seguito, qui in Italia. Sarebbe bello, però, dare importanza a questo sport, che concilia la disciplina e l’istinto naturale dell’uomo: la difesa.

Molti campioni di Marcianise sono riconosciuti a livello mondiale per l’eccellenza delle palestre del territorio di Terra di Lavoro, ma pochi sanno che questo territorio ha coinvolto anche molte giovani ragazze in questo meraviglioso sport.  Quindi mettiamo da parte gli stereotipi, del tipo “la boxe è uno sport da maschiaccio”, e dedichiamoci a Francesca Martusciello, una giovane ragazza che è una delle eccellenze della boxe del nostro territorio.

«Mi sono avvicinata alla boxe per caso a 15 anni, per esigenza di fare sport, ed ho iniziato proprio con il maestro Antonio Santoliquido. Dopo alti e bassi mi sono fermata un anno e tornata nella palestra dove prima mi allevano non trovai più il mio maestro. Decisi di cercarlo e lo trovai nella palestra dell’Excelsior Boxe di Marcianise. Qui però il maestro che si occupava di boxe femminile era il maestro Domenico Brillantino. Da lì iniziai il mio nuovo percorso vincendo i primi campionati nelle categorie Junior e Youth. Fui convocata in nazionale e nel 2014 vinsi la medaglia di bronzo agli Europei in Italia, così partecipai ai Mondiali, dove però non ho avuto molta fortuna. Fortunatamente però mi sono rifatta vincendo la medaglia d’argento agli europei 2015 nella categoria Youth».

Dopo questo europeo, però Francesca decise di lasciare la boxe sia per l’impegno che questo sport comporta sia per delusioni. Lasciando in quel momento la boxe Francesca non è potuta passare in categoria élite della nazionale, partendo prevenuta e scoraggiata, non aveva creduto nelle sue potenzialità.

Fortunatamente, come lei ci ha raccontato, il maestro Brillantino ha sempre creduto in lei: «Il maestro Brillantino veniva addirittura nel bar dove io lavoravo ad implorarmi di tornare e di non mollare. In questo periodo in cui ripresi, ovvero febbraio\marzo 2017, il maestro stava poco bene, ma comunque continuavamo a sentirci e a parlare degli allenamenti e delle competizioni. Purtroppo persi la prima competizione di ripresa, ma non mollai. Decisi di mettercela tutta e vincere i Campionati Italiani in modo tale che sarei rientrata in Nazionale. Così è stato, infatti sono stata convocata in Nazionale dove ancora oggi mi alleno e mi preparo per gli Europei e Mondiali».

Agli Europei di marzo si è guadagnata di nuovo l’argento e il suo più grande dispiacere è che il suo maestro, quello che più di tutti aveva creduto in se stessa è venuto a mancare, non vedendo che in poco tempo dalla ripresa era comunque riuscita ad ottenere un così grande risultato. «A volte mi sento in colpa, penso che non avrei dovuto lasciare la boxe e continuare il mio percorso così da spendere questi due anni con lui e dargli più soddisfazioni. Spero che comunque avermi vista vincere i Campionati Italiani sia stata un’ultima vittoria prima di morire. Manca tanto».

La boxe, come sempre diceva il maestro Brillantino, prima di tutto è disciplina. Forma prima l’uomo, poi l’atleta ed infine il pugile. «Per fare questo sport c’è bisogno di fare tanti sacrifici e bisogna condurre uno stile di vita sano, tranquillo. Bisogna allenarsi 2/3 volte al giorno e sono allenamenti davvero molto faticosi. Quando sei lì ti rendi conto veramente che, se vuoi fare veramente questo sport, devi accettare tutte le regole e le condizioni da esso imposte: quella è la tua vita».

Francesca dice che facendo questo sport ha capito che la vita non ti regala niente se non ci sono sacrifici e non c’è impegno.  «Se sbagli, c’è sempre un’altra persona, là sul ring, che ha avuto un percorso perfetto, non ha mai mollato e ti batte. Quando sei lì e ci sono due pugili bravi e allo stesso livello, vince chi ha mantenuto di più uno stile di vita sano e si è allenato quella volta in più rispetto a te».

di Flavia Trombetta