Labirinto

Il 30 ottobre 2019 è stata distribuita nelle sale italiane la nuova pellicola di Donato Carrisi “L’uomo del labirinto” tratta dal suo omonimo libro.

Dopo aver firmato la regia de “La ragazza nella nebbia” nel 2017, tratto anche’esso da un suo omonimo romanzo, lo scrittore torna a cimentarsi dietro la macchina da presa e ci regala un altro capolavoro thriller della filmografia italiana: L’uomo del labirinto. 

La trama

Dopo 15 anni dal suo rapimento Samantha Andretti (Valentina Bellè) riesce a fuggire dalla sua prigione e si ritrova nell’ospedale santa Caterina con una gamba ingessata e una flebo infilata nel braccio. Vicino a lei il dottor Green (Dustin Hoffman) la aiuta a ricordare la sua prigionia, dato che una droga psicotropa iniettatale dal rapitore le circola ancora nel sangue. Da qui in poi comincia una caccia al tesoro in un labirinto mentale e reale che vedrà coinvolto anche l’investigatore privato Bruno Genko (Toni Servillo), in procinto di morire e tormentato dai sensi di colpa per non aver salvato Samantha quando fu rapita. L’uomo chiederà l’aiuto del poliziotto Simon Baerish (Vinicio Marchioni), che si occupa di casi di scomparsa. Alla fine il cattivo che indossa una maschera da coniglio verrà catturato, ma lo spettatore verrà messo di fronte a un clamoroso colpo di scena, una vicenda parallela intrecciata a quella principale che nel labirinto avrà il suo inizio e la sua fine.

Donato Carrisi con questa trasposizione cinematografica riesce a mantenere lo spettatore con il fiato sospeso per tutta la durata del film e alla fine lo scuote azzerando ogni certezza e lasciando irrisolti diversi dubbi.

Lo scrittore e regista attinge dal cinema e dalla serialità televisiva di genere facendo riferimento a Dario Argento, crea effetti sonori percepibili in sala e con la maschera da coniglio cattivo omaggia il Donnie Darko” di Richard Kelly.

Carrisi assembla sapientemente dark, pop e noir e lascia allo spettatore la sensazione che tutti, volente o nolente, ci muoviamo tra le mura di un labirinto costretti ad indossare delle maschere in un mondo in cui non conosciamo le regole e dentro il quale si rischia spesso di perdersi.

di Angela Lefano

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