L’idea di un referendum sull’autonomia differenziata è sempre più realtà

Luca Capone 03/07/2024
Updated 2024/07/03 at 2:43 AM
5 Minuti per la lettura

Sono giorni caldi per il nostro paese riguardo la possibilità di vedere un referendum abrogativo della legge appena emanata sull’autonomia differenziata. Negli ultimi giorni si sono aggiunte la Campania e la Toscana alle regioni che si indirizzano verso una richiesta di referendum, accodandosi a Sardegna, Emilia-Romagna e Puglia. Già così, si raggiungerebbe la soglia di 5 regioni necessarie per l’indizione di un referendum. Ci sarebbero contatti addirittura con le giunte dello stesso centrodestra di Calabria e Basilicata. La questione potrebbe cristallizzarsi già a metà luglio.

Autonomia differenziata: le regioni uniscono le forze per un referendum

L’8 luglio si terrà un’assemblea straordinaria del Consiglio regionale della Campania dedicata proprio alla richiesta di organizzazione di un referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata, unico punto all’ordine del giorno. A fare gruppo ci sono il Partito democratico, Azione, Italia Viva e altri gruppi di maggioranza. La Campania è la quinta regione ad aggiungersi al coordinamento che vede già Puglia, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna. Quest’ultima è l’unica regione tra quelle elencate ad essere a statuto speciale, e che gioca quindi un ruolo da protagonista in questa alleanza.

Alleanza che vede al suo interno forze inedite. In primis le già accennate giunte di centrodestra di Calabria e Basilicata che potrebbero aggiungersi – fattispecie che se dovesse concretizzarsi sarebbe l’emblema della matrice secessionista della legge -. Curiosa inversione di rotta però anche dell’Emilia-Romagna, che dopo un accordo preliminare firmato nel lontano 2018 dallo stesso Bonaccini – e mai ritirato – in merito all’intesa sull’attuazione dell’autonomia differenziata, si ritrova a fare la guerra a quella stessa manovra. Incoerenza non sfuggita neanche a Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna, che dichiara: “In modo esattamente contrario a quanto avvenuto nel 2018, si chiede l’indizione del referendum”. Il presidente Bonaccini, tra l’altro, dovrà affrettarsi, date le sue imminenti dimissioni dell’11 o 12 luglio, in vista della sua elezione al Parlamento europeo.

Un’Italia spaccata in due nelle intenzioni

Mentre anche la Toscana si prepara a chiedere la consultazione, per formare un fronte allargato di Regioni sempre più saldo, dall’altra parte Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, ha già chiesto formalmente allo Stato maggiore autonomia nelle 9 materie “non Lep”, ossia quelle per cui non c’è bisogno di aspettare che lo Stato definisca i Livelli Essenziali di Prestazione. Lo fa, a detta sua, in nome di una “mera applicazione della legge“. Lo fa in barba al ministro FdI per la Protezione civile Nello Musumeci che lo aveva chiamato direttamente in causa, definendo la sua una “richiesta precoce” e confermando la presenza di “perplessità” all’interno della maggioranza di governo che ha votato quella riforma.

L’Italia, ancor prima dell’applicazione della riforma, risulta spaccata in due. Da una parte una schiera di regioni pronte a redigere un testo comune per indire un referendum abrogativo della legge appena passata; dall’altra uno dei governatori più in vista, pronto a piombare come un avvoltoio sulle macerie di un paese deflagrato da quella legge per approfittare dei vantaggi ricaduti al suo orticello.

Risulta evidente, di fronte alle dichiarazioni di ministri del governo e al parteggiare di governatori di centrodestra per lo schieramento avverso alla riforma, che il campo di guerra abbia trasceso ormai l’aspetto ideologico-politico. Non è più una questione di centralismo contro decentramento – come vorrebbe far credere Zaia – o di destra contro sinistra. L’unico spaccatura è quella del Nord contro il Sud. Fatta eccezione per quelle regioni del nord con giunte di centrosinistra, che per amore del consenso stanno salendo sul carro degli oppositori, contro una riforma che appoggiavano fino al giorno prima.

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