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L’educazione degli adulti nelle linee guida europee

Redazione Informare 23/09/2022
Updated 2022/09/23 at 1:02 PM
5 Minuti per la lettura

Le indicazioni dell’Unione Europea riconoscono, nell’ambito dell’educazione degli adulti, l’apprendimento permanente e lo sviluppo delle competenze come elementi chiave che concorrono a incrementare la competitività e le prospettive occupazionali, favorendo l’inclusione sociale, la cittadinanza attiva e lo sviluppo personale.

Superata la fase storica in cui l’educazione degli adulti era circoscritta alla sola funzione compensativa dell’alfabetizzazione primaria o completamento del ciclo di istruzione interrotto precocemente, oggi va considerata la prospettiva di una necessaria formazione lungo tutto l’arco della vita. In questo senso l’educazione degli adulti va identificata come ‘regolatore esistenziale’ e strumento di inclusione sociale, poiché rivolta a tutti coloro che sentono, per diversi motivi il bisogno di acquisire, aggiornare, perfezionare e specializzare saperi e competenze necessarie per l’esercizio delle responsabilità connesse alla vita adulta e professionale, per l’assunzione di compiti sempre nuovi e per gli inediti bisogni formativi e professionali legati all’irruzione delle nuove tecnologie.

Parlare oggi di educazione degli adulti, dunque, significa far riferimento alla duplice funzione strumentale ed esistenziale cui essa assolve:

la prima, finalizzata a compensare gap formativi o analfabetismo di ritorno; la seconda, invece, più legata alla dimensione culturale, etica, valoriale e autorealizzativa del processo di sviluppo del soggetto.

L’adulto è un soggetto con particolari caratteristiche cognitive e, pertanto, richiede, al pari del bambino, dell’adolescente, del giovane e dell’anziano, un apparato concettuale e metodologico che tenga conto delle particolarità che lo contraddistinguono. Tali presupposti costituiscono le motivazioni principali che fanno di ogni intervento formativo destinato agli adulti un momento fortemente individualizzato e personalizzato. Lì dove la personalizzazione corrisponde al tentativo, tutto pedagogico, di salvaguardare la natura unica, singolare e irripetibile dell’uomo e della donna e l’individualizzazione rappresenta l’elemento costitutivo e fondamentale di una progettazione formativa che sia adeguata a rispondere ai diversi bisogni formativi nonché alle caratteristiche intellettuali e personali dei soggetti.

Sono circa trent’anni che in Europa si insiste sul ruolo fondamentale dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. A partire dal Libro bianco su Istruzione e Formazione (1996) la Commissione Europea e la maggior parte delle istituzioni europee hanno reiteratamente ribadito come, nella società della conoscenza, il processo di apprendimento non possa rimanere circoscritto al solo periodo scolastico. I costanti mutamenti del sapere, l’evoluzione tecnologica, così come le variazioni di carattere socio-demo-antropologico impongono una costante rivisitazione e un permanente aggiornamento dei saperi personali. Questi saperi non riguardano solo il mondo professionale, ma l’ampio spettro di conoscenze e competenze necessarie per vivere in forma inclusiva la realtà contemporanea.

La Risoluzione del Consiglio dell’Unione Europea del 17 dicembre 2021, su una Nuova Agenda Europea per l’Apprendimento degli Adulti 2021-2030 (NEAALL), sembra definire un approccio nuovo all’istruzione e alla formazione degli adulti che conduce ad un importante cambiamento di paradigma. Nell’ultimo decennio, sono stati compiuti notevoli passi nella direzione del riconoscimento di tale settore quale parte fondamentale dell’apprendimento permanente e sono state avviate numerose iniziative in tal senso. Il considerevole lavoro svolto negli ultimi anni dalle istituzioni europee, non ha, tuttavia, prodotto i risultati sperati in termini di livelli di partecipazione all’apprendimento degli adulti.

Due le problematiche che sembrano inficiare i risultati conseguiti al 2020:

– Insufficienza del sostegno finanziario per le persone che partecipano a percorsi formativi (ad esempio il costo dei corsi o la perdita di reddito dovuta al periodo di assenza dal lavoro per la formazione, o ancora le scarse risorse per superare gli ostacoli che impediscono di trovare del tempo da dedicare alla formazione);
– Insufficienza della motivazione a seguire corsi di formazione (ad esempio la mancanza di consapevolezza delle opportunità di formazione o l’incertezza del riconoscimento, da parte dei datori di lavoro, della formazione acquisita)

Per questo motivo, nella suddetta Risoluzione, il Consiglio dell’UE invita gli Stati membri ad impegnarsi per costruire una responsabilità condivisa da parte dell’intero Governo. Viene richiesto un incisivo collegamento tra i pertinenti ministeri e i portatori di interessi, rafforzato da un deciso impegno pubblico che conduca ad un efficace coordinamento nazionale, regionale e locale.
Un grande contributo all’innovazione nell’educazione viene offerto dal Programma Erasmus Plus, che finanzia opportunità di mobilità transnazionale ai fini di apprendimento per il personale delle organizzazioni e per studenti e corsisti adulti, così come sostiene progetti di cooperazione tra diversi paesi per innovare i processi, migliorare la preparazione degli educatori e innalzare la qualità dell’offerta formativa.

di Elisabetta Leone, Responsabile ‘Europe Direct’ Caserta

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°233 – SETTEMBRE 2022

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