accordo UK e Rwanda

Il controverso accordo sull’immigrazione tra Kigali e Londra

Sara Marseglia 02/05/2024
Updated 2024/05/01 at 4:25 PM
4 Minuti per la lettura
accordo UK e Rwanda

Dopo mesi di controversie politiche, il Parlamento britannico ha approvato il disegno di legge del premier Rishi Sunak che prevede l’espulsione in Rwanda dei richiedenti asilo entrati illegalmente nel Regno Unito. L’accordo UK e Rwanda ha diviso gli schieramenti sia nella Camera dei Lord sia nella Camera dei Comuni.

Com’è nato l’accordo UK e Ruanda

Prima dell’approvazione definitiva, l’accordo tra i due paesi ha visto una gestazione di circa due anni. Tutto nasce dal Partenariato per la migrazione e lo sviluppo economico con il governo del Rwanda del 14 aprile 2022. Va notato che il Rwanda ha dimensioni molto piccole e nessuno sbocco sul mare. Si trova, infatti, tra la Repubblica democratica del Congo, la Tanzania e l’Uganda. L’iniziativa dell’allora premier Boris Johnson viene accolta con molte polemiche. La definiscono come una politica limitativa contro la libertà di movimento dei cittadini stranieri migranti.

L’idea di base era che la misura dovrebbe funzionare più come strumento deterrente per le partenze piuttosto che come soluzione all’immigrazione incontrollata. Nella visione di Johnson questo avrebbe scoraggiato le persone a compiere un viaggio disperato affidandosi ai trafficanti di esseri umani che attraversano il Canale della Manica. Non sorprende che questa misura sia stata portata avanti nel 2022. Dopo la Brexit, infatti, «è tempo per gli inglesi di agire da soli, seguendo le nostre politiche indipendenti».

Come funzionerà l’accordo e quali sono le sue problematiche

L’accordo UK e Rwanda implicherà che tutti i richiedenti asilo che sono entrati o intendono entrare illegalmente nel Regno Unito dopo il 1 gennaio 2022 potrebbero essere inviati in Rwanda. Ciò significa che le loro richieste di asilo verranno esaminate in Rwanda invece che nel Regno Unito. Nel caso di esito positivo, i richiedenti asilo ottengono lo status di rifugiato e il permesso di stabilirsi lì e non nel Regno Unito. In caso di esito negativo, invece, il richiedente asilo potrà chiedere di stabilirsi in Rwanda o in un Paese Terzo considerato sicuro.

Kigali risulta soddisfatta dell’accordo perché, oltre ad essere considerata appunto “paese sicuro”, non dovrà affrontare nessuna spesa. Si stima che Londra pagherà 1,8 milioni di sterline per ciascuno dei primi 300 migranti trasferiti in Rwanda. Se saranno più di 300 le persone spedite in Rwanda, il Regno Unito investirà 120 milioni per rilanciare l’economia del paese. Ad un’analisi più attenta, questo non è il primo caso in cui un paese cerca di trasferire la responsabilità di richiedenti asilo al Rwanda o altri paesi. Si tratta di Australia, Danimarca ed Israele.

C’è da notare, infine, che il primo tentativo di promulgare questa legge nel 2022 fu fermato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). La Corte ha infatti dichiarato il Ruanda un Paese terzo non sicuro, affermando che, “Le richieste di asilo non sarebbero state esaminate correttamente dalle autorità ruandesi e (b) che di conseguenza vi fossero rischi reali di respingimento“. Ma il Regno Unito ha deciso di riprovarci. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che il trattato «Risponde direttamente alle conclusioni della Corte Suprema e presenta una nuova soluzione a lungo termine» e che le persone deportate in Ruanda saranno protette dal refoulement e le loro condizioni monitorate da un organismo indipendente.

TAGGED: , ,
Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *