Kirill I: la spia del KGB che usa la religione per vincere la guerra

Benedetta Guida 26/02/2023
Updated 2023/02/26 at 10:54 AM
4 Minuti per la lettura

Ad un anno dall’inizio della guerra, se da un lato la Russia ha mostrato di non essere potente quanto minacciava, né superiore quanto millantava di essere, dall’altro non si può negare che abbia ancora parecchi colpi in canna e che gli esiti del conflitto sono meno chiari che mai. Una cosa però è certa: le armi più forti di Mosca non sono carri armati o bombe, ma sono i numeri. L’esercito russo conta il triplo degli uomini di Kiyv e, sulla base di tale vantaggio, Putin ha messo a punto una strategia barbara (anche per una guerra): inviare uomini inesperti e non addestrati in spedizioni suicide, operazioni che non hanno una percentuale reale di riuscita, ma servono a mietere il maggior numero di vittime tra le file ucraine, in modo da lasciar spazio, per le operazioni delicate e strategiche, ai soldati russi più esperti ed addestrati.

Il contributo della Chiesa russa

Ma perché un soldato russo, consapevole di essere mandato così a morire, dovrebbe accettare tali condizioni? I discorsi motivazionali sul patriottismo possono essere potenti, ma la forza persuasiva della religione è indiscutibile. Così la chiesa autocefala ortodossa russa, guidata dal patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kirill I, ben consapevole di ciò, si è data il ruolo di motivare i giovani maschi russi, facendo un lavoro psicologico su enormi masse, soprattutto provenienti dalle campagne, per spronarli a combattere e inculcargli l’idea che questa è una guerra santa.

La propaganda religiosa

Negli ultimi giorni è diventato virale il video di una predica di un prete ortodosso russo ai soldati prima di partire per la guerra in cui si dice :« Loro (gli ucraini) glorificano l’Anticristo e non può esserci nessuna pietà: che siano soldati, che siano donne anziane o bambini, sono tutti la stessa cosa, sono tutti un prodotto dell’inferno. Non esitate, non permettete alle vostre mani di tremare quando c’è da sparare un proiettile o una bomba contro di loro: sono i nemici di Dio. Questa è una guerra tra Dio e gli infedeli, tra il bene e il diabolico. L’apocalisse è arrivata, voi combattete e siete dalla parte giusta, e Dio lo sa (quindi è come dire: morirete ma poi andrete in paradiso). Dopotutto siete stati mandati a combattere dal Messia. L’esercito di Putin è l’esercito di Dio».

Kirill I: ex spia del KGB

Ma perché la chiesa ortodossa russa di Kirill ha scelto di asservirsi così tanto ai disegni di Putin? Forse la risposta potrebbe avere a che fare con le recenti pubblicazioni di Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung, due periodici svizzeri che hanno pubblicato dei dossier della polizia elvetica in cui si dice, a chiare lettere, che Kirill I sia stato attivo in Svizzera negli anni ’70, sotto il nome in codice agente Mikhailov, in qualità di spia del KGB. Che Kirill appartenesse al KGB era opinione diffusa, ma ora le prove rendono quell’indiscrezione certezza.

In particolare l’obiettivo dell’allora trentenne prete ortodosso era di influenzare, in piena guerra fredda, il collegio ecumenico delle chiese a condannare pubblicamente le azioni degli Stati Uniti. Un lavoro per cui servivano armi quali la persuasione, la manipolazione, la disinformazione e, in casi estremi, la minaccia. Tutte armi che ad oggi, al caro Kirill, stanno tornando utilissime nella sua nuova missione di propaganda.

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