Kanye West, un personaggio ambiguo

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Il  rapper, produttore e regista cinematografico Kanye West ha recentemente annunciato la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

Subito dopo il comunicato su Twitter si sono scatenate le reazioni social, tra i pro e i contro alla candidatura dell’uomo statunitense.
Di seguito il contenuto del messaggio.

“We must now realize the promise of America by trusting God, unifying our vision and building our future. I am running for president of the United States”.

Kanye West alla presidenza – di chi stiamo parlando?

Prima di specificare la sua posizione ideologica, è bene capire chi sia il potenziale candidato. Kanye nasce ad Atlanta, in Georgia. Aveva solo tre anni e i suoi genitori divorziarono. Lui e sua madre si trasferirono a Chicago, Illinois. Suo padre, Ray West ex Black Panther, fu uno dei primi fotogiornalisti neri al The Atlanta Journal-Constitution, adesso è un consulente cristiano. Kanye è cresciuto nella periferia di Oak Lawn, in Illinois dopo aver vissuto a Chicago. Alla domanda sui propri voti presi al liceo West rispose: “Prendevo A e B. E non mi impegnavo nemmeno”.
Secondo Rolling Stone, in una classifica sui migliori album tra il 2010 ed il 2019, il titolo di miglior disco del decennio è My Beautiful Dark Twisted Fantasy. Stando alle firme della testata statunitense l’album ha confermato Kanye West come “il più grande produttore della sua generazione, che ha passato in rassegna oltre 40 anni di musica popolare per far funzionare la sua sinfonia di orgoglio ferito, rendendo My Beautiful Dark Twisted Fantasy un concept album sulla sua incapacità di smettere di spezzare il cuore dell’America”.

Kanye West alla presidenza – le sue posizioni ideologiche

informareonline-kaney-west (1)Già dal 2015, quando ai microfoni di MTV annunciò la sua candidatura alla presidenza degli USA per il 2020, iniziò a dichiararsi a favore di mr. Donald Trump. Siamo a Maggio 2018 e West dice di ispirarsi alla campagna di Trump unita ai principi di Bernie Sanders, quest’ultimo sconfitto nelle primarie democratiche da Biden.
Il rapper si è dichiarato più volte contrario all’aborto legalizzato. Egli ha poi sottolineato come il problema del razzismo sia troppo discusso dall’opinione pubblica americana.
Il cantante si è detto a favore del possesso e dell’uso di armi, purché legalmente riconosciute.
Kanye West è fortemente contrario al riconoscimento delle coppie e delle persone della comunità LGBT, sostenendo che l’omosessualità sia causata da abusi sessuali, maledizioni e attacchi demoniaci.
Egli ha inoltre sostenuto l’attore Bill Cosby, nonostante la sua colpevolezza per molestie sessuali.
Il cantante ha dichiarato che l’AIDS fosse un problema dell’Africa e non una questione di carattere globale. Inoltre è stato accusato di misoginia per il contenuto di alcune sue canzoni che dipingerebbero le donne come oggetti, caratteristica largamente diffusa tra le tendenze musicali del suo decennio. Il futuro candidato ha inoltre sostenuto che la schiavitù della componente di colore della popolazione americana, durata circa quattro secoli sia stata una scelta di tali soggetti. A tal proposito, vi lasciamo le sue dichiarazioni.

In un’intervista a Tmz, parlando di schiavitù, il rapper e produttore statunitense ha detto: “Sentir parlare di schiavitù per 400 anni…400 anni? Suona come una scelta. Sei stato lì per 400 anni ed è tutto per te. È come essere mentalmente in carcere. Preferisco la parola “prigionia” perché “schiavitù” è troppo legata al mondo dei neri, così come l’Olocausto a quello degli ebrei. La prigione è qualcosa che ci unisce come un’unica razza, bianchi e neri, siamo la razza umana”. Fra i primi a dire la sua sulle parole di Kanye è stato Will.I.Am, fondatore dei Black Eyed Peas e sette volte premio Grammy: “Un ignorante”, ha tagliato corto. “Il suo è fra i commenti più ignoranti che si possano fare sui nostri antenati”. Stevie Wonder non è stato certo più tenero: “Le parole di Kanye? Una follia. Dire che la schiavitù fu una scelta è come sostenere che l’Olocausto non sia mai esistito”.

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Elezioni 2020 – quale sarà il futuro degli statunitensi?

Un rapper, produttore e regista cinematografico riconosciuto fra i giganti del 2000, con un vissuto alle spalle per nulla scontato.
Dall’altra parte un personaggio che pare non aver nulla di diverso dai molteplici sovranisti del calibro di Trump, Bolsonaro, Salvini e Orban. Il popolo statunitense sceglierà il cambiamento ideologico, o proseguirà sulla falsa riga del quinquennio di Trump?

La risposta la si saprà solo il 3 Novembre 2020.
Save the date.

di Matteo Giacca

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