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Jova Beach Party 2019. I sogni son desideri di felicità, vanno inseguiti e rubati al tempo. Chi riesce a trasformare il sogno di una vita in realtà può dire di aver toccato per davvero l’acme dell’esistenza.

Tuttavia, viviamo in un periodo storico in cui i Millennials non si lasciano accendere l’animo dalle passioni, ma sono sempre più propensi a vivere con la facilità della globalizzazione a portata di click.

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Ph. Francesco Catalano ©

Lorenzo Jovanotti, quel “ragazzo fortunato a cui hanno regalato un sogno” è riuscito a guardare oltre. Ha deciso di puntare in alto e, realizzando il sogno di una vita con la sua arte e la forza della sua musica, ha lanciato un importante messaggio alla Generazione Y. La speranza è quella di dar vita ad una “Nuova era” caratterizzata dalla continua ricerca della libertà. Una libertà che va sempre reinventata, riconquistata e mai data per scontata.

Così racconta Jova: «Chi non conosce il festival di Woodstock? Correva l’anno 1969, il mondo imparava ad abbracciare la rivoluzione sessuale e ad ascoltare rock psichedelico. Nello stesso anno la missione spaziale Apollo 11 portò i primi uomini sulla Luna. Succede che i fatti storici entrino nella nostra vita segnandola per sempre e io ogni volta che in questi 50 anni ho rivolto lo sguardo alla Luna ho pensato alla prima volta in cui ho visto le sue immagini in bianco e nero alla tv.

Ero a Roma, con la mia famiglia. Nella mia musica la luna c’è sempre, è la parte che governa le maree interiori. È per questo che festeggiamo un importante anniversario».

E, per festeggiare, si è inventato il Jova Beach Party, la nuova era del live entertainment.

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Ph. Maikin©

Una “figata pazzesca” che ha trasformato le spiagge di tutta Italia in un villaggio ricco di iniziative. Tre palchi montati e tanti ospiti pronti ad esibirsi “all day long” per un groove che resiste fino a notte fonda. Insomma, un climax ascendente fino “al chiaro di Luna”.
Un lavoro di preparazione complesso e accurato durato oltre 10 mesi, realizzato con la collaborazione costante delle istituzioni territoriali e con il WWF, che ha ispirato molte scelte strategiche nel rispetto per l’ambiente. Presenti la Guardia di Finanza e la Guardia Costiera che hanno garantito la sicurezza del sito. Un’occasione che si impegna a sensibilizzare le migliaia di persone presenti e l’opinione pubblica sull’emergenza dell’inquinamento da plastica in natura, promuovendo l’adozione di uno stile di vita sostenibile.

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Ph. Francesco Catalano ©

Jova Beach Party 2019 ha debuttato il 6 Luglio a Lignano Sabbiadoro ed è arrivato anche in Campania, precisamente al Lido Fiore Flava Beach di Castel Volturno. In una spiaggia difficile, più complessa di quella d’oro dei giri precedenti. Una spiaggia e un territorio che negli anni hanno accolto e dato casa a chi scappa dalla fame e dalla guerra. Un territorio ambito dai clandestini, perché senza controllo.

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Ph. Maikin©

Con il Jova Beach Party, questo Comune abbandonato ai suoi cliches si è colorato di sorrisi, in una giornata che è stata un mix esplosivo di emozioni, ha lasciato spazio al ricordo e all’abbraccio di una cultura non solo campana, grazie ai diversi artisti ospitati, come Bombino (Niger) e The Liberation Project (Sud Africa, Cuba, Inghilterra, Italia) che più di tutti hanno dimostrato come da sempre questo territorio è aperto all’integrazione.

Superlativo si è rivelato l’omaggio a Mama Afrika che proprio a Castel Volturno ha regalato i suoi ultimi respiri.
Presenti anche SANGENNARO BAR (Italia) e ACKEEJUICE ROCKERS (Italia).

Tra le luci di un allestimento artistico di grande impatto emotivo, Jovanotti ha confessato: «Sappiate che stasera mi avete fatto un grande regalo con la vostra partecipazione in questa spiaggia difficile, in questo luogo dove nessuno ci scommetteva niente. Abbiamo avuto tantissimi contro, tantissimi impedimenti fin dal primo giorno.

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Ph. Francesco Catalano ©

Questa terra deve tornare a chi la vive, la stessa che da sempre è stata di grande accoglienza, non ve lo dimenticate. Qui sono arrivate persone da tutto il mondo e questa è la forza di questo territorio che ha creato una cultura unica al mondo.

È la cultura dell’accoglienza e dello stare insieme e del mischiare la vita l’una con l’altra. Ci vuole coraggio e voi ce l’avete».

Jovanotti inoltre ha voluto ricordare la veemenza della musica partenopea, cantando sulle note di Pino Daniele con quegli artisti che oggi continuano a tener vivo l’animo di Napoli: non potevano mancare ospiti d’onore che si sono aggiudicati una vera e propria “jumping ovation” da parte delle oltre 40.000 persone presenti: Enzo Avitabile e i Bottari di Portico, Rocco Hunt e Clementino.

«Le canzoni in napoletano sono le più belle canzoni italiane. La canzone napoletana riesce in pochi minuti a dire così tanto che fa impressione. Io ogni volta ci provo, ma non ci riuscirò mai perché è un’impresa un po’ chisciottesca.

Ogni volta però qualcosa mi lascia un segno», confessa Lorenzo.

«Un omaggio a questa terra e al nostro brother Pino Daniele» – ha in seguito dichiarato – «Poi la jam è proseguita con un freestyle su Soul express di Enzo Avitabile. Tutto senza prove, tutto pieno di groove». Insomma, per questa terra è stato davvero ‘’Nu juorno buono”.

Una giornata artistica, sociale e culturale irripetibile. Sarà davvero l’inizio di una nuova era?

di Giovanna Cirillo
Ph. Francesco Catalano & Maikin ©
Copertina: Titti Fabozzi

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°196 AGOSTO 2019

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