JoJo Rabbit – Dann sind wir Helden

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Lo ammetto, senza alcuna vergogna e prima ancora di cominciare l’articolo vero e proprio: JoJo Rabbit è il film che ritengo sia più degno dell’Oscar al Miglior Film 2020. Perché? 

Beh, tanto per cominciare perché una commedia non vince sia dai tempi di Chicago nel 2002, e soprattutto per lo spessore sociale e storico del film. E solo per darvene un’idea: JoJo Rabbit è un film sulla Seconda Guerra Mondiale in cui Hitler è interpretato da un ebreo maori. Cosa si può volere di più? 

Ma elaboriamo. 

JoJo Rabbit è un film ambientato nella Germania Nazista verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, e l’omonimo protagonista è JoJo (fan di Hirohito Araki, gioite e memate con me) Betzler, un ragazzino di dieci anni della Gioventù Hitleriana che ha un amico immaginario che è una versione idealizzata di Adolf Hitler, interpretata dal regista, produttore e sceneggiatore del film Taika Waititi (l’ebreo maori di cui sopra) che lo mette sempre nei guai, e una madre che fa segretamente parte della resistenza e nasconde una ragazza ebrea, Elsa, in casa loro. 

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Questo mette in piedi il conflitto centrale del film. JoJo è all’inizio (a sua stessa detta) un nazista convinto, pronto a uccidere Elsa e a spifferare tutto delle attività della madre Rosie alle autorità, incarnate dal riluttante e segreto omosessuale capitano Klenzendorf e dal convintissimo agente della Gestapo Deertz. È proprio Elsa a dissuaderlo, ricordandogli che morirebbero tutti e tre se i nazisti scoprissero che in casa di lui e sua madre vi è un’ebrea, e JoJo decide di scrivere un exposé sugli ebrei e sui loro segreti grazie alle conoscenze di Elsa. Questa, più divertita che impaurita, non fa che raccontargli bugie ancora più assurde di quelle della propaganda nazista, in modo da fargli capire quanto sia stato indottrinato. JoJo, il quale aveva avuto già difficoltà a bruciare dei libri durante il suo addestramento ed è continuamente insultato da tutti gli altri nazisti per via delle cicatrici che si è procurato in un incidente, comincia ad avere dei dubbi e ad innamorarsi di questa ragazza più grande di lui che è non corrisponde per nulla ai mostri che gli adulti gli avevano insegnato a temere. 

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Ma la sua redenzione è un percorso accidentato: perde la madre a causa della Gestapo, e attacca quindi Elsa perché la ritiene responsabile, perde Klenzendorf, nel frattempo diventato suo amico poiché aveva coperto Elsa (dopotutto entrambi fanno parte di categorie che i nazisti bruciavano e sterminavano quotidianamente) quando questi decide di far passare JoJo per ebreo per salvarlo dai Russi, ed è continuamente perseguitato dal suo Hitler immaginario che, man mano che il film va avanti, perde sempre di più quell’aria ridicola e satirica (che Waititi gli regala interpretandolo come un totale idiota) che lo caratterizzava all’inizio, finché non diventa una vera e propria copia dell’Hitler che conosciamo, discorsi d’odio e genocidio e tutto. Alla fine però JoJo riesce a riconciliarsi con Elsa e a tenerla al sicuro fino alla fine della guerra nonostante tutto, e riesce a liberarsi dell’influenza di Hitler-Waititi scaraventandolo giù da una finestra e gettando via la propria svastica. Il film si conclude con i due ragazzi che ballano sulle note di Helden, la traduzione tedesca di Heroes di David Bowie, incerti del proprio futuro ma felici di essere vivi e ancora insieme come amici. 

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Forse ho mentito. Questo film non è proprio una commedia: all’inizio, forse lo è, ma è nerissima, poiché le battute sono quasi tutte sulle paranoie razziali naziste (Waititi se lo può permettere, essendo ebreo e di colore), ma man mano che si va avanti e JoJo si rende conto di come la sua ideologia stia distruggendo il mondo intorno a lui, il dramma della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto si palesa sempre di più ai nostri occhi per quello che è: un dramma, una tragedia, uno stupido spreco di vite voluto da un folle. Elsa è forte, e ricorda a JoJo che gli ebrei sono un popolo molto più forte di quanto i tedeschi vogliano ammettere, un popolo che lottava con gli angeli e che era sopravvissuto a tutte le persecuzioni che i cristiani gli avevano scagliato contro—ma la triste e terribile realtà del film è che è l’unico personaggio ebreo in esso. Tutti gli altri sono stati fatti sparire. E Hitler, be’, Hitler riceve forse la rappresentazione più storicamente inaccurata, ma va bene così. È una rappresentazione immaginaria di quello vero, e il nocciolo del personaggio è lo stesso della persona: un mostro. E poi, per citare Taika Waititi, Hitler non meritava una rappresentazione accurata in questo film. Perché? Testuali parole di Waititi in un articolo di Deadline: “Perché è un fottuto stronzo, e tutti lo sanno. E quale modo migliore per fotterlo?”
Se avete qualcosa in contrario a questa analisi, beh fatevi un esame di coscienza. 

 

di Lorenzo La bella

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