In contesti difficili, dove l’emergenza sociale e le problematiche politiche sono all’ordine del giorno, lo sport può rappresentare un’ancora di salvezza, un’opportunità per l’intera cittadinanza e soprattutto per i giovani di avere un’alternativa e un’attrattiva. Jirafa Basket, attualmente, rappresenta proprio questo per Caivano. È una società sportiva nata già 7 anni fa ma che, da giugno, ha completamente modificato gli aspetti dirigenziali e strutturali.

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Abbiamo incontrato e intervistato, il Responsabile dell’area tecnica, Domenico Serrao che ha raccontato: «A giugno ho ricevuto la telefonata dell’ex Presidente della società che mi chiedeva un aiuto perché la società rischiava la chiusura, con la conseguente scomparsa del basket a Caivano. Siccome non volevo che succedesse, ho scelto di dare una mano e di entrare in società.  Parte di questo nuovo assetto, a cui abbiamo lavorato intensamente nei mesi estivi, oltre me, sono l’attuale Presidente Davide Giordano, Fabio Marzano che si occupa della parte amministrativa e Raffaele Piacentile che mi coadiuva nell’area tecnica insieme ad altri validi giovani istruttori».

Attualmente la società partecipa a campionati giovanili federali, a un campionato amatoriale senior e si sta dedicando a una serie di progetti-scuola che coinvolgono anche i comuni limitrofi. 

«Dopo aver trovato un appoggio in alcune strutture, come lo SportVillage Campania, la scuola media Milani e la scuola elementare Necropoli, il “Progetto Jirafa”, così come lo abbiamo denominato, include diverse iniziative, tra cui progetti scolastici e poi in futuro anche progetti di Baskin, una disciplina per diversamente abili. Ci stiamo concentrando sui più piccoli per aumentare in numeri e la qualità, per poi alzare sempre di più l’asticella dell’agonismo».

Ma per le realtà sportive, in alcuni territori, nascere e soprattutto resistere per puntare ad una crescita, vuol dire incontrare ostacoli enormi.

«Le difficoltà sono soprattutto strutturali e economiche. La palestra della Milani è l’unica dei dintorni, né Cardito né Crispano hanno un campo coperto, per trovare una tendostruttura (nemmeno un palazzetto) bisogna spostarsi ad Acerra. L’obiettivo è quello di offrire un’alternativa alla società, perché Caivano purtroppo offre ben poco, è evidente. Con un’amministrazione comunale che non esiste perché c’è il Commissariato, si fa fatica a chiedere anche degli aiuti. Sto lavorando in prima persona per far sì che un indomani Caivano possa avere un suo palazzetto dello sport, un palazzetto che non sia identificato solo come casa nostra, ma inteso come un bene che possa essere utilizzato da tutti i cittadini.  Speriamo che con le prossime elezioni ci sarà la possibilità di instaurare un canale comunicativo con l’amministrazione».

Nonostante gli innumerevoli ostacoli, la società continua, con passione e dedizione, a credere nel progetto, a farlo crescere e soprattutto a dedicarsi ai giovani, che nel basket possono trovare un sano punto di riferimento. 

«Partiamo con il minibasket che comprende le categorie dei più piccoli: pulcini, scoiattoli, aquilotti e esordienti e per quest’ultimi due partecipiamo anche a tornei. Poi c’è il settore giovanile con l’under 13, under 14 e under 16 e infine sfociamo nell’amatoriale. Siamo partiti con 40 iscritti, ad oggi ne contiamo 105, quindi siamo già cresciuti come numero. I progetti-scuola non solo ci aiutano nel reclutamento, ma sono necessari per far conoscere questo sport, perché non è il calcio. Quello che notiamo è che i bambini si presentano in palestra il giorno dopo averci conosciuto. Questa già è una cosa positiva: se si fanno conoscere nuove realtà i più piccoli sono ben felici di intraprenderle».

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Impegnarsi per diffondere la cultura sportiva e soprattutto farlo solo ed esclusivamente con passione, senza alcun interesse economico, è la prerogativa fondamentale di Jirafa Basket.

«Le idee ci sono, la passione e la volontà non mancano e faremo di tutto per incrementarla sempre di più e per condividerla con tutto il paese».

 

di Mara Parretta

 

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