Janare e Fattucchiere, il libro di Gaetano Lamberti

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Janare e Fattucchiere: un bel libro scritto da un giovane che con passione indaga sulle tristezze, pronte talvolta a trasformarsi in tragedie, che possono provocare malevolenza e superstizione, figlie dell’irrazionale. 

Diciamo la verità: siamo tutti preda, prima o poi, della superstizione, di qualche gesto scaramantico, di qualche rito ineludibile che ci accompagna nel nostro cammino quotidiano, come ben sapeva Epicuro il quale riteneva che l’ignoranza è “premessa” dei pregiudizi e della superstizione dalla quale possiamo liberarci grazie alla filosofia.

Purtroppo, come ben dimostra questo libro di Gaetano Lamberti, la superstizione si fa strada sovente nell’animo dei disperati e dà vita alla fortuna di maghi e santoni, janare e fattucchiere varie che non hanno scrupoli a “rifilare” a persone disperate e credulone amuleti propiziatori, formule “magiche” per far rinascere amori finiti, per vincere alla lotteria o, ancora più cinicamente purtroppo, per dare guarigioni insperate quanto impossibili.
Fatto è che l’ignoranza mista a disperazione acceca spesso l’animo umano, obnubila la mente facendole ‘vedere’ qualunque cosa.

Ma l’irrazionale è parte di noi, del nostro essere soggetti pensanti. 

informareonline-janare-e-fattucchieriChissà, forse è il meglio di noi: senza di esso forse non saremmo mai veramente allegri, se è vero che l’allegria non è figlia dei sillogismi, ma dell’irruenza nel prevedibile scorrere del giorno di qualcosa che non avevamo calcolato, talvolta neppure sperato.

Gaetano Lamberti entra da Maestro nell’intrigo dei sentimenti apparentemente inestricabili di una complicata famiglia e, proprio attraverso il peso gravoso dell’incombere delle janare (vere, presunte… chissà!), scioglie i nodi che legavano come pesanti catene padri, madri, nonni, zii, nipoti, insospettabili vicini di casa …

Ci stupisce e ci attrae il volo di pericolose, ma salvifiche, scope capovolte mentre vediamo scivolare su un piano olio extravergine d’oliva (!!!) fino a formare figure, geometrie da interpretare in cambio di un caprone, una caciotta, una salsiccia.

Ciò che è più sorprendente è il fatto che la ‘fattura’ messa in campo da qualche “fattucchiera-janara” non si accompagna alla dimensione etica, più o meno negativa, del soggetto colpito, ma alla sua bruttezza fisica che si fa essa stessa maledizione.

Insomma, un libro che ti prende fino all’ultima pagina, fino all’ultimo rigo dove la sorpresa prende il posto della janara, un po’ strega, un po’ maga,  che forse, certo in misura minima, è in ognuno di noi. Bel libro, bravo scrittore, purché ricordiamo, insieme a Plutarco che la superstizione non porta alla felicità.

Gaetano Lamberti, Le Janare, Roma 2019

Sarà presentato a Maddaloni, Museo archeologico (Via Caudina 353), oggi 27 dicembre, alle ore 17.00.

 

di Jolanda Capriglione

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