James Senese come non lo avete mai visto

James Senese al Festival del Cinema di Venezia 2020. Nel mese di settembre, all’interno delle “Giornate degli Autori” – programma “Notti Veneziane all’Isola degli Autori” –, è stato proiettato “James”, il documentario di Andrea Della Monica sulla vita artistica del fondatore dei “Napoli Centrale”. Uno stile musicale, quello di Senese, inconfondibile: ha unito, nel corso del tempo, il jazz al funk, l’afro alla radice musicale partenopea. Per la fine di quest’anno è prevista l’uscita di un nuovo album. Nel corso dell’intervista, il poliedrico artista ci ha raccontato del documentario, delle recenti collaborazioni e di come ha trascorso questo periodo segnato dalla pandemia da Covid-19.

Quali sono state le sue prime impressioni non appena le è stato raccontato il progetto “James”?

«La mia prima reazione è stata: “ma è vero o no?” e poi ho pensato che finalmente era il momento buono per raccontare una parte della mia vita».

Cosa rappresenta per lei la proiezione del suo documentario a Venezia?

«Rappresenta un mondo molto lontano dalla mia realtà ma è anche quel mondo che fa si che poi il tutto diventi realtà».

Guardando dall’esterno, svestendo i panni di James Senese, che artista vede ritratto all’interno delle diverse scene che si susseguono?

«Le scene di vita sono sempre le stesse… qui si va avanti con il nulla, tutti falsi miti che durano quando basta».

Tornando, invece, ad essere James Senese quello ritratto nel documentario è esattamente quello che pensava di diventare?

«Si sono esattamente io con i miei complessi, che ancora mi porto dentro.
Il documentario mi racconta in modo molto naturale senza cercare di creare un personaggio».

Si tratta di un documentario che ripercorre i suoi oltre cinquant’anni di presenza sulla scena musicale nazionale ed internazionale. Qual è il bilancio che si sente di tracciare fino ad oggi?

«Io direi che è un bilancio più di sofferenze che artistico… ma c’è anche tanto amore per la verità. La mia è da sempre una lotta per la verità, la verità che però ancora deve arrivare. È il mio DNA».

Tante sono state le persone che hanno creduto in lei durante il suo percorso artistico, ma il sassofono ha rappresentato davvero una costante, dal quale non si è mai separato.
Quanto e cosa deve a questo strumento musicale?

«Io direi che sono io quello che ha più creduto in me stesso. Oltre a al sassofono che a saputo crescermi e farmi scoprire la mia anima, un’anima con due Etnie: l’America e Napoli. Il sassofono è stato una parte della mia liberazione, devo tutto a lui».

Tornando agli impegni musicali, è recente la collaborazione con il noto producer e dj Joseph Capriati. Ha da sempre sostenuto i giovani e la loro produzione. Ci racconta come è nata la collaborazione con Capriati?

«È bastata una telefonata di Capriati e ho capito che lui nel suo percorso aveva capito io chi sono e cosa avevo fatto ed è per questo che subito si è creato feeling. L’incontro è stato molto piacevole e io ho incontrato un fratello che voleva giocare con me. È stato bello».

Questo periodo è stato segnato dalla quarantena: in che modo ha trascorso lo stop alla musica? Quanto e in cosa ha influito il lockdown sulla sua produzione artistica, in termini proprio di ispirazione per nuovi progetti?

«Come sempre io non mi fermo davanti a niente e nessuno. Ho sempre continuato a comporre, forse con un po’ paura di non poter vedere il domani proprio ora che più che mai sto vivendo la mia libertà».

Tanti sono stati i singoli che ha prodotto, gli artisti con cui ha collaborato, i progetti che ha portato a termine. Cos’altro ha in mente James Senese per stupire i suoi fedelissimi?

«Vivere. Vivere per portare i miei sogni lontano».

E’ in programma anche l’uscita di un suo nuovo lavoro discografico. Che tipo di album sarà?

«Di solito questa è una domanda che non gradisco perché la musica è un momento da cercare ma devi anche voler trovare in essa quello che cerchi nella vita e io vorrei far capire il mio “nero a metà”».

di Giovanni Iodice 
Ph. Riccardo Piccirillo © 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°210
OTTOBRE 2020

 

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