Molti di voi probabilmente conoscono già il nome di James Patterson, anche se non avete letto i suoi libri.

Questo perché James Patterson è onnipresente in tutti i luoghi dove si possa piazzare un libro: in libreria, in edicola, su Amazon, al supermercato, etc. È una macchina da soldi che in 43 anni di attività ha prodotto 214 titoli per 375 milioni di copie vendute, e davanti a queste cifre sorge la domanda: come ci è riuscito?

informareonline-james-patterson-1Patterson non nasconde il segreto della propria prolificità: far scrivere i propri libri a qualcun altro. Certo, non è proprio così: Patterson dà sempre ai propri co-autori una guida iperdettagliata di 80 pagine che funge da scheletro del romanzo, nonché lauti compensi e riconoscimenti a lavori finiti.

È quasi più un brand che altro. Ma resta un’altra domanda: se i suoi libri sono tali bestseller, sono bei romanzi? Per intenderci, la saga di Harry Potter ha venduto molte più copie, ma ha anche un valore letterario piuttosto alto. E così, prendendo il primo libro di Patterson trovato nella sezione in lingua originale di una libreria di quartiere (il titolo era Princess: A Private Novel), ho deciso di risolvere questo cruccio.

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Spoiler: l’ho finito in un giorno. Per 4 ore di lettura totali. Aiuta che i capitoli vadano dalla mezza pagina alle cinque pagine massimo come lunghezza. Ma… è stato bello?

Beh, è stato particolare. Era una storia di investigatori americani che indagavano per conto di reali inglesi, e aveva il classico eroe americano che indaga su un caso e finisce a farsi giustizia da solo, una vittima sfortunata, una principessa lesbica e un cattivo che più cattivo e codardo non si può, e nessuna giustizia reale se non quella vuota e privata.

È stato come guardare un film di cassetta, di quelli che mandano in TV per tappare i buchi di programmazione. Un film mai noioso, senza ambizioni o pretese letterarie, fatto solo per intrattenerti quelle poche ore… in formato libro, ovviamente. Ed è riuscito ad intrattenermi, a farmi ridere e piangere a seconda del momento, a tenermi sul filo del rasoio nonostante conoscessi tutti i “trucchi” tipici di questi thriller.

Quindi sì, è stato bello. Kudos a lei, Mister Patterson: il suo brand funziona a meraviglia.

di Lorenzo La Bella

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