Jabil licenziamento per 190 dipendenti, Fiom: “È illegale”

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La società Americana con stabilimento a Marcianise ha disposto il licenziamento collettivo per 190 dipendenti

In riferimento agli esuberi dello stabilimento di Marcianise, l’azienda ha diffuso un comunicato in cui dichiara: “Da diversi anni a questa parte il sito Jabil di Marcianise si è dovuto confrontare con un contesto economico sfidante, volumi in calo e risorse sotto-utilizzate. Per affrontare la situazione, Jabil ha lavorato con le organizzazioni sindacali e con gli stakeholder, sia locali sia nazionali, a un programma di outplacement volontario per offrire ai dipendenti un’opportunità di reimpiego in altre imprese locali, interessate ad assumere i dipendenti di Jabil”. La società ha precisato che le aziende partecipanti al programma di reimpiego hanno richiesto un numero maggiore di lavoratori rispetto ai dipendenti di Jabil in esubero, e che sono state rese disponibili significative risorse economiche per i dipendenti – come incentivi all’esodo – e per le aziende che avrebbero assunto i dipendenti di Jabil. “Tutto ciò è stato fatto con l’intento di agevolare il più possibile il processo di ristrutturazione e favorire un esito positivo per tutti. Nonostante questi sforzi e il continuo impegno di Jabil, ad oggi si registra purtroppo un risultato deludente sulle adesioni al reimpiego, nonostante le numerose proposte ricevute, che non ci consente di risolvere il problema” si legge ancora nel comunicato. L’azienda sottolinea che ai 190 dipendenti in esubero “sono state offerte opportunità sia in termini di ricollocamento che di incentivazione all’esodo. Tale sviluppo non è in alcun modo una valutazione negativa del duro lavoro e dell’impegno dei dipendenti di Marcianise”.
Il licenziamento dei dipendenti identificati avverrà il 25 Maggio, a meno che questi non abbiano aderito agli schemi di ricollocamento e incentivaione offerti.

L’INTERVENTO FIOM: “È ILLEGALE”

Questa la replica della Fiom in merito ai licenziamenti:

“Si è tenuto l’incontro con la dirigenza di Jabil Italia di Marcianise, richiesto dalle organizzazioni sindacali.  L’azienda ha comunicato che rispetto alla procedura di licenziamento collettivo (350 esuberi), ad oggi i lavoratori che hanno trovato ricollocazione o uscite incentivate sono 160 unità con un differenza di 190 lavoratori. Inoltre ha informato che il consiglio di amministrazione della Jabil Corporation ha deciso, nonostante i nuovi decreti emanati del Governo Italiano che prevedono il blocco dei licenziamenti collettivi e ulteriori 9 settimane di CIG COVID-19, di non proseguire con la cassa integrazione e di licenziare dal 25 maggio prossimo 190 lavoratrici e lavoratori.

Licenziare 190 lavoratori durante una pandemia è una decisione intollerabile e illegale, un atteggiamento irresponsabile da parte della multinazionale statunitense. In piena emergenza sanitaria ed economica, infischiandosene dei decreti del Governo italiano che li vieta, e non rispettando gli impegni presi al Ministero dello Sviluppo economico, Jabil mette in mezzo alla strada 190 lavoratrici e lavoratori con le loro famiglie, in un territorio già in grave difficoltà.

È inaudito quanto è stato deciso dalla multinazionale americana e comunicato oggi alle segreterie nazionali, territoriali ed rsu di Fim, Fiom, Uilm, Failms. È stato dichiarato uno sciopero a oltranza e metteremo in campo ulteriori forme di protesta e di mobilitazione presso tutte le sedi istituzionali per tutelare e salvaguardare i lavoratori che tra quattro giorni verranno licenziati. A questo atto scellerato ci deve essere una pronta risposta e un intervento immediato del Presidente del Consiglio Conte, del Ministro Patuanelli e di tutto il Governo perché non può essere permessa una decisione inaccettabile come questa che può rappresentare un inammissibile precedente”.

 

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