Istituzioni scolastiche: come ci si prepara per l’inizio dell’anno

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Settembre, ci si prepara all’inizio dell’attività scolastica. Quest’anno tante sono state le problematiche riguardanti tale settore, l’estate sarà servita per riuscire a trovare soluzioni adeguate per superare al meglio l’anno scolastico 2020/2021? 

Il 23 luglio è avvenuto il primo incontro “in merito alla stesura d’intesa Linee operative, per garantire l’avvio scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19”. Per quanto riguarda i contenuti, tra i punti già indicati come positivi ritroviamo e leggiamo testualmente: 

Dei Tavoli di lavoro permanente presso gli USR con compiti di controllo, monitoraggio e assistenza alle istituzioni, in particolare sull’effettuazione di test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica su base volontaria e gratuita presso le strutture di medicina di base.  

Un servizio dedicato di help desk per le istituzioni scolastiche. 

Quest’ultimi, che appaiono come punti realmente positivi, vengono accompagnati da determinate criticità tecniche, tra cui l’individuare possibili soluzioni logistiche in luoghi quali musei, teatri o biblioteche statali o anche il non voler dare dei parametri oggettivi per individuare i cosiddetti “lavoratori fragili” nelle istituzioni scolastiche. 

Come altro fattore oggetto di discussione ritroviamo la “pulizia giornaliera e sanificazione periodica di tutti gli ambienti. Quest’ultima rischia di lasciare a desiderare a causa del poco personale in servizio, che dovrebbe inoltre essere adeguatamente formato. Molteplici sono le problematiche relative anche alla disposizione con cui dovranno andare ad inserirsi i banchi all’interno delle aule. Banchi singoli e distanziati però, provocheranno una diminuzione della capienza normale di un’aula, e la necessità di ricavare spazio altrove per far sì che ogni studente possa trascorrere la propria giornata scolastica in sicurezza. 

Tuttavia, discutendo con il personale interessato a tale settore, si evince la confusione ma soprattutto la perplessità nei confronti di linee guida che teoricamente funzionano, ma che praticamente avranno difficoltà a realizzarsi. La domanda sorge però spontanea: se i professori, i presidi, il personale ATA si ritrovano confusi ma consapevoli del pericolo derivante dal Covid 19, i giovani continueranno a prendere sottogamba il problema? Si confida nel loro buon senso, ma soprattutto in un forte spirito di collaborazione. 

Bisogna tenere a mente che gli studenti sono stati i primi ad aver pagato le conseguenze dell’uragano “Corona Virus”, soprattutto coloro che hanno trascorso il loro ultimo anno, tanto atteso, tra le mura di casa. Si ritornerà realmente alla vita tra i banchi e al profumo dei quaderni appena acquistati? I presupposti ci sono, e con essi anche la voglia di ritornare alla normalità…una normalità apparentemente lontana, ma sicuramente, si spera, non irraggiungibile. 

di Clara Gesmundo

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