Viviamo un periodo triste della condizione umana. L’esasperato individualismo spesso ci porta a pensare che la nostra idea sia sempre quella giusta e che il prossimo sia solo un ostacolo alla propria quotidianità.

 

Purtroppo ciò sta accadendo nell’ultima decade tra pochi cittadini ed un’istituzione dall’altissimo spessore morale, come l’Istituto Salesiano di Caserta, che accoglie ogni anno centinaia di ragazzi, spesso provenienti dalle strade dei quartieri più emarginati della città.

L’ostacolo alla quotidianità risultano essere in questo caso il vociare dei ragazzi che si riuniscono nei cortili dell’oratorio o il rumore dei palloni da basket, da calcio o da pallavolo. La quotidianità è invece il sacrosanto diritto al silenzio residenziale, per godersi un telegiornale, riposarsi ad ogni ora, studiare, lavorare.

La situazione si è inasprita negli ultimi anni a seguito del restyling dei cortili, con la costruzione di una palestra in legno lamellare, tra le migliori della provincia, e di un campetto da calcetto in erba sintetica. Il costituirsi di società sportive poi ha visto l’attività dell’oratorio intensificarsi: insomma sono iniziati i guai seri.

Si va in Tribunale, vengono installati sensori per la registrazione dei decibel prodotti; le misurazioni convincono il Giudice ad ordinare la riduzione degli orari di utilizzo delle strutture. Riuscire a fare attività sportiva diventa una missione impossibile. Con sole 3 ore al giorno a disposizione diventa difficile mantenere aperta la società sportiva, nonostante l’impegno dei ragazzi sia costante ed alcune squadre riescano comunque a costituirsi, scegliendo di giocare altrove.

Arrivano così a Novembre 2018 e ad Agosto 2019 due scure a spezzare completamente gli animi di chi ci mette il cuore nelle cose: prima l’obbligo dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a cessare le attività ed aggiornare i cortili con sistemi fonoassorbenti – spesa prevista di centinaia di migliaia di euro; poi la richiesta al Giudice di anticipare d’urgenza la causa per il pericolo alla salute del vicinato per gli schiamazzi dei giovani dell’Estate Ragazzi.

Una situazione insopportabile porterà inevitabilmente a chiudere i cancelli dei cortili, relegando all’oblio una storia secolare: basta ricordare quanti cestisti si sono formati qui.

Guardate Caserta e pensate alla differenza abissale che esiste con l’Europa; pensate ai cortili di Barcellona o alle centinaia di piazze di Amsterdam, dove la società civile vive, fa cultura, fa sport, fa politica. Cresce.

Venerdì 9 Agosto i giovani dell’estate ragazzi si sono riuniti in Piazza Vanvitelli. Qui hanno mostrato le attività svolte quest’anno e ricordato alla città di Caserta che c’è un problema che va risolto.

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Noi adulti siamo degli ipocriti. Basta osservare i ragazzi dell’Istituto Salesiano confrontarsi tra di loro: sono la nuova società che si costituisce. Sono persone che non lasciano mai il proprio pensiero prevalere quello degli altri, che sanno stare insieme. Molto più “europei” loro delle generazioni che li precedono.

«I gradini dell’anfiteatro sembrano assonnati e tristi sotto il sole di questi giorni e sembrano reclamare le vostre voci, i vostri inni, il vostro tifo, il vostro entusiasmo. In questo tempo, complice anche la pausa di tutte le attività, i nostri cortili sembrano surreali: senza ragazzi e giovani, fanno pure fatica a chiamarsi “cortili”. […] Questo vostro dare vita al cortile è stato un bel segnale per la nostra Città! […] Non è vero che i ragazzi di oggi sono buoni a stare solo con il cellulare!»

È quanto si legge nella lettera di Don Gino Martucci, Direttore dell’Istituto Salesiano di Caserta.

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Noi adulti continuiamo a fallire, pensando di avere qualcosa da insegnare, ma abbiamo solo da imparare.

Per questo mi schiero a favore del diritto di giocare; lo faccio in una città dove gli spazi per fare comunità sono davvero pochi e che ogni giorno sono minacciati di estinguersi per le decisioni di alcuni potenti. O impotenti, vedete voi.

Aggiornamento ore 17:00

Il giudice ha respinto il ricorso del 6 Agosto per la sessione d’urgenza in Tribunale. Tutto rimandato per ora ad Ottobre. Incrociamo le dita.

 

di Francesco Cimmino

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