Israele, venerdì parte il nuovo lockdown. E gli altri paesi?

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Pochi giorni fa il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato in diretta televisiva l’inizio di un nuovo lockdown per Israele, paese che, almeno da due settimane, sta riscontrando un’impennata vertiginosa della curva dei suoi contagi da Covid-19.

Nelle ultime 24 ore, secondo i dati del Ministero della Sanità, in Israele sono risultate positive più di 5mila persone, a fronte dei circa 55mila tamponi effettuati, con un tasso di infezione che si aggira attorno al 10%. Dallo scoppio della pandemia ad oggi, il numero dei contagi è salito a quasi 170mila ma, attualmente, si registrano più o meno 42mila casi attivi nel paese. Numeri abbastanza alti se si considera che la popolazione israeliana è di 9 milioni di abitanti, numeri che hanno costretto Netanyahu ad intraprendere un percorso diverso dagli altri paesi e ad adottare “nuove misure che esigeranno un prezzo molto alto da parte degli israeliani”, come dichiarato dallo stesso Primo Ministro.
Israele sarà il primo paese che ricorrerà al secondo lockdown, che inizierà alle ore 14 di venerdì 18 settembre e durerà per tre settimane, fino al 9 ottobre. Scuole e centri commerciali resteranno chiusi in questo lasso di tempo mentre gli uffici e le aziende rimarranno aperti, ma chiusi al pubblico. Supermercati e farmacie, invece, saranno aperti, ma dovranno mettere in atto norme di distanziamento sociale.

Sono queste, dunque, le scelte che il governo israeliano ha deciso di attuare per cercare di contenere l’espansione del virus. E gli altri paesi? Seguiranno l’esempio di Israele con un nuovo lockdown?

STATI UNITI
Gli Stati Uniti rimangono il primo paese al mondo più colpito dal Covid-19, con più di 6,5 milioni di casi totali segnalati dall’inizio della pandemia, quasi 200mila decessi, e un aumento giornaliero dei contagi che si attesta tra i 35mila ed i 50mila. Alcuni episodi accaduti negli States, come la morte di George Floyd e le proteste della parte afroamericana del paese, non hanno di certo aiutato a frenare il virus, dopo le tante manifestazioni organizzate contro il razzismo e i tanti assembramenti che si sono venuti a creare. Inoltre, le ultime scelte del presidente Trump sono state a favore della forte economia capitalistica americana, che non vorrebbe subire altri contraccolpi, cosa che un nuovo lockdown provocherebbe inevitabilmente. Nonostante il rapidissimo aumento dei casi attivi, negli Stati Uniti non si respira assolutamente aria di nuove restrizioni, almeno nelle prossime settimane, quando sarà tempo di elezioni presidenziali.
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Fino alla fine di Aprile, le popolazioni dell’America Latina sembravano essere immuni al nuovo coronavirus. Il mese dopo però, quando i vari governi europei annunciavano la tanto attesa “fase 2”, in Sud America i contagi sono aumentati molto velocemente, portando addirittura il Brasile ad essere attualmente il terzo paese al mondo più colpito dal Covid-19, con 4,3 milioni di casi totali confermati e circa 130mila morti. Anche in Brasile le scelte del presidente Jair Bolsonaro sono state discusse e criticate, sia dalla stessa popolazione brasiliana sia dagli altri stati, e hanno forse permesso un ulteriore espansione della pandemia, come per esempio quella di continuare il campionato di calcio brasiliano a porte aperte nei mesi in cui il virus si stava diffondendo. Bolsonaro sembra non essere al momento intenzionato a proporre un lockdown al paese e i cittadini continuano a lamentarsi per il mancato sostegno governativo in questo periodo. Il Brasile è nel caos più totale.
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Sono Francia e Spagna i paese che, in Europa, sono più in difficoltà nella gestione del Covid-19. In Francia, nelle ultime 24 ore, i nuovi casi positivi sono stati 7852, con più di 300mila casi attivi. A fine agosto Macron aveva dichiarato: “Non si può richiudere il paese, troppi danni collaterali”. A fronte dei tanti contagi degli ultimi giorni, però, il presidente francese potrebbe cambiare idea, per cui i prossimi giorni saranno decisivi. Il virus continua ad avanzare anche in Spagna, che da ieri ha registrato 11193 nuovi casi e 239 morti. La situazione appare particolarmente preoccupante nella Comunità di Madrid, che ha segnalato 1501 nuovi contagi, ben 589 in più rispetto a ieri. Germania e Italia rischiano sicuramente di meno per un possibile nuovo lockdown, ma anche questi due paesi non possono dormire di certo sonni tranquilli. Infatti, in Germania i contagi giornalieri oscillano tra i 900 ed i 1400, mentre in Italia l’ultimo bollettino del 16 settembre ha fatto segnare ben 1452 nuovi casi.

di Donato Di Stasio

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